tra pensieri e binari

  Esco nel corridoio, mi appoggio al finestrino. E’ un vagone vecchio stile, senza spazi aperti. Io li preferisco…
  Sarà che mi piacciono questi corridoi, mi piace il movimento che si fa tra la gente per passare.
  Ci si sfiora e ci si intende, senza toccarsi, allora io mi sposto verso il finestrino, tu verso lo scomparto…
  Senza una parola, eppure funziona…
  Dal finestrino un aereo ci viene incontro… fa impressione vederlo diretto qui, anche se l’ aereoporto è dietro di noi.
  Ed è una cosa normale per chi abita qui, ma non per me, che resto a vederlo sparire sopra al tetto del vagone…
  Qualcuno mi avrà visto guardare, da lassù? O magari avrà pensato… che impressione fa quel treno sempre più vicino…
  Lascio che il pensiero duri solo un istante e scivoli via, che certe cose poi non sono possibili…
  Ho poche occasioni di viaggiare in treno, e quando lo faccio sono sempre un pò curioso.
  Sono quello che osserva, discreto e in silenzio, come un bambino che appoggia il naso al vetro del finestrino.
  Stazione di… che importa… Il treno rallenta, si ferma, riparte. Che differenza fa un nome o un’ altro lungo i binari?
  Quel che conta è la gente. Quel che conta sono le case. Quel che conta sono i colori.
E guardo i colori dei palazzi, fuori… non mi piacerebbe vivere qui, perchè… non lo so, la prima impressione non è buona, ecco…
Guardo le case e non mi piacciono. Guardo la gente per la strada e non mi piace. Cos’ha diverso? Non lo so, ho solo l’impressione che non mi piacerebbe stare qui. Poi alzo lo sguardo verso un palazzo appena dietro la stazione, un signore si affaccia al balcone, si guarda intorno, tra il verde dei suoi vasi, si china appena verso di loro per controllare chissà cosa e torna dentro. Tutto qui, eppure penso, se quel signore lassù in alto tiene dei fiori così belli sul balcone, un motivo forse ci sarà. Forse anche lui non è poi così male. Forse la gente non è male. Forse anche qui ci sono dei bei colori… Ma tanto il treno riparte, e qui non scenderò mai. Va bene così.

E’ un pò come quando passo da un blog senza fermarmi, senza farmi vedere. Senza che nessuno si accorga mai di me…
Afferro qualche attimo, qualche emozione al volo e si riparte.
Possibile esistano ancora dei passaggi a livello? L’auto in sosta in prima fila guarda verso i nostri finestrini illuminati, mentre gli passiamo davanti. Forse appena il tempo di chiedersi, chissà lì sopra che staranno facendo?… Un pensiero che dura un istante, il tempo di un treno che passa e fa rumore, poi torna il silenzio, si alza la sbarra e con il verde che si accende ognuno torna alle sue cose.
Accadrà tutto così in fretta che neanche ricorderà di aver mai pensato qualcosa mentre il treno passava…
Torno dentro col pensiero e torno a sedermi. E in realtà ero già seduto, ma la mente è meno pigra di me e qualche volta la lascio libera di girare…
Accendo il mio lettore, il filo delle cuffiette come sempre si è annodato, lo sciolgo con pazienza mentre il pezzo è già partito. E seppur con quanta pazienza potrò rimetterlo via, so che la prossima volta il filo sarà annodato di nuovo.

Scorrono paesaggi e scorrono canzoni, poi trovo questa…      …ed è una vostra scelta adesso ascoltarla o no. Non è detto debba per forza piacervi, ma me la sono portata dietro per affacciarmi ancora a quel finestrino… Qualcuno la sta ascoltando? No? Lo immaginavo… ;) Ancora prima di mettermi più comodo, vedo che la signora seduta di fronte sta ancora dormendo. Non si è accorta del tipo all’ultimo piano, del passaggio a livello chiuso e delle insegne dei negozi sulle strade. E’ strano come così si abbassino le sue difese. Se solo se ne rendesse conto, probabilmente si sveglierebbe all’istante. Si, perchè quel muro silenzioso, quell’aria indisponente che mostrava appena arrivata, così non regge più…
Siamo tutti sconosciuti, finché restiamo dietro ad una maschera. E ci restiamo, soli e in silenzio con i nostri pensieri…
Come me adesso dietro a queste cuffiette, forse. Magari è solo apparenza, la sua come la mia, o forse una scelta. Comunque adesso sembra quasi interessante, più vera.
La sua mano è ferma sulla borsa, la tiene come si terrebbe in braccio un cagnolino, ed era stato il suo ultimo pensiero, prima di vedergli chiudere gli occhi: la borsa… Si era guardata intorno con la coda dell’occhio, quasi furtiva sui presenti, concludendo soddisfatta di potersi permettere un momento di riposo abbassando la guardia…
Beh, è giusto. Sorrido tra me, perchè probabilmente avrei fatto come lei. E allora mi chiedo, chissà che effetto fa trovarsi di fronte a me, chissà che impressione faccio agli altri viaggiatori… Qui c’è solo il tempo di basarsi su apparenze e sensazioni, un viso, un vestito, un particolare, segnali che ci danno quel senso di fiducia. Non ci sono altri modi per conquistarsela, quando non ce n’è il tempo.
Non penso di fare un brutto effetto, anche quando non sorrido, ma il confine tra avere fiducia negli altri od essere ingenui, a volte può essere sottile. Così, se non è proprio necessario, molti sceglieranno di non fidarsi, anche di me.
La signora ha un lieve sussulto. La guardo in viso, ora che non si nasconde, e dietro a quei grossi occhiali scuri, è strano ma la vedo sognare…
Sono sicuro che sogna, me ne accorgo… Sono emozioni che sento ma le mimetizzo da silenzio, per non farmi sentire… e faccio finta di niente. Qualcuno al posto mio forse non capirebbe, o non sentirebbe il battito che ascolto…
Il fatto è che magari per qualcuno lei sta semplicemente dormendo, e non c’è altro da capire, vedere, sentire.
A me invece piace ascoltare la gente, rubare fotogrammi e poi inventarmi le loro storie, semplicemente guardando. Anche se le loro storie non potrò conoscerle davvero, qualcosa riuscirò a sentire lo stesso, perchè parlo di emozioni, e non di dettagli, nomi, date o indirizzi…
Forse questo modo di osservare, di sentire, è anche un pò invadenza, lo ammetto. O potrebbe diventarlo, no?
Per questo mi ritraggo. Pochi secondi, pochi istanti e via. Il tempo di una fotografia, di un’immagine che non scatto ma so creare lo stesso.
Poi torno a guardare fuori, al di là dei cavi elettrici tesi lungo i binari, e dal finestrino strade che corrono, colline ed alberi lontani. E cielo tutto intorno…

Non porterò via niente di tutto questo. Passerò via di qui e sarà tutto come prima. Niente e nessuno si accorgerà che son passato…
Neppure lei, qui di fronte, che si sveglierà alla sua stazione e raccoglierà i bagagli. Pochi, piccoli. Un sorriso di circostanza, forse, e sarà tutto come prima.
Ed ogni paesaggio dura pochi istanti e cambia, dura meno di un pensiero che a momenti fatico a rincorrere ed afferrare, sospeso tra voci, visi, valigie e cellulari che suonano…
Un’altra stazione è passata, quasi fosse lei a passare da noi e non il treno, che lì non si fermato. E anch’io mi chiedo cosa staranno facendo laggiù, adesso, in quel piccolo bar di paese di cui ho intravisto appena le luci accese. Laggiù dove la vita scorre anche se i treni non si fermano…
Immagino una tv accesa, a far rumore con la sigla del Tg. Immagino qualcuno al banco a ripulire e qualcuno a spendere gli ultimi minuti prima di rientrare a casa…
E intanto il treno si svuota, e più mi avvicino a casa, più c’è silenzio. Più resto solo e più si spengono le luci.
La signora è scesa qualche stazione fa; ha raccolto le sue borse ed è sparita nel corridoio.
Mezzo sorriso prima di scendere. O l’ho solo immaginato…

   

     

   

Dedicato ad un signore all’ultimo piano, a una donna che (forse) sognava e un’automobilista che aspettava…
E a tutti i passeggeri distratti che non avranno mai un nome…

Sulle note di Meadows (Once Upon A Song), The Electric Diorama…

E il treno corre forte il treno va lontano
e il quadro cambia sempre là dietro al finestrino…
(R.Cocciante,il treno,1979)

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10 risposte a “tra pensieri e binari

  1. Sorrido….Si, sorrido perchè mi siedo al pc, lo accendo…accedo a msn e scarico la posta.(che ufficio che ho visto!!!)Poi accedo al blog…trovo il tuo commento…e sorrido!!!!!!!!!!! Le mie lucciole e farfalle non sono state capite :D e vabbè… :D ehehehAllora arrivo qui..e leggo…di questo viaggio in trenoche spesso faccio anche io :)Clicco su "commenti " eh… tadà…arriva una mail….un gattino :)E io sorrido!!!!!!!!!!!!!!!!!!Vabbè a furia di sorridere mi pigliaranno x pazzain casa :D macchisenefrega!!!!! ehehehBuona domenica gAsun SORRISO per te:))))))))))))))))

  2. …………………..é "solo" un viaggio in treno no?……….forse………chissà che pensava il controllore….chissà che calzini avevi ai piedi…..chissà ……chissà……le stazioni sembrano tutte uguali….come le persone ma solo per chi non sa osservare…………..ciao Gas :) :) :)

  3. bhè ..per una volta ti colgo in errore :-D perchè???? bhè perchè io la sto ascoltando la musica..e sono al secondo play ….e che strano…sono in un vagone adesso…cuffiette alle orecchie e sguardo fuori dal finestrino….e le immagini che vedono i miei occhi le ritrovo attraverso le tue immagini…e guardo fuori si…solo per un attimo guardarei la signora addormentata…poi la lascerei sognare indisturbata ..e mi tufferei fuori…tra quei posti..quelle case..quella gente che il treno mi permette solo di sfiorare con lo sguardo…e in realtà mi tufferei in me…complice la tua musica…bella…si…mi piace..e rende meno malinconica la sensazione che all\’inizio questo post mi aveva dato…eggià..adesso è anche arrivato un sorrisino…forse perchè sto pensando che la cosa bella di ogni viaggio come questo è ritrovarsi…Dolce notte gAs

  4. è la seconda volta che passo qui, e. in nessuna dellle due. sono andata via, se prima non mi sono seduta per un pò sulla panchinaho guardato un pò più attentamente…ho letto questo post e viste le foto, in tutte e due i casi, da seduta ho fatto un viaggio sul treno, e con ogni foto…ogni cosa che hai scrittto è stato immedisimarsi….bello mi è piaciuto moltoed anche ascoltato la musica, faceva parte del viaggiomi alzo dalla panchina,sorridente per il viaggio, lasciandoti un saluto …ciao Gas

  5. stamattina prima di uscire ho letto questo post…andavo di fretta eppure mi sono presa il mio tempo…non credevo avessi scritto così tante parole…ma appena arrivavoalle immagini scoprivo c\’era altro…non mi potevo fermare e così andavo avanti a scoprire le parole che diventavano immegini di untreno e dei suoi passeggeri. Storie di chi non si chiude nella sua vitama guarda quello che ha intorno, immagina, vede una luce accesa, sognauna storia…ci crede…e vede chi dormendo sogna…e trasforma un viaggiocomune in un viaggio speciale…VEDE la gente….e VIVE quello che ha intorno—E\’ una cosa che, a meno che, la mia mente non è chiusa nel suo "piccolo mondo",faccio anche io e mi trovo così simile a quei simili che vedo con i miei occhi credendo siano i loro…ed è bellissimo…e lo è stato anche guardare oggi lepersone in autostrada che ti superano da destra da sinistra e poi pensare divenirlo a raccontare a te, soprattuto quando un SUV nero perchè di solito sononeri i SUV inquietanti che ti lampeggiano in autostrada "levati da davanti" anche sestai di lato "non ti azzardare a cambiare corsia" e poi ti sorpassano a velocità incredibili e tu pensi "ma dove sta andando così di corsa" e nonostante tu sia un poco in ritardo, rallenti e ti guardi ancora di più intorno perchè sei circondata dal solee dalle montagne verdi e provi un senso di beatitudine perchè…tu non vai di fretta….anche se…eh eh…è BELLO guardare e INCREDIBILE sono arrivata puntuale. Insomma…non volevodirti nulla…se non quello che ho scritto o forse no…Oggi il sorriso te lo porto io, ma quando vuoivieni a prenderlo ti farò una tariffa agevolata eheh!!! Buon sabato. Giovanna

  6. ho ascoltato la tua musica mentre guardavo con te fuori dai finestrini………….. viaggio poco in treno ma non mi dispiace,si vedono molte cose che in autostrada non ci sono….. e mi piace leggere le cose che scrivi,sai coinvolgere e interessare e rendere partecipi dei tuoi pensieri.un abbraccio gas.a presto :-))

  7. io la sto ascoltando…leggo affascinata le tue parolesei incedibile come semprecome fare di un viaggio in treno una magia, una poesia

  8. io non viaggio molto in treno, ma confesso che non mi piace, quando lo uso lo faccio solo perchè mi risulta più economico della macchina!non mi piace, mi snerva, mi stanca, in genere sprofondo nel libro che ho sempre con me e mi estranioalle volte ho rischiato perfino di non scendere alla stazione giusta

  9. sei fantastico gAs… quella signora non sa cosa si è persa dormendo invece di scambiare due parole con te…
    anche io quando vado in treno osservo tutti quelli che mi stanno intorno.. a volte capita che ti trovi di fronte qualcuno che ti racconta tutto della sua vita.. a volte invece trovi qualcuno che ti guarda come fossi un nemico…
    ancora più spesso trovi qualcuno che non vede l’ora che tu scenda per mettere i piedi sul tuo sedile!…
    io vorrei tanto trovare te… son sicura che ti riconoscerei….

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