Tappo rosso e tappo blu

Ricordi. Che ci sarà mai dietro a un ricordo? Perché poi certe fotografie, col tempo, diventano belle anche quando erano normali scatti di vita?
Io lo ricordo quel piccolo negozio. Lo ricordo perché ero un bambino, e se non lo fossi stato allora, adesso non lo ricorderei più. Perché in fondo non era speciale, la sola cosa speciale erano gli occhi di un bambino…
Era un piccolissimo negozio di generi alimentari, modesto e al riparo da logiche di mercato che oggi lo avrebbero distrutto in un momento. Però aveva un non-so-ché di magico, un sapore di buono che saliva dagli occhi, da quei prodotti in ordine sui quei pochi scaffali, con quello stile che non era mai perfezione, ma senso di casa e di cuore. Dove nessuno si sentiva solo un numero in coda alla cassa, dove due parole e un sorriso non mancavano mai, dove la gente andava anche per trascorrere piacevolmente pochi minuti della giornata e fare salotto, mentre si aspettava il proprio turno e si discuteva dei fatti del paese.
E dove io piccolino imparavo tante cose che a scuola non dicevano mai.
Ricordo il bancone tipico di quegli anni, una grossa bilancia su un lato, l’odore della carta color marrone per avvolgere le cose. Ricordo gli orari di apertura scritti a mano su un cartoncino bianco, e una scatola grande di ferro gialla con le alici dentro. Immancabile.

C’era sempre qualcosa che balzava fuori ad attirare la mia attenzione, e non era mai solo per la golosità di un bambino, né per la tentazione di quelle sorpresine sotto i tappi dei barattoli di cacao. Tappo rosso e tappo blu, per chi li ricorda…
Di quella bottega ne conservo ancora i ricordi, gli odori, conosco persino la posizione dei prodotti che ho perso nel tempo, quelli che piacevano a me.
Mi piacerebbe poter rivedere tutto come era. Non c’erano decine di cose fra cui scegliere, come adesso in un supermercato. C’erano quelle e basta. E bastavano.
Oggi ho sempre un po’ di smarrimento per scegliere le cose, anche per un semplice yogurt. Faccio sempre un passo indietro, allargo l’inquadratura negli occhi e li guardo tutti insieme. Allineati e perfetti, ma stranieri al cuore…

Da piccolo abitavo lì vicino, a poche decine di passi da quel piccolo negozio, in pieno centro storico del paese. Non ricordo molto del proprietario, ho solo una vaga immagine di lui ma negli occhi ho le cose più care, il suo grembiule bianco dietro al banco della gastronomia e quel suo pancione simpatico che mi regalava fiducia. Il nome di battesimo non l’ho mai saputo, o forse non era così importante ricordarlo, perché per tutti lui era il sig. Botti… ricordo bene il cognome, perché mi piaceva giocarci su, e allora Botti diventava parte della sua Bottega… E lo ricordo ancora, quando a mia mamma ingenuamente chiedevo: “stasera andiamo dal mio amico bottibottega?”.
La memoria ricrea ogni dettaglio nella stessa posizione, quasi lui stesso avesse messo mano agli scaffali della memoria…
Ricordo i suoi conti fatti con la biro blu, poggiandosi di lato su un braccio sul bancone, recitando quasi ad alta voce ciò che stava scrivendo…
E’ strano ripensarci adesso, dopo tutti questi anni, ma da allora non ho più saputo niente di lui. Ce ne andammo da quei luoghi per trasferirci in una casa più grande, una casa nuova con una stanza tutta mia. Poi il passaggio alla scuola dei grandi, spazi nuovi per giocare, la tv nuova a colori, che da lì prendeva un sacco di canali, i nuovi amici, i primi amori, e allora non mi importava niente di quel che lasciavo indietro.
O almeno così pensavo.
Il negozio chiuse neanche un anno dopo. Forse perché nel frattempo avevano aperto il primo grande supermercato in paese e le vendite ne avevano risentito… o forse perché era arrivato comunque il momento di ritirarsi. E credere in questa possibilità mi fa sicuramente meno male…
Ricordo di averlo saputo per caso e troppo tardi. Tardi perché non avevo più modo di vederlo un’ultima volta, di fotografarlo con i miei occhi nuovi o di comprare l’ultima scatola di cacao nello scaffale. Tappo rosso o tappo blu.
E di lì a poco, quasi fosse un segno, dai mercati sarebbe scomparso anche quello…

Sono passati gli anni, nel frattempo ho di nuovo cambiato casa e adesso saluto la signora di un negozio di alimentari sotto casa. Ma so che tra poco tempo anche lei dovrà chiudere. Le vendite si sono ridotte molto, lei è stanca… ed i prodotti che arrivavano dal suo pezzo di terra in campagna, non li vogliono più.
Il figlio non l’ho mai visto lavorare lì, o darle una mano. Non so cosa faccia per vivere, ma credo nulla. E’ più facile. Ho sentito dire che si sente un poeta, e questo gli da il “diritto” di non fare. E’ un mestiere difficile…
Il negozio non è molto grande, ed ha il sapore anch’esso delle cose passate, come di qualcosa che c’è sempre stato e che adesso racconta ai miei occhi i suoi tempi migliori. Mi piace pensare che “lui” lo senta, che si accorga dei profumi che cerco.
Credo sia sempre stato lì fin dagli anni 70, quando cominciarono a costruire in questa zona. Il cartello Vendesi Attività è lì già da un po’ e difficilmente qualcuno si farà avanti.
Sarà un altro bel ricordo.
Sarà un altro motivo per aver voglia di tornare indietro…

Cos’è un ricordo?
Qualcosa che hai…
o qualcosa che hai perso per sempre?
[Woody Allen]

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37 risposte a “Tappo rosso e tappo blu

  1. Toccherà mai la superficie della mia piena coscienza quel ricordo, l’attimo antico che l’attrazione d’un attimo identico è venuta così di lontano a richiamare, a commuovere, a sollevare nel più profondo di me stesso? Proust.

    • Penso che certi ricordi siano belli da rivivere quanto inafferrabili nella sua interezza, e prenderne completa coscienza sia quindi impossibile.
      Ed io neanche lo vorrei :)

  2. Ormai i piccoli negozi stanno sparendo…..tutto a favore dei centri commerciali dove entri e trovi tutto….dove puoi far prima….dove i contatti umani non esistono…..lo chiamano progresso……ma per tante cose non lo è…..
    Buona domenica Gas, un abbraccio!

  3. Eccomi nella tua gAsbottega :)
    Il profumo dei ricordi è fatto anche di veri odori, come in questo caso, l’odore del negozietto… dove si poteva anche parlare e dove gli odori c’erano ed erano tutti un po’ mescolati, ma tutti chiari all’olfatto…così come le etichette sui prodotti, semplici, poco sceniche, ma importanti da essere ricordate.
    Tutto questo è quello che non si trova nel caos degli attuali centri commerciali, dove tutto sa di plastica e dove quando scegli sai già che qualche bidone lo porterai a casa. Qualcosa di non autentico e di non riconducibile a ciò che ami… ma che te lo pigli lo stesso perchè l’alternativa sarebbe il digiuno. A me capita anche di comperare, ad esempio, le oro saiwa perchè “piacciono e van di moda”, di portarle a casa e di odiarle :) tutto questo sino a che un giorno decidi di far fare la spesa ad altri. Anche nell’ottica del commercio bisogna saperci stare. Io sarei per il baratto :) come nei tempi che furono…ma si sa che io son fuori moda :)))
    Tappo rosso o tappo blu, quelli li ricordo bene…e anche le figurine dentro i formaggini Mio…o il cioccolato Carrarmato, blu e rosso…si, son ricordi e son “qualcosa che hai” perchè se avessi perso per sempre non sarebbero qui a farci compagnia… fra un tot di anni, quando avremo anche quello che oggi ci sembra presente trasformato in ricordo, sorrideremo a questo attimo, con nostalgia…e voglio pensare che “sia, sempre” e non che sia qualcosa di perduto. Il tempo cambia tutto, scolorisce, ma non uccide il passato. Amen :)
    E dopo il sermone …ti lascio un saluto e un sorriso :)
    ps: lui, il negozio, ti riconosce di sicuro in quel bimbo attento e curioso di allora. Son mica fessi i negozi! :)

    • Ahh, le figurine dentro ai formaggini Mio, si!! Quelle si che avevano un odore particolare! Secondo me creava dipendenza, ahah!

      Ps.Ti svelo un segreto, io sono riuscito a conservarne ancora una ;)

  4. davvero bei ricordi…anch’io ho tanta nostalgia del piccolo negozietto fianco a casa, dove anche se non trovavi di tutto c’era sempre tanto calore e cordialità…… e di profumi veri….Buon tutto :-)

    • profumi veri, si…
      è strano come allora tutto avesse un odore tutto suo, mai standard, per così dire…
      avresti potuto quasi riconoscere il tuo negozio ad occhi chiusi :)

  5. non ricordo tappo rosso e tappo blu, ma sono più vecchia di te, probabilmente quando uscirono non ero più in età! però ricordo benissimo il piccolo negozio di generi alimentari del paesino dove vivevo da bambina, con la madia con i cassetti dal frontone di vetro per far vedere il tipo di pasta contenuta all’interno, i grandi barattoli di latta delle alici e del tonno e degli sgombri, il cartoccio di carta azzurra (mai capito come riuscissero a fare quei cartocci!, con lo zucchero a peso, la scatola di latta con la cioccolata (chissà se era già della Ferrero) da cui veniva prelevata a cucchiaiate la crema di cioccolata per la merenda, i grandi sacchi con le sessole per i fagioli e altri legumi secchi, quel profumo misto di dolce e salato…
    il libretto su cui il negoziante segnava l’importo della spesa quotidiana che veniva saldato periodicamente, le grandi bilance rosse…
    quando lo racconto ai miei alunni, nati oserei dire al supermercato, mi guardano con gli occhi sgranati, come se raccontassi una favola! e il carretto con i bidoni del latte? passava tutti i giorni e tu uscivi con la bottiglia o il contenitore apposito a prendere il latte fresco…
    buonanotte gAs un abbraccio
    Claudia

    • nati oserei dire al supermercato
      stupenda :))
      i tappi rosso e blu distinguevano semplicemente i due tipi di cacao, di cui uno era al caffè… ma non ricordo quale, ahah! :D
      sono quelli che vedi nell’ultima foto del post…
      un abbraccio!

  6. io di negozi ne frequentavo piu’di uno ,quando la mamma decise che ero grande abbastanza per mandarmi a fare la spesa ,credo verso gli otto anni. abitavamo vicino alla piazza del paese , in una via dove c’era la lavanderia : entrando sentivi l’odore della trielina usata per smacchiare i capi e il rumore dell’aria che usciva dalle presse da stiro a vapore. Poco piu’in là era la macelleria ,dove entravo col biglietto di cosa comperare ,e nel negozio di fronte invece si compravano il latte e il formaggio ,e qualche salume………….. tutto in un fazzoletto come si usa dire ………..
    ma il negozio preferito era vicino alla scuola ! entravamo prima delle lezioni ed oltre a vendere matite pastelli e materiale strettamente di uso scolastico,,,,,, ci catturava esponendo dolci in genere ,stringhe di liquerizia,sukai ,violette , gocce di pino ,polvere di castagna in bustina ,granellini di magnesia da sciogliere in bocca ……….. insomma ,il paradiso dei ragazzini golosi :-) adesso quel negozio si è spostato in un’altra via ,ma non è piu’ la stessa cosa !!!!la titolare aveva con noi modi materni,e noi eravamo fedeli acquirenti di tanta bontà :-))
    un abbraccio Gas

    • …ero sicuro di aver già risposto al tuo commento, giuro! ricordo anche quello che avevo scritto, e invece… boh, mistero!!!
      comunque ci sono cose che mi hanno fatto sorridere con piacere, anche adesso che ti rileggo… come la polvere di castagne in bustine, e poi la magnesia, si!! pensare che bastava così poco per esser felici… ma proviamo adesso a proporre le stesse cose a un bambino… un granello di magnesia al posto di una caramella… e vediamo che succede ;)

  7. Abbiamo tutti un negozio…
    che sia alimentare o una cartoleria…
    ci siamo cresciuti…
    e come te poi siamo andati via…

    Ora conosco la cassiera un po’ svampita e sempre sorridente e quella ghignona, non se la ride mai…
    forse c’ha pure ragione…
    eppure il negozio di Vito l’omone con pancione m’intenerisce assai…

    te sei tenero , caro gAs…
    vento

  8. Ricordi. Attimi d’eterno. Profumi caldi e colorati. Suoni buoni e dolci. Vita che non tornerà ma che non è mai andata via. E’ sempre lì, dentro di noi. Perchè è la nostra stessa essenza. E noi, senza quei ricordi, quei momenti di vita vissuta, non saremmo noi.

    I miei nonni avevano una bottega di alimentari, esattamente come quella che descrivi tu. Quanti pomeriggi passati lì, a giocare, a fare i compiti, ad osservare.
    E, da privilegiata, quante “una sorpresa su 5” sono riuscita a far mie, con studio statisticamente bambino….

    Ciao gAs, leggerti è sempre un momento magico.

    • Da privilegiata, si… perchè se mettevi gli ovetti su una bilancia, quelli con le sorpresine dipinte a mano li riconoscevi perchè erano (quasi) sempre i più pesanti :))
      Ma soprattutto, privilegiata per quel bel “posto in prima fila” da cui osservare…

  9. Caro Gas, il Tuo ricordo mi è caro, come le passeggiate che facevo con mia nonna per raggiungere il vicino paese (si viveva in campagna) per recarsi ad un piccolo ma fornitissimo negozio per la spesa di una intera settimana. Il ricordo più
    “prepotente” è sentire ancora l’odore genuino della scatola aperta delle sarde e
    il profumo lieve e gentile di Mario, il propietario.
    Grazie, ti abbraccio
    Gina

  10. Che ricordi…ne ho infiniti di negozi come quello che citi. La caratteristica che mi è rimasta più impressa è l’odore. Quell’odore di tutte quelle cose mescolate, nemmeno bello se ci pensi. Ma così forte e senza la mediazione di plastica e cellophane!! E poi ricordo tutti i riti . Il conto fatto con la biro, i soldi messi nel cassetto, il proprietario bonario che conosceva tutto il paese….
    Ci credi che ti dico che sono nauseata dai centri commerciali, dagli impermercati e l’eccesso di assortimento mi disorienta ed infastidisce…??

    • Si, in effetti era un odore misto di cose, più che un profumo… però era l’odore del Nostro negozio, e di quello ti potevi fidare, bastava riconoscerlo…
      E di sicuro, Silvia, non ho alcuna difficoltà a crederti, perchè sai… io mi perdo spesso di fronte alla quantità, mica solo per lo yogurt!

  11. Cos’è un ricordo?
    Qualcosa che hai…o qualcosa che hai perso per sempre?
    [Woody Allen]

    è qualcosa che non mi toglierà mai nessuno…
    forse perchè io sono una ostinata nei sentimenti…
    e in ogni mio ricordo c’è un pezzo di me e del mio cuore…
    E’ un pò come quando ricevi una lettera..
    la leggi con emozione e poi la conservi..
    poi per un motivo o per un altro non la trovi più…
    Bhè..di ogni lettera,perduta o custodita,
    il senso e il valore restano impressi dentro…

    un abbraccio gAs

    • e questo vale anche per tutte quelle cose che, giorno per giorno, neanche ci accorgiamo di scriverci dentro… e che poi rileggiamo chissà quanto tempo dopo…
      ricambio l’abbraccio, e raddoppio…

  12. Peschi nel profondo con questo post perchè di ricordi così ne abbiamo tutti e leggerti è stato un tuffo nel nostalgico mondo di bambini incantati che eravamo.
    Quando la mamma mi mandava nella “putia” per comprare lo zuccherò a zollette, quei quadratini che te li contavano uno a uno, o la farina che prendevano direttamente dal sacco con una grande sassaiola e te la sistemavano nel sacchetto di carta… ed io mi sentivo grande…Ricordò sì il tappo rosso e quello blu e ricordo anche le caramelline e i cannellini nelle grandi bocce di vetro e tanto altro: voci, profumi, colori.
    Cosa ricorderemo di oggi, domani? Forse quegli enormi corridoi senza profumo e senza parole, coi neon che ci abbagliano e noi un pò sperduti a girare con un carrello tra tonnellate di merce che ammicca, ma non convince o forse ricorderemo il “salve” del cassiere di turno che ti propone sempre un nuovo tipo di tessera fidelity che alla fine ti farà portare a casa una ciotolina di terraglia da dimenticare nel fondo di un armadietto.
    Ciao,
    Marirò

    • Mi ricordo bene delle zollette di zucchero… c’erano persino quelle incartate una ad una, con sopra disegnate le automobili d’epoca… e lo so, perchè alcune le conservo ancora ;)
      Tanti bei momenti da ricordare, si. Così alla fine mi resta il tuo stesso pensiero: cosa ricorderemo di oggi, domani?
      Ciao Marirò…

  13. non ci posso credere…ho ritrovato Gas!!!!
    Maledetto worpress che mi ha fatto sparire tutti i vecchi amici di blog msn…ma grazie a Cle pochi istanti fa ho letto un tuo commento da lei e mi sono fiondata qui…e non mi scappi più!!!
    Che bello ritrovarti Gas :)
    Il mio blogghino è in pensione ma adesso mi occupo di cucina :D però spero passerai a trovarmi ogni tanto.
    Un abbraccio grande…e a presto!!!

    • Ciao ђคгเєl… te lo ricordi quando ti firmavi così? il mio primo pensiero adesso è di dirti, finalmente!! Era così triste il tuo vecchio blog con quel calendario fermo…
      Grazie di avermi ritrovato, allora! ;)
      A presto…

      • eh già…era decisamente “fermo!”
        qui devo ancora capire un pò di cose..come ad esempio perchè spesso mi mette il link al vecchio blog anche se io ho impostato il nuovo ( lo coreggo di nuovo visto che ho notato che riporta li!)…ma andrò alla conquista pure di wordpress!!!! :D

      • dimenticavo…
        si mi ricordo quando la firma era ђคгเєl…
        ma posso rimetterlo qui??? ci provo :P intanto ho modificato il link :)
        mi mancano tanti di voi qui..ne ho trovati solo 2..e adesso 3 :) chissà se pian piano trovo tutti gli altri!!! a presto Gas…

  14. Sono passata a salutarti!!!! Quanto silenzioooooo!!!!Come stai gAs? Non è tardi per augurarti buona Pasqua. Ogni giorno è Pasqua..ogni giorno puoi dire ad un carissimo amico che è presente. Ciao. Ti abbraccio.

  15. Un bel post come lo sono sempre i tuoi…leggendo mi hai fatto entrare in un mondo diverso dal mio..pur essendo nata nell’84 i miei ricordi sono degli anni 90,quando andavo a fare la spesa con mio papà il sabato pomeriggio in un supermercato vicino casa..quindi niente “bottega”..peccato..i ricordi sono la cosa più bella che abbiamo..ci dicono chi siamo stati..e anche chi siamo adesso, fanno parte di noi..una buona domenia a presto idi :)

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