Pensieri in una rete wireless

E ancora non ci credo… sono fuori in città con il portatile e trovo una connessione libera. Una rete non protetta tra questi palazzi…
Come resistere alla tentazione… è come trovare un sorriso in mezzo ai muri o tra un mare di maschere usate per difesa…
Ed è un sorriso ingenuo, ma dolce e puro anche se non è rivolto a me, ed è la sola persona che adesso ho voglia di immaginare, così bella che quasi posso vedere un bagliore provenire dalla sua stanza. Mi guardo intorno e… dove sarai? Da quale finestra illuminata posso veder passare la tua ombra?
Perché non ci credo che tu sia dentro ad una di quelle in alto già chiuse…
Ho letto un bel post in questi giorni, si parlava di luci, di quel senso di casa che si può avvertire da una semplice finestra illuminata vista da fuori.
Ce n’è sempre qualcuna, con le serrande ancora alzate quando fuori fa buio ed i lampioni in strada sono già accesi in fila. Con le tende aperte come a far entrare dentro i respiri della sera, o ad allungare il giorno. Questione di abitudini, di orari, io sono convinto che poi le finestre accese siano sempre le stesse. Potresti numerarle, riconoscerle ogni sera e ritrovare lo stesso calore dentro le stesse cornici…
Ricordo con tenerezza anni fa, quando da una casa presa in affitto per motivi di lavoro, potevo affacciarmi solo lungo una strada, poco trafficata e silenziosa, e proprio di fronte, dall’altro lato, c’era quella luce accesa a farmi compagnia. Non ho mai saputo chi fosse dall’altra parte, chi vi abitasse, perché di giorno non ero lì e dalla mia stanza non potevo vederli bene. Ma non era importante. Probabilmente erano due anziani, ma non volevo saperlo, perché ero libero di immaginare ed inventare la vita al di là della strada senza bisogno di dare né forma, né volto, né corpo. Erano anime. Erano vita.
E quel che arrivava mi bastava, perché aveva un senso di serenità, di famiglia, quel senso di sicurezza che può arrivare anche da un quadro modesto appeso da anni alla stessa parete.
Ogni cosa era un po’ decentrata rispetto ala finestra, ma si percepivano comunque i movimenti dentro casa, i passi verso la tavola, il cambio di immagine della tv accesa, e a Natale persino il riflesso dei giochi di luci colorate che indicavano la direzione dell’albero.
Facevo le mie cose ma intanto, ecco, uno sguardo lì e non ero più solo.
E’ strano a dirsi, tutto quel che c’era al di là era completamente da immaginare, eppure era facile sentire ogni cosa; i colori di una tovaglia, la luce del frigo che si apre, le voci, i respiri della sera, la complicità nei silenzi di casa.

C’è sempre una luce accesa per chi sa guardare…

Così anche stasera cerco quella luce mentre fuori è buio, quella finestra che sa di calore e che stasera mi ha mandato un segnale da dentro, con un pc acceso come a dire: alza gli occhi, sono qui...
Navigo qualche istante con lui, o lei, viaggio fianco a fianco senza dare fastidio. Guardo solo il meteo per domani, pochi istanti e me ne andrò. Sarà come sbirciare un titolo dal suo giornale aperto, senza approfittarne, senza essere invadente. A volte succede con chi abbiamo accanto, no? Il giornale resterà suo, lo lascerò da solo a sfogliarlo e neanche si accorgerà del mio sguardo che si è posato sopra.
E’ semplicemente bella l’idea di stare insieme, tutto qui… E potrei anche restare con aperta soltanto la pagina vuota di Google, senza fare niente, solo per vedere il segnale e sarei contento lo stesso, perché in questo momento non sono solo. Non mi sento più solo, qui…
Respiro la sua stessa aria di casa, e sento quel calore provenire dalla sua stanza, perché quel che ho trovato non è solo una connessione non protetta, ma un’anima, un cuore semplice.
Così sincero che non posso sentirmi a mio agio, perché in questo momento io non lo sono con lui.
Allora scendo virtualmente alla prima fermata e mentalmente saluto…
Se ti avessi conosciuto… ti avrei detto di stare attento a sorridere a tutti allo stesso modo. Che stai viaggiando a fianco di sconosciuti, che loro ti vedono e tu no…
Ma nonostante questo, sai, qualunque sia la tua luce accesa, sarebbe bello incontrarti ancora. E non per navigare a tua insaputa, ma per stare insieme…
Perché conoscersi in questo caso sarebbe diverso. Non lo so spiegare.
E’ come chiedervi se vi farebbe piacere che per un solo istante io potessi navigare con voi, nella vostra rete. Voi ed io. Notare quel piccolo rallentamento nella rete a indicare che, forse, in quel momento sono lì vicino… Magari nel parcheggio sotto casa con la mente a cercare la vostra finestra illuminata. O ritrovarsi semplicemente a pensare guarda, stasera gAs è qui, e un attimo dopo vi arriva una mia lettera, un saluto, un sorriso…
O siate voi a passare di qui, riconoscere la mia luce accesa e… clic, siamo insieme…
Sogni…
E’ accesa la tua luce in questo momento?
Chissà dove sei, cosa fai adesso. A volte mi faccio domande impossibili…

Rete wireless rilevata…
fare clic qui per connettere…

***Buon Anno anime belle***

…gAs…

“E me ne sto lì, a guardare il cielo, a contare le stelle, a perdermi nel buio… o a spiare qualche luce accesa dentro le case.
E lo sai, quante volte mi son chiesta chi ci abitasse in quelle case, se talvolta qualcuno avesse notato quella mia strana abitudine di sedermi sulla finestra… che se mi guardassi da giù, potrei anche aver paura di cadere.
E la risposta non la so… ma mi è piaciuto immaginare che fossi tu una di quelle luci accese a farmi compagnia…”

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21 risposte a “Pensieri in una rete wireless

  1. ….conosco quella sensazione intima che ti da una rete condivisa….è sentire il respiro di un altro…..
    non ho più parole amico mio….e bevo le tue come uscissero da me….
    sono tue lo so….ma so anche che potrei averle pensate io…
    non so stare senza parole…anche le mie poche e sintetiche…
    ma parole….
    ultima espressione dell’anima che si rivela….
    ti abbraccio gas….grazie di esistere ………..

  2. sei incredibile
    sei semplicemente incredibile
    mentre leggevo sorridevo perchè…
    perchè io abbaso le taparelle proprio all’ultimo, e non tutte, e solo per preservare durante la notte il caldo del riscaldamento spento,
    d’estate non le abbasso mai, se non quelle della camera per preservare il mio sonno dalla luce dell’alba
    ma alle volte anche quella resta un poco sollevata
    non mi piace chiudere fuori il mondo, lo faccio solo in caso di stretta necessità…
    e immagino te che passi, alzi gli occhi, non tanto, sto al primo piano, e sorridi
    imagimando la mia vita,, il mio sentire e il tuo sorriso è come un abbraccio caldo che mi avvolge in una rete di affetto sincero proprio perchè senza volto…
    amico dell’isola che non c’è, è bello leggere le tue sensazioni, penetrare nel tuo cuore puro e aperto a chi solo abbia voglia di entrare in punta di piedi e lasciarsi illuminare da quella fiamma di amore che vi arde
    posso solo dire come Emma grazie di esistere gAs
    auguri amico mio
    mille e mille
    e sai che sono sinceri!
    Claudia

  3. ….hai ragione gas…..ha lo stesso nome di quello di blogspot….che toglierò mi sa…
    non lo uso….(mi piace lo sfondo e non riesco a cancellarlo :))
    ma non potevo più scrivere su …e vado….
    e neanche su …dune…
    da qualche parte devo…sforare :))
    vedrai che tornerai a capire presto…..
    del resto se so fare tutto questo è grazie a te….

    dolcenotte gas….un bacio

  4. “Insegnare” significa “mostrare che è possibile”. “Apprendere” vuole dire “rendere realizzabile per se stessi”.
    Post bellissimo e veritiero…
    Grazie per il bellissimo commento.

  5. E’ accesa la tua luce in questo momento?
    Chissà dove sei, cosa fai adesso…

    so che non lo era ma è come se la sentissi rivolta a me questa domanda e se anche magari non ti interessa più di tanto della mia luce in particolare,ti rispondo come se fosse importante per te sapere di me..
    Lascio sempre la luce accesa solo che il mio palazzo è coperto da tanti altri e magari non puoi vederla..
    C’è sempre una luce accesa …e ovunque sono e in tutto quel che faccio sono col pensiero a un sogno prezioso e irragiungibile…
    Ti voglio bene gAs,un abbraccio

  6. anche io ho sempre una luce accesa…”è la mia luce”…
    e lascio aperta la finestra del cuore…
    per chi ne ha bisogno…
    un sorriso per te…cuore solitario,
    e grazie del tuo passaggio.

  7. grazie della tua visita :)
    ho dato un’occhiata veloce veloce al tuo blog ed ho visto che scrivi cose interessanti da leggere… se non ti dispiace sottoscrivo… così ti ritrovo facilmente e torno con più calma….
    ciao….

  8. Il potere delle luci accese…. può anche essere quello di una connessione libera. Il potere di guardare dentro una finestra può essere anche quello di “intrufolarsi” nel fiume di dati di una connessione. E di sovrapporsi a chissà cosa che non conosceremo mai.
    Ciao

  9. quando ti ho conosciuto qui c’era questo post a dare il benvenuto… l’ho letto per curiosità… troppo velocemente… forse quella volta davvero non ero arrivata al finale… o forse quella volta questo finale non mi toccava…
    adesso posso anche non rispondere alle domande finali… perchè già lo sai…
    questa è stata la buonanotte per me….
    buona notte anche a te…..

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