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		<title>&#200; solo un disco che gira e non &#232; neanche in classifica</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 00:23:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I graffi sul vinile producono un fruscio meraviglioso. Mi ricordano il crepitio della legna che bruciava nel camino dei miei genitori, quando ancora abitavo lì e certe sere le passavo seduto davanti al fuoco, lasciando il buio intorno a me. E vuoi mettere, ascoltare così la tua musica preferita? Una puntina sul disco, un piatto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=paroledigas.wordpress.com&amp;blog=18192813&amp;post=525&amp;subd=paroledigas&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font color="#4f4fff">I graffi sul vinile producono un fruscio meraviglioso. Mi ricordano il crepitio della legna che bruciava nel camino dei miei genitori, quando ancora abitavo lì e certe sere le passavo seduto davanti al fuoco, lasciando il buio intorno a me. <br />E vuoi mettere, ascoltare così la tua musica preferita? Una puntina sul disco, un piatto che girava e quella poca luce riflessa che entrava da fuori era quella della strada, perché nel silenzio anche quella sapeva diventare musica.<br />Chi ha conosciuto il vinile, difficilmente non ne ha subito il fascino. La stessa emozione di portarne a casa uno nuovo, a dire il vero non l&#8217;ho mai provata per un cd. E neanche adesso, per un po&#8217; di mp3 nuovi in una penna usb&#8230; <br />La bellezza del primo ascolto di un disco, con quelle fotografie di così ampio respiro sotto gli occhi, e il piacere che mi dava tenere tra le dita quella copertina cartonata, che a volte lasciavo solo per pochi istanti e poi tornavo a riprendere, in cerca di altri dettagli. Perché io ero uno di quelli che in un disco leggevano proprio tutto, dai nomi di chi aveva suonato fino a scoprire dove era stato realizzato. <br />E nascosto dentro a una copertina, c&#8217;era tutto il profumo del lavoro fatto, dell&#8217;impegno e della gioia di aver realizzato un disco. Di avercela fatta, insomma. Non era solo per un fine commerciale che nasceva un disco, o almeno questa era l&#8217;impressione. <br />Nella confezione di un cd invece, chissà perché quel che sento è solo odore di plastica. Il libricino all&#8217;interno della custodia sa di finto, di copia. Di qualcosa da sfogliare una volta e mettere via. <br />Troppo fragile, troppo delicato, con quel nero lucido che conserva tutte le impronte.<br />Ricordo ancora il mio primo cd tra le dita, ed era come un trofeo. Fu un regalo di compleanno. <br />Il cd segnava il passaggio di un tempo, e da quel momento c&#8217;ero anch&#8217;io, anche se ho continuato per un po&#8217; ad acquistare vinili, ma solo nei mercatini. Ricordo l&#8217;emozione del primo ascolto, l&#8217;hi-fi seminuovo ed un suono pulito, perfetto. Nessun fruscio, un clic e via, sentivi all&#8217;istante ciò che volevi. Sembrava impossibile. <br />Non ho capito subito che cosa mi mancasse, e non l&#8217;ho capito finché un giorno non ho acquistato un vecchio vinile e l&#8217;ho messo su. E non avevo mai avuto nessun cd che suonasse bene così&#8230; <br />Era come se di colpo la stanza si fosse di nuovo riempita di musica e di atmosfere, che forse avevo perso per pigrizia. Non parlo da audiofilo né da esperto, perché non sono mai stato nessuna delle due cose&#8230; parlo solo perché a me la musica ha sempre parlato, e non ho mai smesso di sentirla quando aveva qualcosa di importante da dirmi. </font></p>
<p align="center"><img src="http://paroledigas.files.wordpress.com/2012/01/appunti03.jpg?w=300" width="300"></p>
<p><font color="#4f4fff">Nel mio paese non c&#8217;era un vero e proprio negozio di dischi. Dovevo cercarli in città, qui se ne vendeva giusto qualcuno, tra gli elettrodomestici e i casalinghi, in una fila di 45 giri da &#8220;sfogliare&#8221;, con qualche copertina che ricordo ancora e che adesso mi da il senso degli anni. E mi ricorda di estati, di giorni di scuola, di giochi semplici, di nomi e di visi confusi che non riconoscerei.<br />In questa stanza tengo ancora il mio giradischi, mi basta accenderlo, sollevare la puntina e sotto un po&#8217; di polvere del tempo, so di ritrovare ancora le stesse emozioni. Se non lo faccio spesso, è solo perché la musica va avanti, ce n&#8217;è ancora tanta da ascoltare e si rinnova&#8230; ed i vinili no. <br />Poi non penso che molta gente sarebbe disposta a tornare indietro, anche quando questo significherebbe migliorare la qualità delle cose; però so che il vinile aveva il suo calore, le sue tonalità forse imperfette nei suoi scricchiolii, ma che non ti lasciavano mai solo senza avvolgerti. Ti faceva pensare, concentrare, vivere le cose nei tempi e nei sapori giusti, preparandosi quasi fosse un rito a far scendere delicatamente quella puntina. La stessa differenza che intercorre tra la cucina casalinga e i cibi precotti, in senso musicale&#8230; Prendevi il disco per i bordi, fra i palmi delle mani per non lasciarvi impronte, e lo lasciavi scivolare piano, sul piatto. Una spazzolata leggera con un panno morbido, vellutato, per togliere la polvere&#8230; ed ogni tanto, perché no, anche un po&#8217; di spray antistatico sui dischi più preziosi, perché fossero &#8220;eterni&#8221;. <br />E a distanza di anni posso anche dirlo, che almeno ne è valsa la pena&#8230;<br />Il tempo di un lato, poche canzoni, un numero infinitesimale per gli standard di adesso, e ripetevi dall&#8217;altro lato. Curioso come il lato B dei singoli fosse stato da sempre la traccia meno importante, spesso esclusa dagli album, e che invece fosse proprio quella, in seguito, a impreziosirne la versione in cd. <br />Per fare le cose buone occorre tempo&#8230; e come dicevo prima per la cucina, sappiamo tutti quanto sia più buona la pasta fatta in casa, però è più semplice prenderla già confezionata, e allora quasi tutti ne fanno a meno. Vince la comodità. E vinse il lettore cd, con un bel dischetto dai magici colori e un tastino da premere. Il primo forno a microonde per la musica&#8230; <br />Sarà che prima correvamo di meno, ma la musica comunque non voleva fretta, anzi ne era nemica! Avresti solo corso il rischio di graffiare un disco. E poi diciamocelo, avevamo le nostre canzoni preferite, ma nessuno ci avrebbe mai privato del piacere di ascoltarci il nostro disco per intero, senza quella tentazione di saltare in fretta alla canzone successiva, come avviene quando di musica ne hai davvero troppa. Come in una playlist da scorrere veloce nel lettore mp3&#8230; <br />E sarà anche che forse di canzoni tanto per riempire un disco, prima ne mettevano meno&#8230; c&#8217;erano solo 45 minuti di musica disponibili, e anche un gran lavoro (forse) di selezione dei pezzi da inserire. Magari è solo una mia idea, ma mi sembra che adesso si tenda a voler mettere dentro più cose possibili; più tracce ed extra ci sono, e più il prodotto attrae. Ci regalano <i>bonus tracks</i> che non valgono niente, tracce nascoste che il più delle volte potevano benissimo restare nascoste, per quel che valgono&#8230; ma si sa, purtroppo la quantità raramente va di pari passo con la qualità&#8230; e se dico purtroppo è perché chiunque disponga di un accesso a internet, potenzialmente oggi avrebbe un&#8217;enormità di materiale fra cui scegliere&#8230; peccato però che forse siamo troppo veloci per fermarci ad &#8220;ascoltare&#8221;&#8230;</font></p>
<p align="center"><img src="http://paroledigas.files.wordpress.com/2012/02/technics-sl-1200pola-by-gas1.jpg?w=300" width="300"></p>
<p> 
<p align="right"><font color="#4f4fff" size="1">È solo un disco che gira dentro a una stanza.<br />Due casse che sbatton sulla libreria.<br />È solo un disco che gira e non è neanche in classifica.</font></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/paroledigas.wordpress.com/525/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/paroledigas.wordpress.com/525/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/paroledigas.wordpress.com/525/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/paroledigas.wordpress.com/525/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/paroledigas.wordpress.com/525/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/paroledigas.wordpress.com/525/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/paroledigas.wordpress.com/525/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/paroledigas.wordpress.com/525/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/paroledigas.wordpress.com/525/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/paroledigas.wordpress.com/525/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/paroledigas.wordpress.com/525/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/paroledigas.wordpress.com/525/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/paroledigas.wordpress.com/525/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/paroledigas.wordpress.com/525/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=paroledigas.wordpress.com&amp;blog=18192813&amp;post=525&amp;subd=paroledigas&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>C.B.N.</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 23:37:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con un po&#8217; di silenzio&#8230; Caro Babbo Natale&#8230; è tanto tempo che non ci sentiamo. Anche per questo ti scrivo. E se lo faccio adesso che il Natale è passato, è perché non ho mai voluto metterti fretta. Così adesso che non hai troppe cose da fare, magari puoi dedicarmi un po&#8217; di tempo e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=paroledigas.wordpress.com&amp;blog=18192813&amp;post=510&amp;subd=paroledigas&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font color="#4f4fff">Con un po&#8217; di silenzio&#8230;</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://paroledigas.wordpress.com/2012/01/08/c-b-n/"><img src="http://img.youtube.com/vi/Z0cYgQ_Cu_8/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>Caro Babbo Natale&#8230; <br />è tanto tempo che non ci sentiamo. Anche per questo ti scrivo. E se lo faccio adesso che il Natale è passato, è perché non ho mai voluto metterti fretta. Così adesso che non hai troppe cose da fare, magari puoi dedicarmi un po&#8217; di tempo e la mia lettera non rischierà di perdersi tra quelle più pure che ti scrivono i bambini. Né rischierà di non essere capita, perché che succede quando in qualcosa ci metti davvero un po&#8217; di te stesso e, per la fretta, poi non vieni capito? Che fine fa quella parte di te? <br />E&#8217; come una dolorosa rinuncia e un passo indietro del cuore. E per il cuore è così difficile tornare indietro, che può soltanto cadere.<br />Così adesso prendo un po&#8217; del mio tempo e spero che anche tu ne abbia, e che tu ci sia ancora sebbene ogni festa sia finita. Tanto per quel che ti chiedo non ci sarebbe stato comunque posto, sotto l&#8217;albero. <br />Domani, tra l’altro, comincerò a disfarlo, a riporre tutto nelle solite vecchie scatole accorgendomi che chissà come, ogni volta le stesse cose non c&#8217;entrano più. Qualcosa resta sempre fuori. <br />E&#8217; allora che diventa fragile. Perché non si è trovato il posto giusto per proteggerlo.<br />Come quando ti accorgi di aver lasciato fuori qualcosa che prima stava dentro te, e ora ti manca.<br />Dovremmo abituarsi a non dare mai niente per scontato, e capire come niente sia certo sebbene lo sia stato fino a ieri. Così delle cose che poi ci mancherebbero, ce ne accorgeremmo in tempo e le terremmo un po’ più strette.</p>
<p>Abbiamo sempre parlato poco noi, e a meno che in tanti anni tu non abbia imparato a leggermi nel pensiero, non penso tu sappia molte cose di me, perché in realtà non ti ho scritto quasi mai. <br />Ho sempre chiesto davvero poco, e non soltanto a te. Un po&#8217; perché forse sapevo di non poter riuscire ad essere sempre buono, e certe piccole gioie allora neanche pensavo mi spettassero. Poi, crescendo e aprendo gli occhi, ho visto cosa significava davvero non essere buoni, e in quel ruolo non mi riconoscevo più. <br />Ma ormai era andata e non potevo certo chiederti gli arretrati.<br />Adesso però vorrei chiederti qualcosa, e non so neanche se possa farlo ancora, dopo tutto questo tempo. <br />Ma a dispetto di un mondo che ci vorrebbe sempre tutti in corsa, stanotte io mi fermo da te perché continuo a credere nella tua favola e nella tua magia, e questo mi fa sentire in diritto di poterlo fare. Perché tu non assomigli affatto a quel pupazzo che si arrampica su una corta scaletta di corda, e che tutti appendono fuori al balcone.<br />Quello che ti chiedo non è niente di materiale, niente che debba essere per forza speciale. Non cerco più quel che luccica soltanto, cerco solo le cose che, quando chiudi gli occhi, si riesce a vederle lo stesso&#8230;<br />Rivorrei solo qualcosa indietro. Vorrei che tornassero un po&#8217; delle cose che ho perso: momenti, attimi e fotografie che ho sbiadito&#8230; e tutte quelle possibilità che, sbagliando, non ho mai avuto il coraggio di vivere quando invece potevo. Non vorrei cose nuove, rivorrei solo le mie. Vorrei riavere la mia serenità, ritrovare la stabilità, riabbracciare la tranquillità. E tutte quelle cose semplici che, anche con il tempo, per me non sarebbero mai diventate noia o abitudine, e che eppure son finite lo stesso. <br />Vorrei riavere almeno un sogno a portata di mano, uno che non sia già diventato una stella lontana. Perché di un cielo pieno di stelle in fondo potrei anche farne a meno, per tutte le volte che lo sguardo non mi va neanche di alzarlo.<br />Ti chiedo solo di riportarmi qualcosa che avevo. Qualcosa soltanto, perché non posso chiederti di riportarmi anche qualcuno. Perché era più di qualcosa e sappiamo che non è possibile. <br />E allora ti ripeto, qualcosa soltanto. Giornate, momenti&#8230; tutto quello che puoi, tutto quello che trovi. <br />Fosse anche soltanto un profumo da respirare, va bene lo stesso. <br />Non importa come e quando ci riuscirai, usa i trucchi che vuoi. Ti aspetto. </font></p>
<p align="center"><font color="#4f4fff">E giuro non ti chiederò neanche come hai fatto&#8230;</font></p>
<p> 
<p align="center"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4033/4583886234_74456cf054.jpg" width="400"></p>
<p> 
<p align="right"><font color="#4f4fff">Dimmi che non sto sbagliando<br /><i>&#8230;che non importa né come, né quando</i><br />ma che ci siamo e che si può avverare<br />un desiderio in cambio<br />di una moneta nel mare&#8230; </font></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/paroledigas.wordpress.com/510/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/paroledigas.wordpress.com/510/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/paroledigas.wordpress.com/510/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/paroledigas.wordpress.com/510/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/paroledigas.wordpress.com/510/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/paroledigas.wordpress.com/510/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/paroledigas.wordpress.com/510/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/paroledigas.wordpress.com/510/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/paroledigas.wordpress.com/510/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/paroledigas.wordpress.com/510/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/paroledigas.wordpress.com/510/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/paroledigas.wordpress.com/510/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/paroledigas.wordpress.com/510/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/paroledigas.wordpress.com/510/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=paroledigas.wordpress.com&amp;blog=18192813&amp;post=510&amp;subd=paroledigas&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>tra forme semplici&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 02:27:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gAs</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Natale. Tempo di alberi decorati e di presepi. Tempo di colori e di sorprese. L&#8217;annuncio scritto in parrocchia parlava chiaro: i presepi dei bambini sarebbero stati accettati solo se realizzati senza materiale preconfezionato. C&#8217;erano solo delle misure da rispettare e poi, per il resto, via libera alla fantasia. Non so perché la parola fantasia io [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=paroledigas.wordpress.com&amp;blog=18192813&amp;post=506&amp;subd=paroledigas&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font color="#4f4fff"><font color="#ff0000" size="3"><strong>Natale.</strong></font> Tempo di alberi decorati e di presepi. Tempo di colori e di sorprese. <br />L&#8217;annuncio scritto in parrocchia parlava chiaro: i presepi dei bambini sarebbero stati accettati solo se realizzati senza materiale preconfezionato. C&#8217;erano solo delle misure da rispettare e poi, per il resto, via libera alla fantasia. <br />Non so perché la parola <i>fantasia</i> io la veda sempre a caratteri lampeggianti e quasi multicolori, mentre tutto il resto è normale carattere nero su fondo bianco, ma so che senza di questa, quell&#8217;invito non sarebbe stato lo stesso. Così, pensando a cose semplici, a oggetti normalmente destinati ad altro ma che comunque parlassero la stessa lingua dei bambini, potevo non ritrovarmi in mano una sorpresina kinder? E del resto, potevano mai mancare degli ovetti kinder in una casa dove c&#8217;è un bambino? <br />In fondo ci siamo cresciuti un po&#8217; tutti&#8230; Cambiano i personaggi, cambiano le generazioni, ma questo binomio <i>bambino e sorpresina</i> resta sempre a forma di ovetto! <br />Così in realtà questo non è neanche un post, ma un ritorno&#8230; perché un bambino ti da sempre dei buoni motivi per tornare un po&#8217; come lui. Guardare con i suoi occhi e provare forse un po’ le stesse emozioni, se non a volte gli stessi pensieri. Non so voi, ma io mi vanto di riuscirci, qualche volta. Di riuscire ancora ad inventare cose semplici, che prese una ad una non direbbero niente, ma tutte insieme creano invece un piccolo mondo magico, che non è visibile a tutti. <br />Di solito queste cose le lascio per l’altro blog, invece per una volta mi va di portarle qui e lasciarle a confrontarsi un po&#8217; con le parole&#8230; perché mentre queste a volte non sono davvero necessarie, un gesto può fare invece la differenza.<br />Primo passo, dunque, creare i personaggi. Due occhietti, un sorriso e poteva iniziare il gioco. <br />Non avrei mai saputo iniziarlo in modo diverso&#8230;<br />Poi gli abitini, semplici e immediati, per non coprire troppo gli ovetti e lasciare anch&#8217;essi semplici, come semplice era stata in fondo tutta l&#8217;idea&#8230; E allora via, a cercare qualcosa di utile nello sgabuzzino&#8230; </font><br /> 
<p align="center"><a href="http://paroledigas.files.wordpress.com/2011/12/p1030538_800.jpg?w=800" target="_blank"><img src="http://paroledigas.files.wordpress.com/2011/12/p1030538_800.jpg?w=400" width="400"></a></p>
<p><font color="#4f4fff">Una striscia di panno in microfibra per vetri&#8230; ed ecco la veste di Maria. Poi, dopo una vana ricerca per regalare a Giuseppe un abito fatto di tela, abbiamo ripiegato su una busta di carta tipo quella del pane, e l&#8217;abbiamo sagomata con qualche punto di colla. </font></p>
<p align="center"><a href="http://paroledigas.files.wordpress.com/2011/12/p1030544_800.jpg?w=800" target="_blank"><img src="http://paroledigas.files.wordpress.com/2011/12/p1030544_800.jpg?w=400" width="400"></a></p>
<p><font color="#4f4fff">Per la barba, sarebbe stato certo più facile farne una bianca, ma siccome Giuseppe temeva di essere scambiato per Babbo Natale, allora abbiamo preso un po&#8217; di cotone e, in mancanza d’altro, lo abbiamo <i>sporcato</i> con una punta di lucido da scarpe marrone! <img src="http://paroledigas.files.wordpress.com/2011/12/linguaccia.png?w=549"></font></p>
<p align="center"><a href="http://paroledigas.files.wordpress.com/2011/12/p1030545_800.jpg?w=800" target="_blank"><img src="http://paroledigas.files.wordpress.com/2011/12/p1030545_800.jpg?w=400" width="400"></a></p>
<p><font color="#4f4fff">Il successivo pensiero è poi andato alla culla, e quindi, ecco il terzo ovetto! Stavolta però da tagliare a metà. Gli ovetti recenti, l&#8217;avrete notato, hanno un tipo di apertura diversa da quella dei kinder dei <i>nostri</i> tempi, e questa lieve e <i>fastidiosa</i> differenza (grrr&#8230;), adesso ci facilita però il lavoro! </font></p>
<p align="center"><a href="http://paroledigas.files.wordpress.com/2011/12/p1030541_800.jpg?w=800" target="_blank"><img src="http://paroledigas.files.wordpress.com/2011/12/p1030541_800.jpg?w=400" width="400"></a></p>
<p><font color="#4f4fff">Siccome poi certe idee nascono anche in corso d&#8217;opera, allora intorno alla culla abbiamo immaginato e incollato anche un po&#8217; di paglietta, recuperata dalla confezione regalo di un cesto natalizio.<br />La scelta del nascituro è stata invece argomento di discussione, ma alla fine ancora la kinder ci è venuta incontro e ha messo tutti d’accordo! Se una cosa fa sorridere, allora vuol dire anche che funziona&#8230; <img src="http://paroledigas.files.wordpress.com/2011/12/sorriso.png?w=549"></font></p>
<p align="center"><a href="http://paroledigas.files.wordpress.com/2011/12/p1030551a_800.jpg?w=800" target="_blank"><img src="http://paroledigas.files.wordpress.com/2011/12/p1030551a_800.jpg?w=300" width="300"></a></p>
<p><font color="#4f4fff">E adesso, ecco la nostra bella capanna; una scatola di cartone e un tappo di sughero, messo lì a sostenere il tetto. <img src="http://paroledigas.files.wordpress.com/2011/12/occhiolino.png?w=549"></font></p>
<p align="center"><a href="http://paroledigas.files.wordpress.com/2011/12/p1030547_800.jpg?w=800" target="_blank"><img src="http://paroledigas.files.wordpress.com/2011/12/p1030547_800.jpg?w=400" width="400"></a></p>
<p><font color="#4f4fff">Poi con qualche striscia di colla a caldo, nostra grande alleata, abbiamo messo la paglietta anche sul tetto della capanna.</font></p>
<p align="center"><a href="http://paroledigas.files.wordpress.com/2011/12/p1030550_800.jpg?w=800" target="_blank"><img src="http://paroledigas.files.wordpress.com/2011/12/p1030550_800.jpg?w=400" width="400"></a></p>
<p><font color="#4f4fff">E&#8217; vero, nella foto si vede che all&#8217;interno della scatola abbiamo messo anche un po’ di raso&#8230; In realtà il solo motivo per cui alla fine l&#8217;abbiamo lasciato è che&#8230; ci piaceva! Secondo noi dava un tocco più chic alla capanna&#8230; perché agli occhi di chi la abitava, quella capanna era una reggia… <img src="http://paroledigas.files.wordpress.com/2011/12/occhiolino.png?w=549">&nbsp;</p>
<p>E adesso, prepariamo anche la stella cometa! Un cartoncino bianco da ritagliare, un sorriso dipinto tutto di giallo e poi&#8230; dove la incolliamo? <br />Ma si dai, sul tappo di sughero!! <img src="http://paroledigas.files.wordpress.com/2011/12/sorriso.png?w=549">&nbsp;</font></p>
<p align="center"><a href="http://paroledigas.files.wordpress.com/2011/12/p1030558_800.jpg?w=800" target="_blank"><img src="http://paroledigas.files.wordpress.com/2011/12/p1030558_800.jpg?w=400" width="400"></a></p>
<p><font color="#4f4fff">Per finire, qualche piccola aggiunta fuori della capanna&#8230; un rametto di abete che diventa un albero, e una vecchia corteccia che diventa una roccia. Non guasterebbe una spolverata di bianco, ma noi siamo pronti per la consegna! <img src="http://paroledigas.files.wordpress.com/2011/12/sorriso.png?w=549"></font></p>
<p align="center"><a href="http://paroledigas.files.wordpress.com/2011/12/p1030562_800.jpg?w=800" target="_blank"><img src="http://paroledigas.files.wordpress.com/2011/12/p1030562_800.jpg?w=400" width="400"></a></p>
<p> 
<p align="center"><font color="#ff0000" size="7"><strong>Buon Natale!</strong></font></p>
<p align="center"><img src="http://img254.imageshack.us/img254/5010/lijn.gif"></p>
<p> 
<p align="center"><strong><font color="#ff0000" size="6"></font></strong></p>
<p align="center"><img src="http://paroledigas.files.wordpress.com/2011/12/gas-mani.jpg?w=460" width="460"></p>
<p> 
<p align="right"><font color="#4f4fff" size="1">&#8230;e solo per gli osservatori più attenti, <br />ecco il <a href="http://paroledigas.files.wordpress.com/2011/12/p1030556_800.jpg?w=800" target="_blank">calendario</a> appeso :)</font></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/paroledigas.wordpress.com/506/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/paroledigas.wordpress.com/506/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/paroledigas.wordpress.com/506/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/paroledigas.wordpress.com/506/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/paroledigas.wordpress.com/506/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/paroledigas.wordpress.com/506/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/paroledigas.wordpress.com/506/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/paroledigas.wordpress.com/506/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/paroledigas.wordpress.com/506/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/paroledigas.wordpress.com/506/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/paroledigas.wordpress.com/506/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/paroledigas.wordpress.com/506/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/paroledigas.wordpress.com/506/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/paroledigas.wordpress.com/506/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=paroledigas.wordpress.com&amp;blog=18192813&amp;post=506&amp;subd=paroledigas&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Fango</title>
		<link>http://paroledigas.wordpress.com/2011/10/30/fango/</link>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 22:24:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gAs</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Non c&#8217;è cosa peggiore per un blogger che perdere i suoi appunti, i suoi fili di pensieri, le sue bozze, le sue annotazioni prese al volo. A me è successo giovedì mattina, con un pc che da allora si rifiuta di partire. Ma la vita non è tutta in un blog, e allora&#8230; pazienza. Anche [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=paroledigas.wordpress.com&amp;blog=18192813&amp;post=471&amp;subd=paroledigas&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#4f4fff;">Non c&#8217;è cosa peggiore per un blogger che perdere i suoi appunti, i suoi fili di pensieri, le sue bozze, le sue annotazioni prese al volo. A me è successo giovedì mattina, con un pc che da allora si rifiuta di partire. Ma la vita non è tutta in un blog, e allora&#8230; pazienza. Anche se non riavrò mai le stesse parole e non scriverò più le stesse cose, io sono qui, e un po&#8217; mi vergogno di considerarli problemi&#8230;<br />
Mercoledì scorso ero lontano da questa <em>casa</em>, tra gente che non ha più niente, tra chi ha perso molto e chi dovrà ricostruire tutto. Fango ed acqua. Fango e paura. <span id="more-471"></span>A qualcuno ha portato via solo un&#8217;auto, ha devastato un negozio, una casa, o il quotidiano con cui sopravvivere&#8230;<br />
A qualcuno invece ha portato via la vita stessa&#8230;<br />
Quasi ovunque, ancora ammucchiate vicino ad ogni porta, poltiglie di fango e cartoni, detriti, cose diventate inutili e che non hanno più neanche un nome. Fango su mobili da buttare. Fango dai materassi appoggiati ai muri, segno evidente ai miei occhi di quell&#8217;intimità violata, fin nel luogo che più di altri avrebbe dovuto regalare solo tepore, senso di casa e protezione.<br />
E invece adesso non c&#8217;era più&#8230;<br />
Dalle porte aperte, ancora i pavimenti bagnati, con i secchi pieni di acqua sporca e il segno rimasto alto sui muri, a indicare fin dove fosse arrivata quella furia. Penso che quel segno non andrà più via. Continueranno a vederlo tutti, o a raccontarselo. Mi dicono che l&#8217;acqua aveva raggiunto il secondo piano negli edifici lungo il fiume. Di quelli sotto, ormai, non è rimasto niente&#8230;<br />
Sgradevoli erano (sono) le ipotesi su come sia potuto accadere&#8230; girano in fretta, quasi sottovoce, per questo continuo a sperare che siano solo voci.<br />
Sono ancora così ingenuo da credere che certe cose terribili non possano accadere per mano dell’uomo&#8230;<br />
Il giorno prima non avevo visto le immagini alla tv, ho trovato e appreso tutto lì, e sin dai primi momenti già capivo che averlo visto in un telegiornale non avrebbe mai potuto toccarmi allo stesso modo. Proprio come mi ha detto un ragazzo del posto&#8230; “<em>quando queste cose le vedi solo in televisione, ti lasciano incredulo&#8230; ma quando poi capitano a te, allora le capisci&#8230;”.</em><br />
Passo tra la gente, sporca di fango e di vita, e vedo come anche le mani sporche diventino subito simbolo di unità e di umiltà. E in fondo ero lì affinché anche le mie si sporcassero così&#8230;<br />
Montagne di auto accatastate sulle strade, una sull&#8217;altra come piccoli modellini di auto in balia di un bambino capriccioso, che prima le ha sbattute insieme, per gioco, poi le ha lasciate lì ammucchiate. L&#8217;acqua, il fango, le portavano via come fossero di plastica. Come in uno di quei film catastrofici in cui è tutto finto. Solo che finto non era&#8230;<br />
Ho ascoltato la voce di un signore che aveva fatto appena in tempo a scendere dall&#8217;auto, un attimo prima di vederla scivolare via, lungo la strada. L&#8217;acqua era già alta e tentare di fermarla, per lui sarebbe stata la fine.<br />
So che una donna non è stata così fortunata&#8230;<br />
Ho sentito i racconti di chi è riuscito a salire più in alto che poteva, restando teso su un balcone, o accucciato per interminabili minuti sul condizionatore esterno di una casa&#8230; mentre l&#8217;acqua passava sotto di lui&#8230;<br />
E c&#8217;era chi chiamava, urlava, chi chiedeva aiuto dal telefono dentro casa perché l&#8217;acqua entrava, saliva, e dall&#8217;altra parte qualcuno non poteva capire subito, gli faceva ripetere, e poi tutti i telefoni sono saltati, il buio, il rumore dell&#8217; acqua che cresceva&#8230; E dall&#8217;altra parte del telefono, d&#8217; improvviso il silenzio. </span><span style="color:#4f4fff;">Chiama, richiama, riprova. Soltanto silenzio&#8230;<br />
La signora di un piccolo negozio di animali, con gli occhi a pezzi mi parlava di quante piccole creature non sia riuscita a salvare&#8230; E tutto quello che vedevo, che sentivo, era come una fotografia che non riuscivo a scattare, per quegli sguardi ancora scossi, per i visi della gente che il giorno dopo toglieva il fango dalle strade e a poco a poco il terrore dagli occhi. Perché avrei dovuto rubargli una fotografia così? Lo avrei vissuto come un&#8217; atto di sciacallaggio&#8230; e poi ne avrei trovate sicuramente, in rete. Lì c&#8217;era altro da fare&#8230;<br />
Di veri episodi di sciacallaggio, purtroppo, ce ne stati davvero, nelle case, nei negozi, per le strade, opera di chi aveva poco di suo da salvare e quindi poteva occuparsi di prenderne un po&#8217; dagli altri. Un’occasione d’oro. Qualcuno non si preoccupa troppo se poi la sua anima è sporca più del fango stesso&#8230;<br />
Idealmente li identificavo in quelle stesse persone che vedevo passeggiare quasi divertite in quel caos, indifferenti con quel mezzo sorrisetto sulle labbra e le mani in tasca, sordi al bisogno generale di aiuto, o ad un conforto per chiunque cercasse di salvare un po&#8217; delle sue cose dal fango dentro casa. Diversi erano invece gli sguardi increduli e spaesati di chi comunque era solo stato fortunato perché abitava in una zona più alta, e non aveva perso niente. Anche questi guardavano, ma a differenza degli altri, erano CON loro&#8230;</span></p>
<p>Un&#8217;auto passava con un megafono, mentre fuori faceva già buio. Presto, perché il cielo era ancora coperto. Parlava di alloggi, di pasti caldi per la cittadinanza&#8230; Ho avuto un brivido, è durato qualche istante anche se quello in fondo era un messaggio di speranza, o forse anche di rassegnazione ma con un sorriso teso almeno a metà, in sospeso. Con lo sguardo comunque in avanti, in attesa il prima possibile di riprendersi di diritto quel sorriso&#8230;<br />
Ho visto pochi bambini in giro, ma mi chiedo lo stesso come stanno, come hanno vissuto e cosa ricorderanno di quei momenti. E adesso&#8230; Adesso che anche loro hanno perso tutto, penso alle loro cose, penso ai loro giochi. Penso ai loro sorrisi&#8230; Anche loro lasciati in sospeso.<br />
Nei sotterranei dei palazzi ancora fiumi di fango da portare via, nonostante le pompe che viaggiavano da ore ed ore. Le avevo trovate già in moto quella mattina&#8230; Lì il giorno comincia presto e poi non finisce mai&#8230;</p>
<p>Le case erano buie, sembravano tutte vuote e invece la vita era anche lì dentro, nei piani più alti. Senza luce, senza telefono, senza acqua. Fuori il rumore dei gruppi elettrogeni era lo stesso in ogni strada, e i visi che incontravi li distinguevi solo grazie alle luci di un mezzo di soccorso.<br />
Fa sempre uno strano effetto parlare con qualcuno così, restando illuminati solo dal riflesso di un lampeggiante che gira&#8230; Rende tutto quanto forte, intenso, incancellabile&#8230; Ogni giro di luce sottolinea le parole&#8230;<br />
Al rientro, so di essermi portato solo un po’ di fango secco da lavare, ma anche un fiume di gente dal cuore grande da ricordare&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><img src="http://download.kataweb.it/mediaweb/image/brand_iltirreno/2011/10/26/1319634962151_1.jpg" alt="" width="400" /></p>
<p align="center"><img src="http://download.kataweb.it/mediaweb/image/brand_iltirreno/2011/10/26/1319640436908_17.jpg" alt="" width="400" /></p>
<p align="center"><img src="http://download.kataweb.it/mediaweb/image/brand_iltirreno/2011/10/26/1319634310711_13.jpg" alt="" width="400" /></p>
<p align="center"><span style="color:#4f4fff;">&#8230;..Aulla, 26 ottobre&#8230;..</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/paroledigas.wordpress.com/471/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/paroledigas.wordpress.com/471/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/paroledigas.wordpress.com/471/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/paroledigas.wordpress.com/471/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/paroledigas.wordpress.com/471/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/paroledigas.wordpress.com/471/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/paroledigas.wordpress.com/471/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/paroledigas.wordpress.com/471/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/paroledigas.wordpress.com/471/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/paroledigas.wordpress.com/471/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/paroledigas.wordpress.com/471/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/paroledigas.wordpress.com/471/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/paroledigas.wordpress.com/471/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/paroledigas.wordpress.com/471/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=paroledigas.wordpress.com&amp;blog=18192813&amp;post=471&amp;subd=paroledigas&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Inserisci un titolo. Anche a questo cielo.</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 19:23:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gAs</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi aspettava fuori dal portone di casa. La prima cosa che ho visto uscendo è stato lui. Il cielo.Prima della gente, del traffico e delle strade. Prima della radio accesa. E&#8217; un cielo che fa pensare, il cielo dopo il temporale&#8230; Rimavo pensieri a un cielo che avrebbe potuto dirmi tante cose… invece me ne [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=paroledigas.wordpress.com&amp;blog=18192813&amp;post=426&amp;subd=paroledigas&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="https://skydrive.live.com/?cid=31f45f05e072ea92#!/?cid=31f45f05e072ea92&amp;sc=photos&amp;uc=1&amp;id=31F45F05E072EA92!1662!cid=31F45F05E072EA92&amp;id=31F45F05E072EA92!3883&amp;sc=photos" target="_blank"><img src="http://paroledigas.files.wordpress.com/2011/09/p1020938_.jpg?w=549"></a></p>
<p><font color="#4f4fff" size="2">Mi aspettava fuori dal portone di casa. La prima cosa che ho visto uscendo è stato lui. Il cielo.<br />Prima della gente, del traffico e delle strade. Prima della radio accesa. <br /><i>E&#8217; un cielo che fa pensare, il cielo dopo il temporale&#8230;</i> <br />Rimavo pensieri a un cielo che avrebbe potuto dirmi tante cose… invece me ne ha fatta pensare una sola che forse di cose ne vale tante lo stesso: sono qui.<br />Così ho chiuso deciso la porta dietro me, ho sfiorato la mia digitale e è cominciato il nuovo giorno. Anche dopo il temporale.<br />La vita è un po’ come un figlio. Io gli indico le cose più grandi e lui mi insegna la bellezza delle piccole cose. E mentre penso di spiegargli il mondo, mi insegna la poesia di imparare&#8230; </font></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/paroledigas.wordpress.com/426/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/paroledigas.wordpress.com/426/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/paroledigas.wordpress.com/426/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/paroledigas.wordpress.com/426/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/paroledigas.wordpress.com/426/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/paroledigas.wordpress.com/426/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/paroledigas.wordpress.com/426/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/paroledigas.wordpress.com/426/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/paroledigas.wordpress.com/426/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/paroledigas.wordpress.com/426/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/paroledigas.wordpress.com/426/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/paroledigas.wordpress.com/426/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/paroledigas.wordpress.com/426/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/paroledigas.wordpress.com/426/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=paroledigas.wordpress.com&amp;blog=18192813&amp;post=426&amp;subd=paroledigas&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Lieve</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Aug 2011 12:47:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gAs</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Così è arrivato il momento. Chi soffriva ci ha lasciato poche ore fa. E&#8217; strano pensare adesso come in certi momenti tutti noi ci dimenticassimo di cosa significasse davvero &#8220;terminale&#8221;. Il senso della parola fine non affiorava davvero, era come coperto da un velo. Si fingeva di non capire per un tacito accordo tra la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=paroledigas.wordpress.com&amp;blog=18192813&amp;post=413&amp;subd=paroledigas&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#4f4fff;">Così è arrivato il momento. Chi soffriva ci ha lasciato poche ore fa.<br />
E&#8217; strano pensare adesso come in certi momenti tutti noi ci dimenticassimo di cosa significasse davvero &#8220;terminale&#8221;. Il senso della parola fine non affiorava davvero, era come coperto da un velo. Si fingeva di non capire per un tacito accordo tra la mente e il cuore. Perché tra i due, forse è proprio il cuore che, quando serve, trova parole più gentili per dirci le cose peggiori.<span id="more-413"></span><br />
<em>Terminale</em> dopo un po&#8217; diventava semplicemente una brutta condizione di salute. Solo brutta. Tanto, ma anche questa parola era detta sottovoce.<br />
Dopo un po&#8217; si arriva a pensare che se oggi è stato come ieri, anche domani non sarà peggio di oggi. E così avanti, nei giorni. Come un&#8217;abitudine alla stessa dose di dolore quotidiano, cui col tempo si impara a convivere.<br />
Ricordo bene il suono prodotto da una parola nelle mie orecchie: stazionario. Quante volte l&#8217;ho sentita in questi giorni. Quanto mi piaceva cullarmi in quella sensazione. Perché stazionario è una parola tutto sommato rassicurante. Nei casi più brutti, stazionario può essere speranza e ottimismo. E&#8217; andare avanti così, anche se non è perfetto. Convincersi che se le cose non stanno peggiorando, allora siamo ancora noi. Siamo ancora gli stessi.<br />
Poi tutto cambia in un istante, come una finestra che si chiude da sola all’improvviso, ma lo fa in silenzio. Ti volti a guardarla e ti chiedi come ha fatto. Ti sei distratto un momento e gli eventi sono cambiati. Non conta se lo sapevi da anni. Non conta niente.<br />
Per l&#8217;affetto che è sempre stato in te, non sarai mai abbastanza preparato alla fine. Ecco perché quella parola non la capivi prima.<br />
Non conta se lo sapevi. Non conta…<br />
Quando sei tu a vedere il suo respiro farsi più debole, a tratti mancare, lo capisci. Lo senti. C&#8217;è un momento che sembra eterno e poi silenzio. Un silenzio che ti assorda. Tutto si ferma, anche il tuo battito, anche il tempo. Si dilata per te soltanto, in un secondo interminabile, come dentro ad una bolla.<br />
Tu e quel viso stanco, scavato. Consumato. Così bello che se ti guardi intorno, non vedi nient&#8217;altro che lui.<br />
Rapida lungo schiena, una pennellata fredda. Una sensazione breve, diversa. La riconosci, come istinto primordiale che ti scuote, ti fa alzare dalla sedia e ti fa capire. Che stazionario non vuol dire per sempre.<br />
Che ciò che era terminale allora un termine l’aveva davvero.<br />
E che per quanto tu possa chiamarlo, adesso lui non ti sente più. </span></p>
<p>Un giorno troverai il modo per parlarci ancora…<br />
Sarà in modo diverso, lo so.<br />
Sarà averti dentro con le tue parole, con il tuo modo di fare… i tuoi gesti, i tuoi sorrisi… Le risate fatte insieme…<br />
Ma è presto, ed io non ce la faccio… Adesso quel che sento è solo un eco in una stanza vuota, e non mi consola. Mi lascia solo.</p>
<p>Chiudo gli occhi e ti trattengo dentro. Come questa lacrima. Come posso.<br />
Non era giusto soffrire così. Non lo è mai stato.<br />
Che il tuo volo sia lieve, adesso&#8230;</p>
<span style='text-align:left;display:block;'><p><object type='application/x-shockwave-flash' data='http://s0.wp.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' width='290' height='24' id='audioplayer1'><param name='movie' value='http://s0.wp.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' /><param name='FlashVars' value='&amp;bg=0xf8f8f8&amp;leftbg=0xeeeeee&amp;lefticon=0x666666&amp;rightbg=0xcccccc&amp;rightbghover=0x999999&amp;righticon=0x666666&amp;righticonhover=0xffffff&amp;text=0x666666&amp;slider=0x666666&amp;track=0xFFFFFF&amp;border=0x666666&amp;loader=0x9FFFB8&amp;soundFile=http%3A%2F%2Fwww.fileden.com%2Ffiles%2F2007%2F9%2F19%2F1442834%2FThe%2520Huge%2520-%2520Families.mp3' /><param name='quality' value='high' /><param name='menu' value='false' /><param name='bgcolor' value='#FFFFFF' /><param name='wmode' value='opaque' /></object></p></span>
<p><span style="color:#9e7c7c;font-size:xx-small;">[families, the huge]</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/paroledigas.wordpress.com/413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/paroledigas.wordpress.com/413/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/paroledigas.wordpress.com/413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/paroledigas.wordpress.com/413/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/paroledigas.wordpress.com/413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/paroledigas.wordpress.com/413/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/paroledigas.wordpress.com/413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/paroledigas.wordpress.com/413/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/paroledigas.wordpress.com/413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/paroledigas.wordpress.com/413/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/paroledigas.wordpress.com/413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/paroledigas.wordpress.com/413/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/paroledigas.wordpress.com/413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/paroledigas.wordpress.com/413/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=paroledigas.wordpress.com&amp;blog=18192813&amp;post=413&amp;subd=paroledigas&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Tra cielo e mare una linea sottile</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jul 2011 14:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gAs</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra cielo e mare una linea sottile.Così sottile che se la tracci sopra con un pennarello, il tratto è così grosso che rovini già tutto. Ed io sto lì, con gli occhi su quella linea che a tratti mi sembra pure vicina. A giorni, a momenti. Sto lì quando non guardo troppo in alto per [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=paroledigas.wordpress.com&amp;blog=18192813&amp;post=400&amp;subd=paroledigas&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><span style='text-align:left;display:block;'><p><object type='application/x-shockwave-flash' data='http://s0.wp.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' width='290' height='24' id='audioplayer1'><param name='movie' value='http://s0.wp.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' /><param name='FlashVars' value='&amp;bg=0xf8f8f8&amp;leftbg=0xeeeeee&amp;lefticon=0x666666&amp;rightbg=0xcccccc&amp;rightbghover=0x999999&amp;righticon=0x666666&amp;righticonhover=0xffffff&amp;text=0x666666&amp;slider=0x666666&amp;track=0xFFFFFF&amp;border=0x666666&amp;loader=0x9FFFB8&amp;soundFile=http%3A%2F%2Fwww.fileden.com%2Ffiles%2F2007%2F9%2F19%2F1442834%2FThe%2520Huge%2520-%2520Alone%2520in%2520delight.mp3' /><param name='quality' value='high' /><param name='menu' value='false' /><param name='bgcolor' value='#FFFFFF' /><param name='wmode' value='opaque' /></object></p></span></p>
<p><font color="#4f4fff" size="2">Tra cielo e mare una linea sottile.<br />Così sottile che se la tracci sopra con un pennarello, il tratto è così grosso che rovini già tutto. Ed io sto lì, con gli occhi su quella linea che a tratti mi sembra pure vicina. A giorni, a momenti. <br />Sto lì quando non guardo troppo in alto per sognare, e neanche troppo spesso verso i miei piedi, con la paura di inciampare. Sto lì quando guardo dritto avanti a me e ascolto intorno. A destra e a sinistra. In profondità.<br />E forse dico cose strane, ma certi giorni <i>ascolto in largo</i>&#8230; perché se avanti c&#8217;è il futuro e alle mie spalle il passato, allora tutto ciò che è in larghezza è il mio presente&#8230; E più lo ascolto in largo, più tendo le orecchie, e più sono le cose che riesco a sentire e vivere meglio. Adesso, nel mio tempo. <br />Ogni centimetro di questa linea sottile merita di essere percorso oggi, perché se tendo le orecchie solo in una direzione, al passato con nostalgia o al futuro con incertezza, il suono del presente mi arriva piatto, senza emozioni. <br />Cupo come uscisse solo da una vecchia trasmissione monofonica&#8230; <br />Il mio presente invece lo vorrei sempre in stereo. E se il mondo non ha niente in contrario, qualche volta vedrai che mi concederà anche il surround&#8230;<br />Ci sono circostanze che in questo vivere non si possono evitare, ma quando cerco di trovare qualcosa di buono anche tra la polvere, o sotto un cielo coperto, mi accorgo che poi tutto funziona meglio. E allora respiro piano, fra magie e tesori nascosti che qualcuno non sa neanche più guardare, preso dalla fretta, dal bisogno di apparire come vogliono i tempi.<br />So di essere diverso in questo, se nella tarda sera che precede la notte scelgo di stare solo in spiaggia, piuttosto che seduto nella più grande e affollata gelateria del centro. Quella dove vanno tutti. <br />E ce n&#8217;è pure un&#8217; altra piccola piccola a pochi metri, dove secondo me lo fanno anche più buono, ma quella resta sempre vuota. Perché lì non va nessuno e tu invece dovresti stare stretto con gli altri. <br />Non è un controsenso per i tempi moderni: lì non va nessuno perché quando vi passi davanti è sempre vuota. E allora è sbagliata&#8230;<br />Come è strano quando certe cose belle le vedi solo tu. E questo non ti fa sentire migliore, ma umile. Ti viene persino il dubbio che non siano belle davvero, perché se nessuno le vede allora forse quello strano sei tu&#8230; <br />Quando senti e vedi qualcosa di bello, di quella bellezza che non ha neanche un vero senso estetico, è qualcosa che negli occhi ti entra da sola senza che tu neanche la guardi davvero. Qualcosa che non saprebbe mai attrarti solo per farsi guardare, e allora certi occhi li sceglie lei ed entra, vestita solo di sensazioni…<br />E tu li chiudi un istante, per trattenerla, per capirla meglio. Per illuminarla dietro al buio degli occhi. <br />Quando qualcosa ti arriva così, la puoi anche respirare… come si respirano a volte certi sguardi, o certe tenere fotografie di pensieri.<br />Per le immagini belle che portiamo dentro, qualche volta serve davvero poter chiudere gli occhi. Serve per rileggere qualcosa che ti hanno scritto, serve per riascoltare quella voce.<br />Serve per scattarle ancora una fotografia.</p>
<p>Verso il sole, con gli occhi che seguono le bolle di sapone lasciate da un venditore di passaggio, in cerca di bambini. Ne spara una nuvola con la sua pistola colorata e sembra non finire più, verso di loro&#8230; e finché la scia non si dirada anche i miei occhi sono lì, su quel tappeto di bolle che mi solleva e poi mi lascia ricadere dolce, fra i teli e gli ombrelloni di questo palcoscenico azzurro&#8230; Un uomo passa, fa solo <em>clic</em> con un giocattolo e guarda un po’ dove mi porta…<br />Quest&#8217;anno l&#8217;estate ci ha messo un po&#8217; a riconoscermi. O forse ci ho messo troppo tempo io, per riconoscermi insieme. Non è bastato bagnarmi di nuovo in questo mare per dirsi subito chi siamo e riconoscersi. <br />Ne ho sprecato un po&#8217;.<br />Il mare non da subito confidenza, non ti parla. All&#8217;inizio ti bagna soltanto. <br />Quando osservi la gente da li, con l&#8217;acqua fin sopra le spalle e gli ombrelloni piccoli quaggiù, le voci arrivano a stento, come echi lontani, e i venditori carichi della loro mercanzia colorata fanno tenerezza… li vedi rimbalzare da un posto all&#8217;altro e non si fermano mai&#8230;<br />Ho letto che uno stabilimento balneare ha offerto loro un ombrellone, perché possano fermarsi un poco e riposare, passando. Lo hanno subito chiamato l’ <em>ombrellone del viandante</em>, scegliendo per colori quelli della pace. Mi è sembrato un bel gesto. Raro. Qualcuno intorno però si è lamentato. <br />Timore che vi si formino capannelli o di stare dalla parte dell’abusivismo commerciale&#8230;<br />Che brutta gente, penso.</p>
<p align="center"><a href="https://skydrive.live.com/?cid=31F45F05E072EA92&amp;id=31F45F05E072EA92!3736&amp;sc=photos#cid=31F45F05E072EA92&amp;id=31F45F05E072EA92!3736&amp;sc=photos"><img style="background-image:none;padding-left:0;padding-right:0;display:inline;padding-top:0;border-width:0;" title="P1010860_2" border="0" alt="P1010860_2" src="http://paroledigas.files.wordpress.com/2011/07/p1010860_2_thumb.jpg?w=244&#038;h=184" width="244" height="184"></a></p>
<p>E&#8217; lento il fluire del mare. Ne percepisco appena il movimento, a livello di battito e non soltanto di pelle. Così non lo sento più circondarmi, ma attraversarmi&#8230; Quasi fossi trasparente. <br />Si, ci siamo ritrovati anche quest’anno. E ci voleva proprio un mercoledi pomeriggio così, con poca gente e questo mare piatto, tanto da sentirne il battito senza il suono delle onde. Tra me e il sole, adesso, soltanto il mare. Nessuna increspatura. Alcune boe segnano il limite acque sicure, ed una imbarcazione a vela è troppo lontana per significare qualcosa tra me e l&#8217;orizzonte. <br />Ed è solo una pennellata in più su una tela che soltanto gli occhi dipingono. <br />In realtà quando il mare si decide a parlarti, è soprattutto con l&#8217;anima che lo fa. E l&#8217;anima non si bagna mai troppo di sale e non si scotta al sole. L&#8217;anima è perfetta&#8230; <br />Credevo sarebbe stato più facile proporle di scrivere per me qualcosa, qui. Invece quest&#8217;anima ha preferito rubare il silenzio al mare della sera, senza mai volerlo riempire di parole o rumore.<br />Forse quando non cerchiamo le parole è perché pensiamo che se una cosa è bella, lo sia proprio così. Senza parole. E che tanto sarebbe inutile, perché poi non ne avremmo mai trovate di così grandi da spiegare certi momenti.</p>
<p>Così, sento che in realtà questo è solo un piccolo ritorno, ma il mio bisogno reale adesso è di continuare a raccogliere tutti quei momenti che di parole, in realtà, non ne cercano affatto. <br />Avete presente lo spazio vuoto tra due canzoni diverse? Quei pochi secondi che dividono un&#8217;emozione dall&#8217;altra&#8230; Ecco, questo è un periodo in cui ascolterei soprattutto quelli. I silenzi. <br />Quelli che ti fanno pensare a quanto era bella la musica appena sentita, e la senti sfumare ancora dentro mentre in realtà è già finita. Come un pensiero al sole che hai appena visto sciogliersi dietro l’orizzonte, che assapori ancora un po’ prima di alzarti e andare anche se lui non c&#8217;è già più. <br />Un sole che tramonta è come una bella canzone appena finita. Ti lascia dentro quella sensazione di bellezza e poesia che non ha bisogno di parole…<br />E’ vero… qui ho scelto una canzone a farmi compagnia. Ma non l&#8217;avrei portata con me sulla spiaggia. Per quanto bella, anche una canzone può far rumore. <br />La ascolto a musica bassa. Aspetto l&#8217;ultima nota e poi silenzio&#8230; <br />Certe cose non serve gridarle. Non serve pronunciarle.<br />Si può stare bene senza parole e capirsi anche meglio, eppure a volte farne senza non è facile lo stesso. Certe cose non le comprendi neanche in silenzio. <br />Perdonatemi se adesso leggo i vostri post da una notifica, e se non so neanche più se il vostro sfondo è ancora azzurro o pieno di cose nuove. Lì non ho internet e mancherò di nuovo, per un po&#8217;. <br />Buona estate, da chi la sera fa poco rumore&#8230;
<p align="center"><a href="https://skydrive.live.com/?cid=31F45F05E072EA92&amp;id=31F45F05E072EA92!3736&amp;sc=photos#cid=31F45F05E072EA92&amp;id=31F45F05E072EA92!3755&amp;sc=photos"><img style="background-image:none;padding-left:0;padding-right:0;display:inline;padding-top:0;border-width:0;" title="P1010958_2" border="0" alt="P1010958_2" src="http://paroledigas.files.wordpress.com/2011/07/p1010958_2_thumb.jpg?w=244&#038;h=184" width="244" height="184"></a></p>
<p> 
<p align="right"><font color="#4f4fff"><em>Un Pan di stelle tra le dita. Con le sue stelline di zucchero un po&#8217; spezzettate che si sciolgono al caldo. Osservo la frase impressa sulla confezione. <br />“Quando tocchi il cielo con un dito senti morbido?” <br />Lo slogan di sempre&#8230; Sorrido. <br />E penso di si&#8230; </p>
<p></em></p>
<p align="center"><font color="#9e7c7c" size="1">[PS... se vi piace la canzone... <a href="http://popplers5.bandcamp.com/download/track?enc=mp3-320&amp;fsig=14ae3625c8e964d6938addf136073074&amp;id=2172402054&amp;ts=1310222020.904713307" target="_blank">download</a>...]</font></p>
<p align="center"><a href="http://thehuge.bandcamp.com/track/alone-in-delight" target="_blank"><img src="http://f.bandcamp.com/z/30/98/309821134-1.jpg"></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/paroledigas.wordpress.com/400/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/paroledigas.wordpress.com/400/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/paroledigas.wordpress.com/400/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/paroledigas.wordpress.com/400/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/paroledigas.wordpress.com/400/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/paroledigas.wordpress.com/400/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/paroledigas.wordpress.com/400/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/paroledigas.wordpress.com/400/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/paroledigas.wordpress.com/400/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/paroledigas.wordpress.com/400/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/paroledigas.wordpress.com/400/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/paroledigas.wordpress.com/400/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/paroledigas.wordpress.com/400/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/paroledigas.wordpress.com/400/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=paroledigas.wordpress.com&amp;blog=18192813&amp;post=400&amp;subd=paroledigas&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>tergicristalli</title>
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		<pubDate>Sun, 15 May 2011 20:22:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gAs</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Com’è strana la strada ancora umida di pioggia.Arriva un auto in corsa, da dietro, la vedi passarti accanto mentre guidi e in quell’ istante il tuo vetro si bagna.Resti di pioggia che si solleva leggera dall’asfalto e si posa davanti ai tuoi occhi, per qualcuno che passa e non sai neanche chi sia. Però è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=paroledigas.wordpress.com&amp;blog=18192813&amp;post=392&amp;subd=paroledigas&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font color="#4f4fff">Com’è strana la strada ancora umida di pioggia.<br />Arriva un auto in corsa, da dietro, la vedi passarti accanto mentre guidi e in quell’ istante il tuo vetro si bagna.<br />Resti di pioggia che si solleva leggera dall’asfalto e si posa davanti ai tuoi occhi, per qualcuno che passa e non sai neanche chi sia. Però è riuscito a interrompere il filo dei tuoi pensieri e se ne è andato via, come niente fosse.<br />Quasi vaporizzandosi, l’acqua confonde appena i contorni, tanto è sottile.<br />La lascerò così, perché la strada in fondo si vede ancora bene.<br />La lascerò così e si asciugherà da sola, tra un po’&#8230;<br />Come per certe cose della vita, quando mi manca la voglia o il coraggio di dare un colpo di spazzola e lascio che certi piccoli dolori se ne vadano da sé, a poco a poco. E dimenticandoli, li lascio asciugare&#8230;<br /> 
<p align="center"><a href="http://cid-31f45f05e072ea92.photos.live.com/self.aspx/momenti%5E_%5E_/P1010373.jpg" target="_blank"><img src="http://paroledigas.files.wordpress.com/2011/05/p1010373gas_ridotta.jpg?w=280&#038;h=373" width="280" height="373"></a></p>
<p>Domenica finita, uno scatto al volo rientrando a casa. <br />Senza nessuna pretesa di rubare parole al cielo ma strano a dirsi, io abito proprio lì. Dove finisce l&#8217;arcobaleno.</font></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/paroledigas.wordpress.com/392/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/paroledigas.wordpress.com/392/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/paroledigas.wordpress.com/392/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/paroledigas.wordpress.com/392/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/paroledigas.wordpress.com/392/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/paroledigas.wordpress.com/392/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/paroledigas.wordpress.com/392/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/paroledigas.wordpress.com/392/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/paroledigas.wordpress.com/392/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/paroledigas.wordpress.com/392/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/paroledigas.wordpress.com/392/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/paroledigas.wordpress.com/392/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/paroledigas.wordpress.com/392/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/paroledigas.wordpress.com/392/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=paroledigas.wordpress.com&amp;blog=18192813&amp;post=392&amp;subd=paroledigas&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>una collana di pensieri sparsi tra stelle e fiori</title>
		<link>http://paroledigas.wordpress.com/2011/04/23/una-collana-di-pensieri-sparsi-tra-stelle-e-fiori/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Apr 2011 23:41:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gAs</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;era profumo nell&#8217;aria questa mattina, non saprei dire di cosa. Sarà stato per questi fiori sulla strada, ma non credo sia tutto merito loro. Ammetto di non conoscere i nomi dei fiori. Ne ricordo davvero pochi, ma non l&#8217;ho mai sentita come una cosa tanto grave. Quando certe cose le vivi dentro, un nome serve [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=paroledigas.wordpress.com&amp;blog=18192813&amp;post=391&amp;subd=paroledigas&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font color="#4f4fff">C&#8217;era profumo nell&#8217;aria questa mattina, non saprei dire di cosa. Sarà stato per questi fiori sulla strada, ma non credo sia tutto merito loro. Ammetto di non conoscere i nomi dei fiori. Ne ricordo davvero pochi, ma non l&#8217;ho mai sentita come una cosa tanto grave. Quando certe cose le vivi dentro, un nome serve solo per farla capire agli altri. Come se un fiore non si chiamasse <i>fiore</i> o se l&#8217;alba domani avesse un&#8217; altro nome, mi sentirei invadere comunque dagli stessi colori e dagli stessi profumi. <br />Pensieri sparsi come stelle… Di cui poco si sa dei loro nomi, eppure…</font><br /><font color="#4f4fff">Una collana di pensieri che mi porta fin qui. <br />Sarà che è primavera. Sarà che questa mattina c&#8217;era già il sole.<br />Dalla finestra di una casa più in basso, nella strada che scende, la stessa tv accesa ogni mattino; previsioni meteo, lo stesso canale che mentre passo mi accompagna distrattamente dietro al vetro per qualche istante, con sole e nuvolette disegnate che dalla strada sono punti indistinti sulla cartina. Questione di prospettive, se ci penso… per queste terre, queste nostre città che a starci dentro sembrano sempre così grandi, finché non le vedi da lontano e allora è tutto piccolo piccolo. Puntini.<br /><em>Sarà una bella giornata oggi</em>, pensavo. Lo sentivo da solo, non c’era bisogno del meteo. <em>Sarà bella dentro,</em> per questo ne sono sicuro&#8230;<br />Certe condizioni di luce al mattino ti fan vedere cose che altrimenti sfuggirebbero, e sono puntini lampeggianti nel cielo, ancora puntini, rotte di aerei che da qui sembrano quasi scontrarsi, passarsi accanto con la gente che si saluta con la mano da un finestrino. Come treni che per alcune centinaia di metri viaggiano sui binari paralleli della stazione e ci si guarda dal vetro. Che se ci fossero dei bambini sopra, allora saluterebbero di sicuro con la mano, come dagli autobus in gita. Loro salutano sempre.<br />Ma lassù le distanze sono enormi e la gente non saluta, quasi il cielo fosse un enorme marciapiede dove ci si incontra senza vedersi. Il cielo è un giorno qualunque in una città qualunque, dove le rotte non si incrociano mai anche se siamo sotto lo stesso cielo e ci passiamo accanto. Chi di voi passerà sotto questo cielo domani? Promettete di fermarvi un istante a parlare, a salutare con la mano? Domani forse sarò quello vestito di sole&#8230; o forse lo sarete voi. So adattarmi.<br />Ho pensieri sparsi per la testa, disordinati forse, e chissà se qualcuno avrà la pazienza di infilarli uno ad uno come perline e di portarli un po’ con sé. Una collana di pensieri. Qualcuno che forse pensava di trovare qui un post sulla Pasqua ed in realtà è stata solo una coincidenza di tempi, perché non ci sono quasi mai o, davvero, sempre meno. Eppure quando mi fermo, c’è chi se ne accorge sempre. Non è un fatto di aggiornamenti o di sottoscrizioni, né una statistica a dirlo. E&#8217; per come lo sento io. E&#8217; per questa sensazione che qualcuno ogni tanto passi qui anche quando novità non ce ne sono. Magari ha soltanto voglia di sedersi qui e restare. Così, inavvertitamente, spazza via quella strana polvere che altrimenti lascerebbe qui il tempo. Per questo quando arrivo non la trovo e sembra sempre ieri… <br />Chissà se ogni persona che torna qui lo capisce. Se si rende conto quanto mi renderà più semplice tornare qui e restare&#8230; Pensieri sparsi per la testa, si. <br />Sarà che è primavera. Sarà che non tornavo da tanto e allora ne approfitto…<br />Fino a poco tempo fa, uscendo dalla mia città, immobili da anni su un&#8217; incrocio, c&#8217;erano due alberi, due splendidi pini domestici davanti a cui passavo ogni mattina. Una curva ed uno stop, e loro erano lì, proprio al lato esterno della curva. Ti guardavano, ti sfidavano come a dire <em>dai, adesso vogliamo vedere come sei bravo ad evitarci&#8230; </em>perché in effetti ho pensato spesso che quella strada potesse essere pericolosa, o meglio&#8230; che fossero loro il pericolo, piuttosto che la strada. Ma non mancavano i giorni in cui invece pensavo solo a quanto fossero stupendi. Forse non vedere mai le cose in un modo soltanto, fa parte del mio modo di essere. E sarà anche per la luce che cambia ogni giorno, ma certe volte li vedevo davvero, belli e statuari, ed erano parte del mio sentire… e volte in cui invece loro stessi mi avranno visto passare indifferente, perché ero semplicemente in ritardo o pensavo ad altro. Due modi diversi di vedere e di sentire le cose, forse uno su ON e l’altro su OFF o soltanto in pausa, ma che scorrono sempre paralleli da mattino a sera. E sin dal mattino abbiamo la possibilità di saltare da un punto di vista all&#8217;altro, senza limiti. Perché non è mai troppo tardi per cambiare il corso di una giornata, e a questa possibilità, a questo senso di libertà, mi sento molto legato. E&#8217; meraviglioso…<br />Così so che ci saranno giorni in cui il mio cielo sarà davvero azzurro, e di quell&#8217; azzurro vorrò bagnare i miei pensieri attraversandolo fino a sera. E giorni in cui invece davanti a me vedrò solo un enorme manifesto di colore azzurro. Raffigurerà il cielo, ma sarà finto e quasi non lo vedrò. Come non si guarda quel cartellone pubblicitario che da anni incrociamo ogni giorno sulla stessa strada…<br />Pensieri sparsi, penso a quanta pubblicità ci sia nelle nostre vite, quante interruzioni forzate, quanto tempo lasciato ad aspettare qualcosa di più. Quanta musica che non riusciamo a sentire per intero, per quanto certi giorni si riesca a farlo con orecchie più attente.<br />Così ci sono giorni pieni di musica, nascono già così… ed altri in cui invece la testa va altrove e non ci accorgiamo neppure di quella che sta passando intorno a noi… <br />A volte te ne accorgi solo quando il disco è finito e resta il silenzio. Perché cerchiamo troppo spesso la perfezione, non ci accontentiamo, ci arrabbiamo per niente, discutiamo… <font color="#4f4fff">Basterebbe un po&#8217; di umiltà. Basterebbe cercare di essere migliori e non per forza<em> i migliori</em></font>. Basterebbe saper passare sopra a certe piccole amarezze, capire quando l&#8217;amor ferito è dignità e quando invece è soltanto stupido orgoglio. Basterebbe cambiare canale ai pensieri quando si fanno irritanti ed insistenti, perché non ci distraggano da tutto il buono che c’è… </font></p>
<p><font color="#4f4fff">Buona Pasqua anime belle&#8230; :) </p>
<p align="center"><img src="http://img402.imageshack.us/img402/4226/artbymohammadahmedfikre.jpg"></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/paroledigas.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/paroledigas.wordpress.com/391/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/paroledigas.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/paroledigas.wordpress.com/391/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/paroledigas.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/paroledigas.wordpress.com/391/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/paroledigas.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/paroledigas.wordpress.com/391/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/paroledigas.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/paroledigas.wordpress.com/391/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/paroledigas.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/paroledigas.wordpress.com/391/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/paroledigas.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/paroledigas.wordpress.com/391/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=paroledigas.wordpress.com&amp;blog=18192813&amp;post=391&amp;subd=paroledigas&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>una scia di puntolini per un cuore che batte&#8230;</title>
		<link>http://paroledigas.wordpress.com/2011/03/12/una-scia-di-puntolini-per-un-cuore-che-batte/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Mar 2011 19:47:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gAs</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Un post è come una canzone. Puoi sempre scegliere di premere stop se non ti va. Se vai avanti, se continui ad ascoltarla, è perché qualcosa ti aspetti o sta già iniziando a darti e sai che questo è buono.Però è strano quando lasci scorrere la tua musica e gli altri si fermano a leggerti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=paroledigas.wordpress.com&amp;blog=18192813&amp;post=385&amp;subd=paroledigas&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><span style='text-align:left;display:block;'><p><object type='application/x-shockwave-flash' data='http://s0.wp.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' width='290' height='24' id='audioplayer1'><param name='movie' value='http://s0.wp.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' /><param name='FlashVars' value='&amp;bg=0xf8f8f8&amp;leftbg=0xeeeeee&amp;lefticon=0x666666&amp;rightbg=0xcccccc&amp;rightbghover=0x999999&amp;righticon=0x666666&amp;righticonhover=0xffffff&amp;text=0x666666&amp;slider=0x666666&amp;track=0xFFFFFF&amp;border=0x666666&amp;loader=0x9FFFB8&amp;soundFile=http%3A%2F%2Fwww.fileden.com%2Ffiles%2F2007%2F9%2F19%2F1442834%2FNegative%2520-%2520Still%2520Alive.mp3' /><param name='quality' value='high' /><param name='menu' value='false' /><param name='bgcolor' value='#FFFFFF' /><param name='wmode' value='opaque' /></object></p></span></p>
<p><font color="#4f4fff">Un post è come una canzone. Puoi sempre scegliere di premere stop se non ti va. Se vai avanti, se continui ad ascoltarla, è perché qualcosa ti aspetti o sta già iniziando a darti e sai che questo è buono.<br />Però è strano quando lasci scorrere la tua musica e gli altri si fermano a leggerti proprio quella volta in cui pensavi di scrivere solo per te stesso. Perché ci sono cose che pensiamo di poter capire solo noi, perché sono nostre e negli altri non sappiamo neppure esistano. E allora come fanno a capirle? Crediamo che solo il nostro essere possa afferrare quei pensieri, invece vai avanti, continui a leggere i commenti lasciati e capisci che non è stato così, neanche stavolta, e allora pensare di vivere un&#8217;emozione <i>esclusiva</i> forse è davvero presunzione. Solo perché ci mettiamo il nostro nome non vuol dire allora che i nostri pensieri siano così estranei agli altri&#8230; Se solo sapessimo guardarci più intorno, più a fondo, forse ce ne renderemmo conto più spesso, che non siamo mai soli.<br />Perché chi va avanti, chi continua ad ascoltarti, capisce. E se resta, anche tu capisci che ti sta venendo un passo più vicino. Altrimenti si sarebbe fermato prima, avrebbe premuto stop e avrebbe cambiato canzone. Ne avrebbe cercata una più bella della tua, o avrebbe ascoltato la sua. Io ci penso a quante cose da leggere ci sono su internet. Milioni. E che tra milioni di pagine a disposizione, a volte qualcuno è qui, come adesso, e non so neanche dire quanto sia importante. Per il mondo sicuramente niente, ma io invece ci credo, perché sarà anche solo per pochi minuti, ma è stato un frammento del vostro tempo in cui siete stati qui preferendolo ad altro. E ogni volta tornare è anche un po’ timore, perché so quanto basti una frase, una sfumatura diversa, una parola al posto di un&#8217;altra per aprire strade e possibilità, che possono condurvi ancora qui o portarvi via. Possono distrarvi od attrarvi, prendervi per mano, e da un certo punto in poi proseguire insieme e ritrovarsi in un attimo a fondo pagina. Come la doppia scia di un aereo in volo, che poi nel cielo diventa una sola. Perché ne esce una da ogni ala ma dopo un po’ si fondono, vanno avanti insieme fino a diventare una soltanto e poi insieme dissolversi. E intanto chi sta a terra a guardare continua a sognare di volare lontano&#8230;<br />E&#8217; bello quando gli altri sembrano scrivere per noi. E’ una sensazione che ritrovo ogni volta che nella frase di un libro, in una canzone o in un angolo sperduto di questa rete, c&#8217;è qualcosa che sento assomigliarmi. E&#8217; come leggere qualcosa che avrei potuto scrivere da me, e alla fine forse avrei detto solo poche parole in modo diverso&#8230; <br />Quando succede, la sensazione però non è quella che io non sarei riuscito, da solo, a dire quelle cose, quanto quella di essere stato anticipato&#8230; Ed è strano, come se quelle parole avrei potuto scriverle anch&#8217;io quando sarebbe arrivato il momento, era solo questione di tempo, insomma. E’ allora che mi sento come un po&#8217; &#8220;letto dentro&#8221;&#8230; come se qualcuno avesse trovato per caso i mei pensieri e poi non avesse pensato ad avvisarmi che ne avrebbe parlato. Anche se è strano detto così, ma per questo prima ho parlato di &#8220;presunzione&#8221;&#8230; perché in realtà certi pensieri ci fanno anche assomigliare, e allora anche questa sensazione, adesso, sono sicuro che non sarà soltanto mia. E che vi sarà successo&#8230;<br />Sorrido davanti alla freschezza di certi testi, che hanno una semplicità disarmante eppure l&#8217;effetto è incantevole&#8230; Non so fare a meno di leggere più volte la stessa cosa e continuare a sentirmi lì, presente. Sono parole semplici come i pensieri più puri, ed è una capacità rara saperli comunicare. <br />Perché il difficile non è scrivere, si sa, ma comunicare&#8230; <br />Chi sa farlo ti indirizza le parole quasi fossero una voce accanto a te, qualcuno che ti parla mentre sei seduto a conversare insieme ad un tavolo. E tu lo ascolti, sai che sta parlando solo a te, fai tua ogni parola e non importa se poi domani racconterà la stessa cosa anche ai lettori degli altri tavoli. In quel momento è tutto quanto tuo. Solo tuo. <br />Allora tutto cambia, non ci sono più soltanto parole incollate su una pagina, che si perdono appena lette e poi si sfuocano. E che quando hai chiuso la pagina non ti è rimasto niente&#8230;<br />Perché quando le vivi, anche le parole vivono. E se dentro di te quelle voci già le sentivi, trovarle scritte sarà un’intima conferma. Anche quando certi sogni non li hai scritti tu&#8230;<br />Quanta gente invece scrive solo per mestiere, il mondo è pieno di libri in cerca per forza di qualcosa da raccontare o da sfoggiare. Chilometri di parole messe in fila, righe allineate perfettamente e a volte neanche una che ci sappia parlare un po’&#8230;<br />Come dire, c’è chi sa scrivere e chi invece scrive soltanto. <br />Ma forse dico così solo perché vorrei saperlo fare anch’io, o perché non mi piacciono certe regole per scrivere, certe forme quasi standard ed imposte che non so condividere&#8230;<br />Forse si è un po’ persa la sensazione che scrivere possa anche essere solo un gioco, o diventare una terapia&#8230; per ascoltarsi dentro, o per carezzare parole con la mente e poi lasciarle libere, ma senza schemi. <br />Quando scrivo qui è anche per il piacere di sentir <em>suonare</em> certe parole, e allora magari finisce che non mi piaccia scrivere “<i>tutt&#8217;altro”</i> con l&#8217;apostrofo, che me ne spezza il suono, l’armonia&#8230; quasi fosse una bella nota ma con una pausa nel mezzo&#8230; come “<em>mezz&#8217;ora”</em>, scritto così&#8230; <br />E continuo a scrivere “<i>dopo di che”,</i> senza pensare se sia giusto o sbagliato, ma tanto “<i>dopodiché”</i> mi sembra terribile anche agli occhi, e allora non lo sostituirei&#8230; <br /><em>Dopo di che&#8230;</em> <br />Son tre note dolci in sequenza, le sentite?&#8230; <br />E mi piace la “<i>e”</i> dopo una virgola. Anzi, la adoro. Perché la sento respirare, prendere fiato e ripartire. <br />Di stranezza in stranezza, uso poco i punto e virgola, perché li sento freddi&#8230; <br />La punteggiatura per me è un po&#8217; come una collezione di spezie in cucina. Si scelgono a seconda del piatto e del momento, si improvvisa, si inventa. <br />Non si segue sempre il libro delle ricette, si prende solo qualche spunto. <br />E alcune spezie puoi anche scegliere di non usarle mai, se non ti piacciono.<br />Tanto credo che alla fine quando non c&#8217;è cuore nelle cose, saper solo seguire alla lettera una ricetta non basti.<br />Così quando dico “perché”, io lo scriverei sempre “<em>perchè”</em>, se non fosse per questo correttore automatico che mi sgrida sempre. Anche adesso. <br />Che poi diciamoci la verità&#8230; chi leggerebbe la differenza? Solo perché nel <em>libro delle ricette</em> è scritto con un accento diverso&#8230; ; )<br /> 
<p align="center"><img src="http://img812.imageshack.us/img812/1995/ritaglio.jpg"></p>
<p align="center"><font color="#4f4fff">dal web&#8230; <strong><u>O.0</u></strong></font></p>
<p>Chissà quante inesattezze avrò lasciato qui in questi anni, virgole innocenti in cerca di uno scopo, apostrofi in crisi di identità e soppressi da un accento, o chissà cos&#8217;altro mi viene così naturale da non rendermene neanche conto&#8230; Forse basterebbe potersi concedere una piccola licenza poetica&#8230; che forse i poeti possono scrivere un po’ a modo loro, e noi no? Noi che in fondo ci improvvisiamo tutti un po’ poeti quando siamo qui&#8230; : )<br />Ed anche se adesso rileggo e mi scappa un sorriso, c&#8217;è forse un modo giusto o sbagliato per abbracciare qualcuno? O per sorridere? <br />Allora forse non c’è neanche un modo giusto o sbagliato per lasciar parlare il cuore&#8230; così io gli lascio prendere tutte le pause che preferisce, e lascio anche che corra con tutti quei puntolini dietro ad indicarne dietro la scia. Quelli che qui ho sempre lasciato e sono tre da sempre&#8230; <br />Tre&#8230; perché per quanto ne possano dire gli esperti, quelli in più non sono così inutili. Per me moltiplicano la capacità espressiva, come per i punti esclamativi. Perché almeno in questo (e solo in questo) gli sms insegnano!!! ; )<br />Ho letto come per qualcuno possa essere demotivante leggere così, ma io credo che quando scriviamo stiamo solo seguendo i battiti del cuore, con la stessa cadenza. Seguiamo il tempo mentre la musica suona e cerchiamo di scriverla più vera possibile.<br />Così per comunicare i miei battiti negli stessi tempi, avrò bisogno di momenti in cui il cuore vorrà andare davvero più forte e allora scriverò <em>tuttodunfiato</em>, seppur sottolineato di rosso come errore&#8230; ed altri in cui tutto sembrerà rallentare e avrò bisogno solo di pause così&#8230; <br />So che a momenti anche la musica sembrerà stonare&#8230; e che non sarò mai un musicista perfetto&#8230; Tanto nessuno mi verrebbe a dire che la mia canzone è bella, però si sta bene qui, dove il cuore parla come sa&#8230; <br />Se poi qualche nota sarà stata comunque interessante, sorriderò. Come sorrido ogni volta che trovo un commento nuovo&#8230;<br />E adesso&#8230; un&#8217; abbraccio a te, che sei arrivato fin qui. Ma poi mi spieghi come hai fatto? : )<br />Come un Highlander&#8230; e alla fine ne resterà soltanto uno ; )</font>
</p>
<p align="right"><font color="#4f4fff"><em>Non molto tempo fa, tra gli arrivi da Google a questo blog ho trovato la seguente chiave di ricerca: “come sei po in parare ascrivere”. <br />Come ho già avuto modo di dire anche ad un’amica&#8230; se Google è arrivato al mio blog con una ricerca del genere, beh&#8230; <br />allora forse è il caso di preoccuparmi sul serio!&nbsp; :D</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/paroledigas.wordpress.com/385/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/paroledigas.wordpress.com/385/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/paroledigas.wordpress.com/385/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/paroledigas.wordpress.com/385/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/paroledigas.wordpress.com/385/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/paroledigas.wordpress.com/385/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/paroledigas.wordpress.com/385/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/paroledigas.wordpress.com/385/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/paroledigas.wordpress.com/385/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/paroledigas.wordpress.com/385/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/paroledigas.wordpress.com/385/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/paroledigas.wordpress.com/385/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/paroledigas.wordpress.com/385/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/paroledigas.wordpress.com/385/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=paroledigas.wordpress.com&amp;blog=18192813&amp;post=385&amp;subd=paroledigas&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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