per chi di questo blog tiene ancora le chiavi

Mi rendo conto di non saper tenere davvero un blog. Sono solo contento di averne uno, di avere un posto dove poter tornare ogni volta. Come questa sera, che ogni volta non è, ed è solo qualche volta, però è importante lo stesso. Tornare e riconoscere certi profumi, certe note. Tornare e ritrovare tutto intatto.
E’ che i sogni non sono mai troppi, e sicuramente è meglio tenerne vivo uno in più, che accorgersi poi di non saperci più credere. Quel che mi ha sempre frenato, è dover ammettere che se qui manco da tanto, allora forse anche questo è già sognare di meno. Eppure è casa mia. E quando mi fermo, qualcuno se ne accorge sempre. Non è per una notifica o per una sottoscrizione. Sono convinto che qualcuno passi anche quando di novità non ce ne sono, solo perché, qui, qualche volta è stato bene e non ha soltanto letto un post… ma, delicatamente, c’è rimasto dentro con un po’ di sé.
E magari non lo sa che fermandosi ha tolto ogni volta un po’ di quella polvere che lasciava il tempo. Non lo sa che quando arrivo non ne trovo e sembra sempre ieri. E’ bello. E mi chiedo se passando di qui per scelta e non per caso, certe cose si capiscano. Che ci sia questa consapevolezza. Ma spero di si.
Chi mi sta vicino, sa che a volte un pensiero è tutto quel che posso dare. Scopre che non ho sempre parole e che purtroppo non sono neanche così bravo a trovarne al momento giusto. Certe cose che sarebbero state “più giuste” da dire, arrivano dopo, quando ci ripenso, quando ho già dato play al corso degli eventi. Quando è passato il momento e non si può tornare indietro, o quando qualcuno è già andato e non lo puoi richiamare.
Per questo non sempre mi piaccio. Perché avrei bisogno di tempo, ma chi sono io per poter mettere il mondo in pausa ad aspettarmi con la frase giusta? Nessuno. Il mondo prende quel che faccio e dico in quel preciso istante, e secondo lui è tutto quanto potevo dare. Quel che conta non sono le intenzioni. Troppe volte l’ho capito sulla mia pelle. Io “ho fatto”, tutto qui; non contano niente “io pensavo” o “io credevo”. O contano solo per pochi. Se non sai reagire subito, per sorpresa, emozione, imbarazzo o delusione, allora certe parole non serve a niente dirle dopo.
Magari le dico qui, ed è la volta che torno. Qui dove tutto è più facile e poi la voce non trema.
Magari le lascio fra le pagine di un libro, o in un sms. Posso farlo. E qualche volta lo faccio, ma è sempre dopo.
La più grossa fregatura di questo mondo è la timidezza; quante occasioni perse, quante frasi non dette. Quanti attimi sprecati. Ma poi cresci. Resti sempre lo stesso ma ti siedi, riprendi fiato, e scopri che la manopola del volume di certi rumori che hai dentro, di certe voci che hanno sempre dato fastidio proprio perché non uscivano, adesso gira anche verso sinistra. Verso lo zero. Allora non le senti più gridare. Sai che ci sono ma non ti assordano e ci convivi. Ti accetti. E allora cominci a fare il tifo per te stesso.
Sai che non è facile restare se stessi sempre e comunque, ma che soprattutto non è facile esserlo con tutti. Ma in fondo che c’è di male… Penso che sia bello anche scegliere di “non esserlo”, proprio per rispetto di noi stessi. Perché un “tu” qualunque non merita la nostra parte migliore. Perché in ognuno di noi c’è qualcosa di bellissimo che solo in pochi riescono davvero a vedere, a capire e ad apprezzare, trasformando persino un nostro limite in un pregio.
Noi vogliamo che queste persone ci vedano davvero per come siamo, e allora siamo più vicini e più veri con loro di come talvolta non lo siamo neanche con noi stessi.
Allora forse è proprio questo il punto; essere noi stessi, con umiltà, è il nostro dono esclusivo per le persone che davvero ci vogliono bene. Non ci concediamo a tutti indistintamente. Penso che non sarebbe giusto. Per questo a volte torno. Perché “fuori” spesso ci vengono imposti più limiti. E perché certi giorni tornare qui è come avere una borsa d’acqua calda da stringere al petto, nel letto quando senti più freddo e sembra che qualcuno ti sia accanto. Non importa se poi parla o se resterà in silenzio. Ti basta quel po’ di calore perché sai che è vero, e loro forse non lo sanno. Come qualcuno di voi che non lo sa. Come stelle che non sanno di splendere. E che forse non sanno neanche di essere stelle…

Hai ragione tu, amica mia…
“Portiamo in faccia un’altra delusione
ma niente ci porta via dalle incertezze, dalle carezze
da un giorno di pioggia che ogni dubbio pulisce
dal mondo che è pazzo e che si stupisce
di quelli come noi.”

[Niente ci porta via, Giorgia]

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23 risposte a “per chi di questo blog tiene ancora le chiavi

  1. io mi trovo in molte cose che hai scritto qui, ma come ti ho detto tante volte, so dire solo cose molto semplici e insignificanti… ma spero che in quei punti dove mi son trovata io, mi ci abbia trovata anche tu….

  2. e quel filo di pensieri concatenati che ha dato origine al tuo post l’ho seguito con emozione e trepidazione, vissuto sulla mia pelle.
    sai non credo sia vero che non ci mostriamo a tutti come realmente siamo, credo piuttosto che molti non vogliano vedere, per comodo o per pigrizia chi realmente hanno di fronte o di fianco, e allora noi ci ritiriamo, restiamo quello che siamo ma… ci ritiriamo, lasciamo che gli altri vadano e osserviamo da lontano…
    per questo siamo così immensamente grati a chi ci conosce e riconosce in ogni nostro piccolissimo gesto, parola o sensazione e accogliamo grati e gratificati questo riconoscimento…
    questa borsa dell’acqua calda che ci fa sentire meno soli, meno abbandonati…
    anche leggere le tue parole e riconoscerti e riconoscermi per me è un balsamo…
    un balsamo per me che non so più trovare le parole per raccontarmi, che non ho più voglia di raccontarmi, di mostrare emozioni o sentimenti
    Grazie gAs, grazie per esserci sempre
    grazie per aver dato voce anche al mio sentire
    Claudia
    non è vero che le parole sono sempre in ritardo, certe volte non sono al momento giusto certo ma sono e per questo sono importanti, sempre, perche testimoniano un sentire

  3. ……eccerto che fai il tifo per te stesso….
    perchè altrimenti potrei arrabbiarmi…..ed è meglio non vedermi proprio arrabbiata….
    e poi….poi penso che le intenzioni siano la metà del mondo…la più vera gas….
    sai delle volte le cose non sembrano come sono…..
    i gesti possono far pensare cose che non sono….o che sono diverse…..
    le parole sono interpretate….
    le intenzioni mai….
    esse sono….
    ciò che noi siamo…..
    forse sono sbagliata ma penso che le intenzioni siano la cosa più vera di noi…..
    e non importa se gli altri non capiscono….
    siamo gas….siamo cosa pensiamo….
    siamo cosa vogliamo…..
    siamo cosa amiamo…..
    il resto è per il mondo che non capisce…..
    ma che importa poi?
    se per un attimo si ha l’onore i sfiorare l’anima di un altro essere…..si sa….
    si capisce….ci si lega di un qualcosa che va al di la dello spazio e del tempo….
    e quello conta…per ora e per sempre……
    e se invece vi è un tocco fugace….va bene lo stesso…..
    vuol dire che con quell’anima bastava così :)
    non crearti sensi di colpa o impressioni sbagliate ”su di te”………
    sei come sei ……..e va bene così……………….
    sempre nel cuore…….sempre……….

  4. ….ho dimenticato……
    grazie gas di scrivere ancora qui…..
    perchè le parole SONO……..
    ed io non ne ho più e mi scaldo con le tue…….
    la borsa dell’acqua calda…..funziona da ambo le parti :)

  5. La chiave ce l’ho sempre… e vengo, quando scrivi, a “rubare ” sensazioni belle, pezzi di un amico che fa quello può per rimanere se stesso. Un abbraccio.

  6. Siamo sistemi complicati, caro gAs, ognuno di noi è unico per come è. Alcuni vorrebbero trovare la parola giusta al momento giusto e se non ci riescono se ne fanno un cruccio, altri le trovano e poi si bucano l’anima per averle dette. Poi però c’è qualcosa che non somiglia ad una danza di vocali e consonanti, qualcosa che forma non ne ha, nè spazio e neppure tempo, dentro quel luogo le parole perdono il loro senso e subentra la vera comunicazione fra anime. Perchè quello che pensiamo arriva sempre, trova un modo e arriva. Anche quando è passato il momento perchè il “momento” è per chi non si è mai ascoltato davvero, in quel caso ci si coglie con distrazione e se si perde l’attimo si perde il senso. Sai poi che cosa penso oggi? che le parole giuste le aspettiamo da chi ci è vicino e se ascoltassimo bene invece le avremmo già dovute sentire, in mille cose, in mille gesti, anche in quelli che a primo impatto sembrano stonati. Chi è in difetto non sei tu, in difetto è chi non ha occhi compassionevoli (inteso come con-passione) e a volte quegli occhi diventano ciechi perchè sono in balia del vento, sono occhi miseri che anche loro, solo dopo, si accorgono delle cose. Anche il fatto di tornare qui ogni tanto, di lasciare un segno ha in se l’umiltà di chi non ha mai smesso di sperare che qualcosa, qualcuno, uno, ci possa sentire davvero. Accade di non vedere quando si ha più freddo, il freddo congela lo sguardo; è di estate che si ha bisogno e l’estate per alcuni è la riva di un sogno. Niente ci porta via, già…forte sono spiovuti mille pensieri come pioggia che pulisce, il cielo appare terso e non sono neppure in pensiero per le stelle che durante il temporale non vedevo perchè so dove si sono andate a rifugiare: nel tuo sguardo di sempre, quello che forse un po’ conosco. Lì, sono al sicuro.

  7. un mare di sentimenti condivisi…..dire qualcosa è superfluo, è così……almeno per me…..almeno tu sai dirlo! Un forte abbraccio. :)

  8. ……….. E chi te lo dice ,caro Gas , che le parole giuste ti vengano in mente a posteriori ,in un momento che ( secondo te ) non è piu’ quello adatto ? Magari per la persona a cui erano dirette sono state invece importanti quelle istintive dell’attimo in cui le hai pronunciate ……… ciascuno ha un sentire diverso da ogni altro ,quindi , amico mio ,agisci con naturalezza come hai sempre fatto ,che chi vuole recepire sa come fare ,sa come leggerti e accogliere la tua presenza .
    Un grosso abbraccio
    teresa

  9. e sono passata da qui
    non per caso
    intenzionalmente, per leggerti. Per “togliere la polvere”, come scrivi tu o…per cambiare l’acqua ai fiori…che di fiori qui ce ne sono tanti e la polvere…quella è meglio non nominarla perchè ci circonda ovunque, anche ora mentre scrivo e so già che sul comodino passerò lo straccio domani (forse…) :-)
    Le parole, le parole giuste al momento giusto, le parole adatte a me, a te, a lei, a loro, le parole e il tempo, le parole comprese, le parole che arrivano, le parole….
    Facile? assolutamente no e per nessuno.
    facciamo ciò che possiamo in queste nostre case virtuali ma quel poco che riusciamo, lo facciamo col cuore e con la spontaneità dell’attimo e la sincerità del nostro sè, nella speranza che queste parole diventino una piccola ed infinitesima presenza di un’esistenza grande come un firmamento.

    E’ sempre bello leggerti, caro Gas. Spero a presto, ciao.

  10. …e trovo ili…dolcissima…
    quanto bene….mi commuovo spesso avanti alla dolcezza così gratuita…
    Buongiorno con la speranza che sia un giorno buono.

    Ciao belle manine…torna presto…
    vento

  11. Gas, ti fa onore scrivere il Tuo sentire, e riporre fiducia e affetto verso uno “spazio “virtuale. Al contrario di me (che onestamente passo da Te molto di rado) non provo il Tuo trasporto , forse perché ho capito a mie spese che siamo tutti bravi a scrivere una parolina bella e dolce, ma che in fondo in fondo restano solo parole sparse nella Rete
    La vita vera è fuori (anche se ci sono delle eccezioni)
    Comunque,grazie

    Salutoni
    Sentimental

  12. io sono quella che ha sempre poche parole…
    però qualcosa vorrei dirtelo..
    torna a mostrarci attraverso le tue parole
    frammenti di vita guardata coi tuoi occhi buoni…

    namastè gAs

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