linea 3 nero

Gli spazi vuoti creano confusione. Disorientano. E di spazi vuoti ce ne sono, adesso.
Ma come posso volere un Natale vuoto, nonostante tutto? Non voglio un Natale senza luci. Solo che quest’anno avrò bisogno di uno che sia appena più silenzioso. Non troppo, per non correre il rischio che anche il silenzio possa farmi un po’ male. Basta che… shhhh…!! Basta che questo Natale se ne resti nel suo angolino, con le luci sull’albero e basta. Non voglio che mi chiami, che mi dica in confidenza: “ehi, ti ricordi di quell’anno che…?”  Ti dico di no. Non ci voglio pensare.
Fuori piove, in strada l’acqua corre via, scivola e si porta dietro la luce riflessa dei lampioni. E lì, se osservi, ci sono scritte tante cose. L’acqua non le porta via; gli lava solo la polvere per fartele capire.
Così mi siedo di notte, nella terrazza di casa. Giacca pesante, mani nelle tasche. Le luci da lontano, verso il mare. Non importa se ora è buio, se piove e non lo vedo. So che là c’è il mare.
C’è una strada di fronte a casa mia, quella con un cartello che dice di non entrare. Si entra solo se fai il giro intorno alle case, dall’altro lato. Ma dovrei avere un motivo, per farlo. Secondo me non c’è niente che valga la pena di vedere, e allora non la faccio mai. Vedo solo quel cartello e le macchine uscire di lì. Come adesso, che due fari mi illuminano per un momento e poi vanno per la sua strada. Vedo solo la pioggia che cade in quel fascio di luce e poi sparisce giù. Si scioglie soddisfatta di quel piccolo momento di protagonismo.
La pioggia si sente sempre un po’ importante quando c’è un filo di luce per farsi guardare…
Per questo a volte di notte fa rumore, si arrabbia, batte forte sui vetri. Perché non c’è nessuno che possa vederla.

Tolgo le mani di tasca, cerco il mio cellulare, inserisco le cuffiette. Trovo anche la mia rete di casa.
Ascolto una delle radio che preferisco, che trasmette da chissà quale parte del mondo. Ha un bel suono. Nessuna interruzione, nessuna voce. Nessuna pubblicità a distrarmi. Una radio così non è nata per il rumore, non puoi sentirla in auto mentre sei nel traffico. Perché con il rumore scompare. Scompare persino con la luce. Infatti quando l’ho scoperta, in estate, chiudevo sempre gli occhi; e allora anche in spiaggia lei era sempre perfetta; era mia. A volte mi stupisco della semplicità.
Ci impiego sempre un po’ prima di accorgermi che una nuova canzone si sta confondendo ai miei pensieri. Vuol dire che in quel momento siamo insieme. Che viaggiamo sugli stessi binari o che calpestiamo gli stessi fili d’erba. Allora guardo il titolo, ogni volta, per non perderla più. E’ come chiedere a qualcuno il suo nome. Qualcuno che ti piace. Poi basta un clic, basta dirsi ciao per ritrovare la stessa complicità e gli stessi pensieri.  Anche al buio di questa terrazza.
E magari i titoli più belli di stasera potrei scriverli qui… Così se qualcuno vorrà ascoltarli con me, potrà farlo. Se c’è silenzio, se c’è un momento. Se c’è voglia di incontrarsi.
In fondo che ci vuole a credere di essere insieme?

playing now…
ATB ~ In Love With You
Ambysphere ~ End of Sunrise

Credere. Anche in questo Natale. Manca una letterina sul blog, quest’anno. Sarà che per la prima volta da quando sono nato, tu non ci sei.
Profumo di ricordi. Di quelli improvvisi, di quelli che non sapevo neanche di avere perché è la prima volta che tornano. E se è la prima volta che tornano, allora è anche la prima volta che posso chiamarli ricordi. Per questo stento a riconoscerli, a capire subito quanto invece siano miei da sempre. E non lo so com’è possibile ritrovarli così, ora. Li prendo come un regalo di Natale. Gli troverò un posto al sole, anche se adesso piove…
Ci sono cose che so di aver perso per sempre. Ognuno di noi lo sa. Ci si abitua… Come gli oggetti a cui tenevi, quelli che son rimasti indietro, che si son rotti. Quelli che da un giorno all’altro non hai trovato più. Quelli. Ho sempre saputo di averli persi per sempre; i ricordi invece no. Quelli non li perdi mai. Erano nel solito vecchio baule in cui frughi sempre, e non li avevi mai visti. Si erano incollati alle pareti, oppure stavano sul fondo, chissà…
Sicuramente non stavano al centro dei pensieri, perché li avrei visti. Mi sarei accorto di loro. E ci ho guardato tante volte lì. L’ho fatto ogni giorno che ho voluto riaprire quel baule o che lui si è riaperto da solo.
Io non dico di non saper sorridere al Natale. So farlo ancora. Sono solo più consapevole che con il passare del tempo, riuscirci costi sempre un po’ di fatica e qualche sacrificio in più.
Ma anche questa volta basterà un po’ sorridere, senza ascoltare troppo la testa. Soprattutto adesso che la logica mi direbbe che non ho niente da festeggiare. E che spesso, a lasciarla fare, mi farebbe sorridere di meno anche agli altri. Terrebbe più cose per sé.
Ma se a volte so far bello ciò che guardo e tocco, in fondo, è proprio quando di logica non ce n’è alcuna.
E’ quando c’è soltanto il cuore. E tutto il resto aspetta.
La vita… e mi fa ridere questo pensiero… dovrebbe essere un po’ come mangiarsi una Girella: andrebbe srotolata pian piano, sfiorandola appena con i denti, perché è un peccato prenderla subito a morsi. Ha tutto un altro sapore se la tieni così, tra le dita, senza stringerla, senza strapparla via. Restando attenti a non sporcarsi troppo, a seguirne la via, senza fretta, senza scorciatoie. Senza prendere niente per dovuto o dare nulla per scontato. Per lasciare ancora intatto un po’ di cioccolato, di sapore dolce di vita.
Finché poi arriva sulle labbra e quasi si scioglie. E allora la vita è tutta per te.
Gira la vita fra le dita e mordila piano; vedrai che il lato buono arriva. Questo penso. Nel modo più assurdo che ho di pensare le cose: con una Girella in mano.

E’ mattino presto. Fuori non piove più. Scendo le scale di casa quasi al buio, e appena esco la fotocellula si accorge di me. Illumina di un giallo-arancio i miei primi passi sulla strada. Io ne farei a meno, perché a quell’ora quella luce quasi abbaglia, ed io non vorrei svegliarmi ancora. Però mi piace trovarla quando rientro la sera, che sembra quasi riconoscermi. Che si accende apposta per me, e allora sento già calore di casa.
E’ ancora buio mentre guido. Ai lati della Statale si vedono solo poche luci, da lontano. Paesini che si svegliano. Piccoli presepi incastonati per sempre fra le colline. E’ bello vederli così, mentre ancora il mondo dorme.
Le luci dei fari, di fronte, non hanno mai fatto vedere niente di così bello. Niente più che asfalto. Però vedo lo stesso molte cose, viaggiando. Anche quando faccio la stessa strada ogni giorno. Perché sicuramente non dico niente di nuovo, ma non conta la strada, conta solo come la guardi. Contano solo i tuoi occhi.
Mi accorgo che ultimamente osservo più gli occhi della gente che le parole, da quando ho imparato che le parole non tutti riescono a trovarle, o a dire quelle che vorrebbero. Ed io mi sento tra questi, tra chi allora parla più con lo sguardo, ogni volta che può. Perché è più sicuro. Perché le parole, quando sono sugli occhi, non hai bisogno di cercarle dentro. Non corri mai il rischio di dire quelle sbagliate. Perché uno sguardo si fa capire in un istante. Che sia sorridente, triste, deluso, felice o imbarazzato. O ancora dolce, sorpreso, complice. Uno sguardo è una cosa semplice, proprio come semplice dovrebbe essere tutto quanto. Anche quando non lo è da tanto tempo o forse semplice non lo è stato mai.

Ma agli sguardi della gente, ci hai mai fatto caso tu?
Proprio quello che non dice, che non dice ma che sente.
E poi fa finta di niente…

Dietro ai vetri appannati del mattino, gente sugli autobus che sbadiglia. Linea 3 Nero, scritto grande sul vetro. Nero come questo cielo. Le luci dentro l’autobus accese, qua e la le sagome dei sedili vuoti. E alle fermate, gente. Gente come te. Ma tu non farti chiamare “gente”. Resta sempre te stesso. Non farti fregare da quella nuvola nera di smog che l’autobus lascia sempre dietro di sé. Che ti incupisce la strada e che qualche volta ti farà pensare “chi se ne frega se il cielo è blu sopra le nuvole. Noi viviamo sotto!” E che sulle nuvole, semmai, qualche volta ci siamo solo con la testa. E non è la stessa cosa e non è lo stesso blu. Non pensarci. Non pensarci lo stesso.
Perché se raschi il foglio grigio del cielo, con un unghia od una monetina, credimi: dietro c’è il sole…

Con un abbraccio. Buon Natale…

[ATB ~ The Autumn Leaves]

L’anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci, soprattutto perché provi un senso di benessere quando gli sei vicino. [Storie di ordinaria follia ~ Charles Bukowski]

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12 risposte a “linea 3 nero

  1. …..a volte le parole mancano perchè sanno di essere inutili……Buon Natale anche a te Gas, davvero di cuore, un abbraccio.

  2. il like è soprattutto per averci resi partecipi di come ti senti in questo momento (anche se già si sentiva…) poi… altre parole verranno… col passare dei giorni…
    quello che mi è venuto spontaneo da dire leggendo stamattina, te l’ho detto nella mail…

  3. ciao gas!! Sono talmente affollati i miei ricordi, che festeggio il Natale sempre più in solitudine anche se sono in compagnia pensando; che anch’io sarò tra i ricordi di un Natale un abbraccio Gas Buon Natale

  4. eccomi gAs, ti ho aspettato a lungo e questa mattina quando ho visto nella posta l’avviso che avevi scritto ti ho divorato con ingordigia, letto tutto di un fiato ma…
    scrivi raramente ma quando scrivi… scrivi! E’ sempre stato così e allora
    allora mi sono riservata il tempo di rileggerti piano piano, parola per parola… di assaporarti come una girella…
    di ascoltare le tue parole perchè non posso leggere il tuo sguardo…
    ma dalle parole so che ci sei, so che sei il mio gAs, ammaccato, ferito e dolorante ma sei tu…
    il mago delle visioni alternative… del saper vedere oltre, da un altro punto di vista…
    all’inizio mi è venita in mente la poesia di Ungaretti Natale:
    Non ho voglia
    di tuffarmi
    in un gomitolo
    di strade

    Ho tanta
    stanchezza
    sulle spalle

    Lasciatemi così
    come una
    cosa
    posata
    in un
    angolo
    e dimenticata

    Qui
    non si sente
    altro
    che il caldo buono

    Sto
    con le quattro
    capriole
    di fumo
    del focolare

    e ti ho visto in questo tuo Natale colmo di ricordi che non sapevi di avere perchè fanno parte di te da sempre, sono te, te con il tuo vissuto… con le tue gioie e i tuoi dolori, con quegli occhi che sanno sorridere ad una goccia di pioggia inorgoglita della breve vita donatale da un faro nella notte…
    mi sono lasciata cullare dalle melodie che hai scelto per me (lo so non sono solo per me ma in questo momento sono mie, sono il tuo regalo per me!) dolcissime come sei tu…
    dolce, splendido uomo ti abbraccio stretto stretto…
    il tuo natale trascorra sereno, illuminato dai sorrisi… chi non c’è più sorriderà vedendoti sorridere
    ti abbraccio
    Claudia

  5. anche a me, come a Lucetta, questa mattina, leggendo, il pensiero è andato subito verso il tuo bimbo…
    pensa a tuo figlio questo Natale… pensa che tra 50 – 60 anni anche lui avrà bisogno di cercare gli stessi ricordi nel suo, di baule… cerca di fare in modo che possa trovarci tante cose in quel baule…
    devi fare di tutto per fargli vivere un momento fantastico, come meritano tutti i bimbi…. dai gAs…

  6. E’ la prima volta che vengo qui e mi resta difficile scriverti qualcosa, tutto sembra inadatto; ti pensavo sul terrazzo con lo sguardo diviso fra un mare lontano, che non vedi ma sai che c’è e quella pioggia battente, così manifesta negli occhi da apparirti arrabbiata…scende e s’infrange; chissà quanto faccia male anche a lei, magari non è poi così soddisfatta, magari quella luce dei fari le da pure fastidio, magari è come la tua musica alla radio che alla luce non si riesce a riconoscere; anche lei, la pioggia, avrà un suo tempo per essere ascoltata e compresa, per sentirla tua, perchè è parte di un disegno apparentemente inspiegabile e doloroso, un po’ come le lacrime sottili e impercettibili nascoste dietro ai tuoi nuovi ricordi, quelli che c’erano sempre stati e che ora hanno preso il suo valore, la sua immensa importanza dentro il tuo cuore. Semplici cose indelebili che si vanno ad aggiungere ai tuoi monili preziosi, nel tuo baule di cose assaggiate piano, valorizzate, osservate in tondo, centellinate e lucidate come le monetine di una collezione importante. Una collezione che poi da il senso alla vita. Una spirale di cose, sorrido…una girella…dove nel centro sei certo che il dolce lo trovi, forse perchè quel centro è il tuo cuore, perchè se non fosse dolce di sentimenti puliti quella merendina la prenderesti a morsi, “che importa se poi…”, “intanto è uguale”. No, hai ragione…non è uguale! E’ la differenza! E’ quella differenza che fa gli occhi belli…speciali! Quella che si capisce in uno sguardo e non ha bisogno di parole in più, perchè sono superflue. Certi sguardi, come dici tu, si fanno ricordare e ti raccontano, dentro ci leggi tutto. Il cielo è blu per certi occhi anche se in apparenza è grigio, forse non serve nè una monetina, nè l’unghia ma solo un’anima dello stesso colore del cielo e del sole, allora basta che quel foglio grigio venga sfiorato da un battito di ciglia ed è subito arcobaleno.
    Il tuo sarà un Natale un po’ meno illuminato, lascerai solo all’albero giocare con le intermittenze, ma io sono sicura che troverai la Luce giusta anche quest’anno, perchè, tu lo sai, quella Luce è tua, come tua è la lirica di certe parole, tua è certa musica interiore, la poesia di certi passaggi scritti…ma non qui, scritti sulla carta della vita con la tua penna privata: la punta del cuore. Buon Natale gAs, per te il senso di esso non è un segreto… se ci sarà un sorriso, e ci sarà, sarà vero e pieno della sua magia faticosamente conservata, tramandata e ricordata. E stavolta te lo dico che ti voglio bene e non perchè è Natale, ma perchè un amico come te è un regalo prezioso e ogni tanto certe cose vanno dette. Un abbraccio.

  7. arrivo qui ..ogni volta povera di parole proprio come ora…e vorrei dirti solo…” ciao ”
    perchè infondo,lo hai scritto tu, che ci vuole per sentirsi insieme,no?
    e poi forse non lo sai ma tra le tue parole…tra le tue emozioni…tra quei pezzi di te…che ci lasci percorrere …io mi ci ritrovo così tanto ogni volta ma stavolta di più… il mio natale da tanto non ha luci abbaglianti (e te lo dico proprio oggi..che rivivo lo stesso giorno di tanti anni fa ) ma piccoli bagliori tenui che nonostante tutto lascerò entrare negli occhi per fotografare ancora e ancora…
    e si…ogni volta costa un piccolo sforzo in più…ma ogni volta scopri che hai sempre un motivo per cui vale la pena quello sforzo…e tu hai quel calore di casa così importante e prezioso… e hai l’affetto,il sostegno,il calore anche di chi ti vuol bene da qui…e non importa se qualche volta il sorriso è un pò ammaccato…
    restano gli occhi buoni con cui sempre sfiori l’anima,restano le mani aperte …che stavolta,permettimelo…per un momento ti stringo…ad occhi lucidi..
    ” ciao gAs ”

    e Buon Natale ..

  8. Come sempre nei tuoi post ci ritroviamo in tanti…un Natale meno luminoso, poco sfavillante, carico di ricordi, di pensieri, di preoccupazioni. Ma è Natale e fino a che anche noi non diverremo ricordi per i nostri cari, impegniamoci per costruire il ricordo, nella tenerezza infinita di altri ricordi che ci apparterranno sempre.
    Auguri, Gas. Cerchiamo di spegnere il meno possibile e facciamo in modo che quella luce che possediamo dentro continui ad illuminare e non venga sopraffatta dal buio.
    Buon Natale.

  9. Capisco ogni singola parola caro gAs. So come ti senti e cosa provi. Perchè è ciò che provo anche io. Ma tu hai qualcosa, o meglio, qualcuno per cui rendere bello anche questo Natale, nonostante tutto. Vivilo con il tuo bimbo, per lui. Rinasci. Custodisci con tenerezza i tuoi ricordi preziosissimi e fa che il buio sfumi un pò nella luce. Nella luce dei suoi luminosissimi occhi.
    Ti abbraccio con immenso affetto e ti faccio tanti auguri.
    Cora

  10. …e dicci… non ti si è stretto il cuore, quando al tuo cucciolo aprendo qualche pacco gli hanno brillato gli occhi?
    io dico di sì… e anche questo è Natale…
    un abbraccio grande a te e a tutto quello che fa parte di te…

  11. Non ho parole. Non ce ne sono di abbastanza belle. Grazie però, per questa meraviglia, nata un dolore, ma che dice tanto di te. Se il genere umano fosse tutto o in parte capace di tanta bellezza, qui dove siamo, sarebbe un posto assai migliore. Ci credo Davvero.

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