una scia di puntolini per un cuore che batte…

Un post è come una canzone. Puoi sempre scegliere di premere stop se non ti va. Se vai avanti, se continui ad ascoltarla, è perché qualcosa ti aspetti o sta già iniziando a darti e sai che questo è buono.
Però è strano quando lasci scorrere la tua musica e gli altri si fermano a leggerti proprio quella volta in cui pensavi di scrivere solo per te stesso. Perché ci sono cose che pensiamo di poter capire solo noi, perché sono nostre e negli altri non sappiamo neppure esistano. E allora come fanno a capirle? Crediamo che solo il nostro essere possa afferrare quei pensieri, invece vai avanti, continui a leggere i commenti lasciati e capisci che non è stato così, neanche stavolta, e allora pensare di vivere un’emozione esclusiva forse è davvero presunzione. Solo perché ci mettiamo il nostro nome non vuol dire allora che i nostri pensieri siano così estranei agli altri… Se solo sapessimo guardarci più intorno, più a fondo, forse ce ne renderemmo conto più spesso, che non siamo mai soli.
Perché chi va avanti, chi continua ad ascoltarti, capisce. E se resta, anche tu capisci che ti sta venendo un passo più vicino. Altrimenti si sarebbe fermato prima, avrebbe premuto stop e avrebbe cambiato canzone. Ne avrebbe cercata una più bella della tua, o avrebbe ascoltato la sua. Io ci penso a quante cose da leggere ci sono su internet. Milioni. E che tra milioni di pagine a disposizione, a volte qualcuno è qui, come adesso, e non so neanche dire quanto sia importante. Per il mondo sicuramente niente, ma io invece ci credo, perché sarà anche solo per pochi minuti, ma è stato un frammento del vostro tempo in cui siete stati qui preferendolo ad altro. E ogni volta tornare è anche un po’ timore, perché so quanto basti una frase, una sfumatura diversa, una parola al posto di un’altra per aprire strade e possibilità, che possono condurvi ancora qui o portarvi via. Possono distrarvi od attrarvi, prendervi per mano, e da un certo punto in poi proseguire insieme e ritrovarsi in un attimo a fondo pagina. Come la doppia scia di un aereo in volo, che poi nel cielo diventa una sola. Perché ne esce una da ogni ala ma dopo un po’ si fondono, vanno avanti insieme fino a diventare una soltanto e poi insieme dissolversi. E intanto chi sta a terra a guardare continua a sognare di volare lontano…
E’ bello quando gli altri sembrano scrivere per noi. E’ una sensazione che ritrovo ogni volta che nella frase di un libro, in una canzone o in un angolo sperduto di questa rete, c’è qualcosa che sento assomigliarmi. E’ come leggere qualcosa che avrei potuto scrivere da me, e alla fine forse avrei detto solo poche parole in modo diverso…
Quando succede, la sensazione però non è quella che io non sarei riuscito, da solo, a dire quelle cose, quanto quella di essere stato anticipato… Ed è strano, come se quelle parole avrei potuto scriverle anch’io quando sarebbe arrivato il momento, era solo questione di tempo, insomma. E’ allora che mi sento come un po’ “letto dentro”… come se qualcuno avesse trovato per caso i mei pensieri e poi non avesse pensato ad avvisarmi che ne avrebbe parlato. Anche se è strano detto così, ma per questo prima ho parlato di “presunzione”… perché in realtà certi pensieri ci fanno anche assomigliare, e allora anche questa sensazione, adesso, sono sicuro che non sarà soltanto mia. E che vi sarà successo…
Sorrido davanti alla freschezza di certi testi, che hanno una semplicità disarmante eppure l’effetto è incantevole… Non so fare a meno di leggere più volte la stessa cosa e continuare a sentirmi lì, presente. Sono parole semplici come i pensieri più puri, ed è una capacità rara saperli comunicare.
Perché il difficile non è scrivere, si sa, ma comunicare…
Chi sa farlo ti indirizza le parole quasi fossero una voce accanto a te, qualcuno che ti parla mentre sei seduto a conversare insieme ad un tavolo. E tu lo ascolti, sai che sta parlando solo a te, fai tua ogni parola e non importa se poi domani racconterà la stessa cosa anche ai lettori degli altri tavoli. In quel momento è tutto quanto tuo. Solo tuo.
Allora tutto cambia, non ci sono più soltanto parole incollate su una pagina, che si perdono appena lette e poi si sfuocano. E che quando hai chiuso la pagina non ti è rimasto niente…
Perché quando le vivi, anche le parole vivono. E se dentro di te quelle voci già le sentivi, trovarle scritte sarà un’intima conferma. Anche quando certi sogni non li hai scritti tu…
Quanta gente invece scrive solo per mestiere, il mondo è pieno di libri in cerca per forza di qualcosa da raccontare o da sfoggiare. Chilometri di parole messe in fila, righe allineate perfettamente e a volte neanche una che ci sappia parlare un po’…
Come dire, c’è chi sa scrivere e chi invece scrive soltanto.
Ma forse dico così solo perché vorrei saperlo fare anch’io, o perché non mi piacciono certe regole per scrivere, certe forme quasi standard ed imposte che non so condividere…
Forse si è un po’ persa la sensazione che scrivere possa anche essere solo un gioco, o diventare una terapia… per ascoltarsi dentro, o per carezzare parole con la mente e poi lasciarle libere, ma senza schemi.
Quando scrivo qui è anche per il piacere di sentir suonare certe parole, e allora magari finisce che non mi piaccia scrivere “tutt’altro” con l’apostrofo, che me ne spezza il suono, l’armonia… quasi fosse una bella nota ma con una pausa nel mezzo… come “mezz’ora”, scritto così…
E continuo a scrivere “dopo di che”, senza pensare se sia giusto o sbagliato, ma tanto “dopodiché” mi sembra terribile anche agli occhi, e allora non lo sostituirei…
Dopo di che…
Son tre note dolci in sequenza, le sentite?…
E mi piace la “e” dopo una virgola. Anzi, la adoro. Perché la sento respirare, prendere fiato e ripartire.
Di stranezza in stranezza, uso poco i punto e virgola, perché li sento freddi…
La punteggiatura per me è un po’ come una collezione di spezie in cucina. Si scelgono a seconda del piatto e del momento, si improvvisa, si inventa.
Non si segue sempre il libro delle ricette, si prende solo qualche spunto.
E alcune spezie puoi anche scegliere di non usarle mai, se non ti piacciono.
Tanto credo che alla fine quando non c’è cuore nelle cose, saper solo seguire alla lettera una ricetta non basti.
Così quando dico “perché”, io lo scriverei sempre “perchè”, se non fosse per questo correttore automatico che mi sgrida sempre. Anche adesso.
Che poi diciamoci la verità… chi leggerebbe la differenza? Solo perché nel libro delle ricette è scritto con un accento diverso… ; )

dal web… O.0

Chissà quante inesattezze avrò lasciato qui in questi anni, virgole innocenti in cerca di uno scopo, apostrofi in crisi di identità e soppressi da un accento, o chissà cos’altro mi viene così naturale da non rendermene neanche conto… Forse basterebbe potersi concedere una piccola licenza poetica… che forse i poeti possono scrivere un po’ a modo loro, e noi no? Noi che in fondo ci improvvisiamo tutti un po’ poeti quando siamo qui… : )
Ed anche se adesso rileggo e mi scappa un sorriso, c’è forse un modo giusto o sbagliato per abbracciare qualcuno? O per sorridere?
Allora forse non c’è neanche un modo giusto o sbagliato per lasciar parlare il cuore… così io gli lascio prendere tutte le pause che preferisce, e lascio anche che corra con tutti quei puntolini dietro ad indicarne dietro la scia. Quelli che qui ho sempre lasciato e sono tre da sempre…
Tre… perché per quanto ne possano dire gli esperti, quelli in più non sono così inutili. Per me moltiplicano la capacità espressiva, come per i punti esclamativi. Perché almeno in questo (e solo in questo) gli sms insegnano!!! ; )
Ho letto come per qualcuno possa essere demotivante leggere così, ma io credo che quando scriviamo stiamo solo seguendo i battiti del cuore, con la stessa cadenza. Seguiamo il tempo mentre la musica suona e cerchiamo di scriverla più vera possibile.
Così per comunicare i miei battiti negli stessi tempi, avrò bisogno di momenti in cui il cuore vorrà andare davvero più forte e allora scriverò tuttodunfiato, seppur sottolineato di rosso come errore… ed altri in cui tutto sembrerà rallentare e avrò bisogno solo di pause così…
So che a momenti anche la musica sembrerà stonare… e che non sarò mai un musicista perfetto… Tanto nessuno mi verrebbe a dire che la mia canzone è bella, però si sta bene qui, dove il cuore parla come sa…
Se poi qualche nota sarà stata comunque interessante, sorriderò. Come sorrido ogni volta che trovo un commento nuovo…
E adesso… un’ abbraccio a te, che sei arrivato fin qui. Ma poi mi spieghi come hai fatto? : )
Come un Highlander… e alla fine ne resterà soltanto uno ; )

Non molto tempo fa, tra gli arrivi da Google a questo blog ho trovato la seguente chiave di ricerca: “come sei po in parare ascrivere”.
Come ho già avuto modo di dire anche ad un’amica… se Google è arrivato al mio blog con una ricerca del genere, beh…
allora forse è il caso di preoccuparmi sul serio!  :D

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49 risposte a “una scia di puntolini per un cuore che batte…

  1. Pingback: una scia di puntolini per un cuore che batte… « ¤ gAs ¤

  2. Sono quasi sconvolta O.o …hai verbalizzato il mio pensiero di oggi, in realtà di sempre… adesso mi ritrovo con le cuffie ad ascoltare la canzone che hai messo, con i pensieri…sciolti ed a non saperti commentare perchè il mio commento sarebbe identico “alle tue parole”. Ho sempre scritto come te, non così bene, ma senza far caso alla forma, ascoltando il suono che producevano le parole, puntando al cuore, alle emozioni mie e di chi leggeva, poi ho perso la connessione con le tante anime che popolano questo bosco fitto di vite, l’armonia è venuta meno e ho perso l’entusiasmo di condividere…forse avevo solo smesso di crederci.
    Ad oggi ho ripreso il mio aquilone fra le mani, ho ricominciato a farlo volare e Ti ringrazio perchè anche con questo tuo scritto il vento lo ha accarezzato e fatto librare in volo.
    Dolce notte. L.

    • Anche se qualcuno
      ha cercato di fermare il mio cuore
      io sono ancora vivo.
      Non potrò mai rinunciare…

      E’ una canzone di un pò di anni fa… Still Alive, dei Negative. Sono contento che ti piaccia.
      Nel caro vecchio WLS non ci conoscevamo, no. Ma anche in questo forse WP è migliore, no?
      Un sorriso : )

  3. eccomi qui, sei pronto? perchè questo non è l’ultimo WL che non ti lasciava scrivere commenti troppo lunghi, qui posso spaziare e divagare a mio piacimento… accidenti alla mancanza di blog, mi manca certe volte lo scrivere!
    ho iniziato a sorridere quando ho iniziato a leggere, ma quella è una cosa che mi succede sempre quando inizio a leggere un tuo post, sorrido perchè ad onta del titolo non so mai, quando inizio dove andrai a finire e mi piace seguire il filo invisibile che inanella le perle della tua collana di parole per arrivare poi sempre a chudere un cerchio perfetto…
    poi ho doppiamente sorriso quando sono arrivata alla fine perchè ho, ma senza alcuna cattiveria lo sai vero?, pensato: “che modo garbato di giustificare i propri errori di italiano!” ma i tuoi non sono errori veri e propri perchè il solo fatto di esserne cosciente fa sì che non siano più errori ma licenze poetiche (le prendono anche gli scrittori in prosa sai non solo quelli in versi, e si chiamano poetiche ugualmente perchè la poesia è nelle parole, siano esse messe in fila come soldatini obbedienti, oppure si espandano un po’ selvagge nella pagina intera!).
    vado a braccio: mi ha incantato l’immagine delle scie dell’aereo, quante volte il mio sguardo le ha seguite nel cielo (mio figlio da piccolo diceva: “guarda mamma, l’aereo scrive nel cielo!”) trascinando con sè il mio cuore, non avevo mai pensato che in realtà la scia è formata da due diverse che si fondono alla nostra vista:
    I puntini, li adoro, li uso e ne abuso ma sempre rigorosamente tre, e non solo perchè la grammatica italiana ne vuole tre ma perchè metterne di più mi sembrerebbe una costrizione verso chi mi legge, se metto i puntini di sospensione indico una strada appena accennata a chi legge lasciandolo libero di tracciare il percorso successivo, quando ne incontro di più in un testo oltre al naturale (o indotto dalla deformazione professionale) campanello dall’allarme che squilla in testa, mi sento in qualche modo ingabbiata in una strada che non sio se sia la mia…
    il punto esclamativo, altro mi peccato di abbondanza… io credo di scrivere come parlo e poichè so di essere espressiva nel mio eloquio, lo stesso tendo a fare nella scrittura e mi piace ritrovarlo in ciò che leggo.
    la musica delle parole, io sono stonatissima, non sento il tempo della musica e neppure il suo ritmo ma ho un orecchio allenatissimo a seguire la musica delle parole, alle volte, anche se quando scrivo in genere scrivo di getto, mi inpunto su una parola che non suona bene, com fosse una nota stonata e allora sono capace di riscrivere un’intera frase s perchè assuma il ritmo che io sento deve avere.
    riconoscresi nelle parole o meglio dei pensieri degli altri, ritrovare in un’altra persona il mmio pensiero o il sentire mi piace moltissimo, non ho mai avuto quella che tu definisci “presunzione” di unicità, anzi, forse pecco di insicurezza, rirtrovare il mio sentire in un’altra persona, che magari non so neppure che viso abbia (ogni riferimento a persone reali è puramente voluto!) mi conforta, mi fa sentire capita, condivisa ed è una sensazione bellissima!
    Come sono arrivata fin dove? in fondo alla pagina? sorridendo, come sempre quando ti leggo…
    come sono arrivata al tuo blog tanto, tanto tempo fa lo sai, da una panchina…
    Dolce notte gAs
    un abbraccio del cuore
    Claudia

    P.S. ti avevo avvertito che sarebbe stato lungo, come sei arrivato fin qui?
    e se ci sono errori di battitura perdona ma è stato scritto con una penna che che doveva insegire un pensiero più veloce di della mano

    • Ogni riferimento a persone reali è puramente voluto! Questo mi è piaciuto davvero tanto!! : )
      Grazie di questo sorriso lunghissimo… ti ri-abbraccio, con il cuore…

  4. ahahahhahah il finale fa ridere :D
    fiuuuu sono arrivata alla fine, ma più leggevo e più trovavo quello che vorrei dire anche io…..
    continuo a trovarmi coi tuoi pensieri…
    come vedi anche io uso molto la punteggiatura, ma poco il ; … non riesco a trovare la sua utilità….
    ah… anche io spesso metto la virgola prima della e …
    per me quello che ha stabilito che non si dovrebbe fare, quella volta era bevuto….
    bah….
    ciao gAs….

    • sono contento di averti strappato questo bel sorriso… : )
      anche perchè adesso anche tu me ne hai regalato uno… con o senza puntini! : )

  5. per prima mi ha colpito il titolo…
    l’ho letto e si…mi è piaciuto subito…
    poi il play…mentre gli occhi seguivano le tue prime parole e le mie prime emozioni..
    ogni volta che ti leggo trovo carezze…
    non è facile sentirsi accarezzare in wp…
    e tu..tu sei una tale carezza che non posso non tornare…e torno ogni volta che posso…e resto tutto il tempo che posso…
    Mi piace come scrivi..come senti..come ti esprimi…come suoni…come sei…
    un bacio per ogni puntino che uso..perchè ci metto davvero i battiti del cuore…
    dolce notte gAs…

  6. solo per dirti…..sono qui…..
    non sono riuscita a perdere tutto :)
    un sorriso amico caro….
    torno per leggere….dopo ;)))
    emma

  7. gas…gas….
    ho sorriso dall’inizio alla fine…sempre in ogni momento di lettura….
    sei unico…
    pensi sul serio che gli uomini siano così diversi?
    pensi sul serio che ognuno di noi abbia aspettative di vita diverse?
    no…non penso…cerchiamo tutti le stesse cose…ognuno alla sua maniera…ognuno con le sue parole….ma l’uomo cerca calore…cerca cuore…
    sempre
    anche quando non sembra….
    si sono qui…ed ho letto tutto…ed ho sorriso tanto…sino a ridere quando parli di perfezione di scrittura…
    rido si…io che faccio questa montagna di puntini…
    e lo faccio solo qui…ma qui parlo…
    è come fossi vicino…seduti a quel tavolino e parlo…
    parlo…
    ed i puntini sono le inflessioni della voce…le pause…
    le attese…
    ecchisenefrega se possono non piacere…chi sente capisce….e chi non sente tanto non capisce mai niente…
    ma questo non lo posso dire a tutti…lo dico a te…
    perchè tu capisci…senti…sai….
    e metto l’accento sbagliato sul ”perchè”…
    e rido…
    amico mio…amante delle parole come me….
    di cosa possono voler dire…e di cosa possono significare…continuiamo a scrivere con il nostro cuore….con l’anima delle parole….
    chi vuole legge….gli altri premeranno uno stop…
    e va bene lo stesso :)
    un abbraccio amico caro…dormi sereno che in rete il tuo cuore si è fatto sentire …….

    • che bello anche il tuo commento, Emma….
      comunque io, qui nei blog ne ho trovate tante di persone che usano molto i puntini…
      secondo me fanno capire meglio il senso del discorso e lo stato d’animo di chi ha scritto….
      ciao a tutti…

  8. sono capitata qui in seguito al tuo commento al mio post..devo dire che trovo molto carino ed interessante questo tuo intervento, con calma passerò a leggere anche il resto….un saluto e buona serata Mi

  9. E’ il caso ( moltiplicato all’infinito dall’informatica) che porta ad approdare su un blog, poi sono i contenuti a decidere di farci scalo fisso ;)
    Questo almeno per me.
    Riguardo le ricerche in Google che portano a questi approdi….beh, potrei aprire un blog nuovo sull’argomento.
    Abbastanza di recente, ho trovato che qualcuno è arrivato da me digitando ” sento squitii (sic!) dal cassonetto (sic) della tapparella”.
    Non si tratta di punteggiatura, ma nel mio blog manco si parla di topi…e allora, come sarà arrivato mai? :)
    Sul blog scrivo diversamente da come ero usa esprimermi nelle composizioni scolastiche e non.
    Rispetto delle regole di sintassi perchè le ho care o forse me le hanno inculcate troppo bene, ma uso dei puntini, dei segno di esclamazione od interrogzione doppio o ripetuto, eccetera.
    Insomma, un dettato più colloquiale e diretto, spesso accompagnato da qualche interiezione.
    Curo abbastanza la scelta dei vocaboli e la cadenza…mi sembra che confezionare ciò che voglio esprimere in modo gradevole lo renda non solo più attraente ma molto molto più fluido e scorrevole.
    Un saluto

    • Mi piace molto la definizione che hai dato del caso moltiplicato all’infinito dall’informatica!
      Decisamente divertenti poi gli squitii nel blog… anche se mi sembrerebbe una ricerca più adatta per un blog abbandonato, magari proprio uno di quei luoghi dimenticati ma ancora carichi di voci e sensazioni…

  10. Ciaoo mi piace questo posto, c’è tanto da leggere.. ritornerò a leggerti intanto ti lascio una buona giornata:)

  11. ma sai che anche io qui mi prendo le mie licenze “poetiche”? e spesso lo faccio sfacciatamente con il non uso delle maiuscole, per non parlare, poi, di apostrofi che diventano accenti. Ritengo che non sia per nulla importante qui(a scuola è diverso, eh…lì sono inflessibile anche se ormai noi docenti dobbiamo vedercela anche a scuola col linguaggio geroglifico dei giovanissimi…). Diverso è invece l’uso delle parole e dei pensieri che nel web ti portano a restare o ad andare altrove. E da te si resta!
    in quanto ai motori di ricerca…non avessi mai scritto quel post sulla pubblicità offensiva…da Liquida e da FB ho avuto impennate di visite come non mai ed indovina un pò (ok…po’…ma quanto è brutto scritto così!!) quale è stata la parola-chiave che ha condotto a me in una sola settimana oltre 700 lettori…:-)

    • ah… ehmmm… sono andato a rileggermi il tuo post e a cercare la parolina “sospetta”
      in effetti, si, esce non poco dal contesto del blog ;)

  12. Bellissimo ciò che hai scritto…

    “E’ bello quando gli altri sembrano scrivere per noi. E’ una sensazione che ritrovo ogni volta che nella frase di un libro, in una canzone o in un angolo sperduto di questa rete, c’è qualcosa che sento assomigliarmi. E’ come leggere qualcosa che avrei potuto scrivere da me, e alla fine forse avrei detto solo poche parole in modo diverso… ”

    Come non concordare? Soprattutto ci sono canzoni che sembrano rubarmi la voce e i pensieri e parlare per me, nella maniera più giusta.

    ;) Un saluto…

    • Non tutti i nostri pensieri potranno vivere in una canzone. Perciò penso che quando accade e li riconosci, quella canzone ti appartenga. Anche perchè nel coro c’è pure la tua voce…
      Ciao Silvia…

  13. Tanto incredibili quanto vere le tue parole, caro amico di “penna” (se dicessi tastiera perderebbe ogni senso). In effetti, ho sempre pensato che scrivere nel mio blog fosse come inviare un messaggio in una bottiglia in mare per poi fermarmi a fantasticare sulle vite di questi sconosciuti che avessero un giorno trovato il messaggio.
    Non potrei dilungarmi nel commentare perchè, in fondo, è come se tu l’avessi già fatto per me. La sorpresa di questo post, poichè ti conosco da poco tempo, è stato scoprire che, oltre l’essere tanto profondo e senibile, sei molto spiritoso ed autoironico, doti che apprezzo molto. Ti auguro una serena notte. A presto Gas. Baci

    P.S. per gli errori.. io do la colpa alla tastiera :D

    • amico di penna mi piace… ha il sapore dei tempi passati, quando “vivevo” per l’attesa di una lettera scritta a mano ed una calligrafia da riconoscere anche senza leggerne il mittente…
      ciao orsola, a presto :)

  14. non posso far altro che dirti che le tue parole colpiscono, mi incollano lì, a leggere tutto ciò che hai scritto, fino alla fine…
    complimenti, arrivi dritto al cuore delle persone.

  15. ciao….. (io di puntini ne metto sempre tanti, nn farci caso) Vorrei scrivere tutta la valanga di emozioni ke mi hai trasmesso leggendo il tuo post e ascoltando questa canzone, ke è stupenda, ma nn sono brava a esternare i miei pensieri quando sono così intensi. Ti voglio dire solo GRAZIE. Per tutto, (anke l’altra canzone stupenda ke mi hai fatto ritrovare). Sai, io nn ho un blog…….mmmm come dire, “aperto al pubblico”. Nel senso ke scrivo sostanzialmente x me e nn guardo neanke se ci sono commenti o cose così, ma tu…..tu sei entrato nel mio mondo e, nn sò perkè, ma è come se adesso io mi sentissi legata da un filo invisibile, ke mi conduce a venire a leggerti ogni tanto. Adesso nn sono solo io e il mio blog, ma sono io, il mio blog e quello di GaS da sbirciare di tanto in tanto. Ti auguro una felice giornata :-)

    • Magari a te sarà sembrato di non saper scrivere le tue emozioni,invece ne hai lasciate davvero tante!
      Ciao Nunzia, a presto con i tuoi puntini…

  16. Ci sono capitata per caso..e dopo le prime righe, ci sono rimasta per scelta, e mi sono riconosciuta in tutto ciò che via via leggevo. Stupevolmente (si può dire?..anch’io sono una distruttrice di regole) mi dicevo: caspita è ciò che penso…è ciò che avverto..e me lo sono letto tutto come attratta da una calamita.
    Mi ha affascinato la tua fluidità nel descrivere.
    Ritornerò presto, è stato un piacere sottile, autentico.
    Vera

    • Stupevolmente non lascia dubbi sul suo significato, anzi mi regala un pizzico di magia in più, per cui direi che va proprio bene…
      E’ molto bello quello che hai scritto.
      Grazie di tutto Vera.

  17. sono arrivata qui perchè curiosa di sapere chi fosse riuscito nonostante tutti i commenti chiusi a lasciarmi traccia del suo passaggio sul mio blog …
    hai un modo di scrivere piacevole…
    ti lascio il mio sorriso

  18. Buondì,
    io qui c’ero già venuta…avevo visto il cielo e quelle mani .
    Mani tridimensionali. Ricordo che mi avevano incuriosito.
    Poi t’ho perso. Mi piace questo tuo fotografare il cielo
    e tutte quelle cose che fanno parte del tuo scorrere la vita.

    Quando ho aperto la posta stamani e t’ho visto approdato nel
    mio mondo d’immagini me lo son chiesto anch’io come ci sei approdato
    ..ma in qualunque modo ci sei arrivato mi ha fatto immensamente piacere.

    ….e quindi da oggi riprenderò a leggere quel cielo di pensieri che alberga
    nella tua vita, che ti fa battere il cuore a seconda del momento, più forte o più piano
    e ascolterò della buona musica.

    Son contenta che ti sia piaciuto il titolo della foto lei e i ricordi….era proprio quello che lei stava facendo..ricordava..lo si vedeva dagli occhi…le son passata vicino vicino…e ho avuto modo di guardarla ….

    i puntini….una mia vecchia passione.
    Buona giornata Gas.
    vento

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