Quello che non posso fare

(960 parole, pensieri e introspezioni che non dicono niente…)

E’ sabato. Di sole neanche a parlarne. Ma c’è un bel silenzio fuori, passa poca gente. Poca davvero.
Che se mi affaccio alla finestra poi mi viene da ritirarmi subito perché non c’è niente da vedere.
A volte accorgermi che fuori non c’è niente da vedere mi fa un po’ paura. O comunque è fastidio.
Perché io mi affaccio raramente alle finestre. Con intenzione, intendo.
Allora quando lo faccio, vorrei trovare sempre tutto bello, tutto a posto. Come se mi spettasse.
Non tutti i giorni invece vengono bene. E’ come lo spazio che intercorre tra una foto pubblicata e l’altra. Dove la numerazione è progressiva, come in un calendario fatto di momenti. Ci avete mai fatto caso?
Tra quei numeri ci sono un sacco di spazi vuoti e in quegli spazi ci sono le cose private, gli scatti venuti male, i momenti da cancellare o quelli che si preferisce non far sapere.
I giorni venuti male sono quelli che preferisci dimenticare. O quelli inutili.
E allora scegli di non tenerne conto e di saltare la numerazione. Si può fare.
Ciò nonostante certe volte quei numeri, quei giorni, finiscono qui.
Il web è molto più piccolo del mondo fuori. Si impara in fretta a viverci. Dopo un po’ diventa parte di casa tua. Dove togliersi giacca e scarpe dopo un giorno di lavoro.
Dove gettare un po’ la maschera del quotidiano senza farsi vedere. Più o meno…
A volte invece certe emozioni decidono per te; vogliono uscire ed escono. Però non ti fidi e metti un filtro.
Di nuovo quella maschera…
E’ un po’ come quando vai alla cassa di certi negozi e vedi scritto: “per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno”.
Penso che qui sia un po’ la stessa cosa; penso che a volte sia difficile dare di nuovo fiducia.
E trovo che ci siano dei muri che anche quando pensi di poterli attraversare, si rimaterializzano all’improvviso e tu ci sbatti il naso contro.
Ma se c’è una cosa che ho capito stando qui, è che anche le persone più forti qualche volta hanno bisogno di aiuto. E qualche volta è stato anche bello riuscire a darglielo.
Sarà che qui è più facile. Che scrivere non è come parlare. E qui si può tagliare, copiare, impastare. Cancellare e ricominciare. Come un disegno che hai in testa e che continui a gettar via finché non viene come avresti voluto. E alla fine il disegno è semplice, chiaro, pulito. Come lo volevi.
Come vorresti che fossero sempre le cose nella realtà.
Eppure non può bastarmi stare qui. Perché qui si possono dire tante cose scrivendo, ma dentro, quando resto da solo alla fine di un post, so che saprei dirne tante di più.
Condizionale presente: saprei. Ma non so farlo.
E quando provo a scriverle, mi accorgo che è come tradurre un testo in lingua straniera con l’aiuto di Google; alla fine potrai capirne il senso, ma dovrai sempre interpretarlo da solo.
Non saprai mai quanti colori, quante sfumature saranno scomparse in quella traduzione.
E perderai certi profumi, perché in un pensiero i profumi ci finiscono sempre. Non lo so perché…
Non so come ci entrino, né come ci restino. So solo che se potessi, ogni volta ne impregnerei un fazzoletto per poterli sentire ancora. Quello che non posso fare.
Sono i profumi che hanno certi momenti e che ti cambiano davvero l’aria che respiri.

A volte vorrei imparare a scrivere ad occhi chiusi. A copiare dal vero…
A pensare dentro e scrivere sulla pelle, quando la carta non va bene.
Quello che non posso fare.
E anche scrivere qui, non è la stessa cosa. E’ come voler descrivere a gesti una canzone.
Non si può. Va ascoltata, va sentita suonare.
Non ci sono parole da scambiare con una nota.
E in questo almeno, saggi, poeti e buoni scrittori, talvolta son migliori di noi. Che pur non centrando il cuore delle cose quasi fosse un bersaglio, si avvicinano di più all’essenza.
E la parola è più dolce, e il suono più vicino al vero, e tutto più vicino a noi.
In questa forma di intimità che non è più solo nostra, non ci sentiamo scoperti, né traditi.
E’ intimità che non viene violata, ma resa emozione condivisa, trasformata in parole già dentro noi ma che ora prendono forma.
E ci sorprendiamo di come solo adesso quella forma ci assomigli…
Adoro leggere parole. Non libri; parole. Perché spesso le parole sono come una cornice; se ci piace, dentro ci mettiamo la nostra fotografia. Altrimenti la lasciamo vuota e le parole si perdono…

Di pensiero in pensiero. Tra quello che non posso fare e giorni che non vengono bene…
Certi giorni mi sento comunque pulito così come sono. In altri ho bisogno di sentirmelo dire.
E in altri ancora non mi sento affatto; né giusto, né sbagliato.
E’ come quando ti guardi allo specchio e ti piaci di più, oppure quando ti alzi, ti guardi e pensi: “Dio mio, che faccia…”. E invece è quella di sempre.
Come quando fuori è nuvoloso, ma tu che hai il sole dentro te ne freghi. Esci senza ombrello e ce la fai.
O come quando il sole proprio tu in fronte non ce l’hai, eppure splende in cielo.
Solo che quel cielo non è sempre il tuo. E a volte te lo devi sudare…
Magari la formula è semplice. Magari è proprio come ho scritto un po’ di tempo fa:
Felicità è un po’ quando scopri la differenza tra accontentarsi di quel che abbiamo, e cominciare invece ad apprezzarlo davvero.

Non si sogna mai davvero a metà.
Perché anche dove metà delle cose devi inventarle,
l’altra metà ce le sa sempre mettere il cuore.
…gAs…

Annunci

17 risposte a “Quello che non posso fare

  1. Ragazzo!
    Che post!
    Bravo. Ben fatto. Lavoro notevole. Fluido. Introspettivo. Lievemente dolente,
    che, come si fa a non essere lievemente dolenti, dico io?
    Insomma grazie del bel leggerti. Grazie.

  2. e leggo 960 parole che dicono moltissimo
    che parlano la tua lingua
    il tuo cuore
    il tuo sguardo che va oltre
    oltre quella finestra che non mostra nulla
    oltre quei muri che ci costruiamo
    o che ci costruiscono
    dentro
    profondamente dentro di te
    a buttare fuori un malessere
    un non sentirti in questo momento come vorresti
    come sai di essere
    sono momenti così
    alle volte non sono momenti
    sono periodi che appaiono interminabili
    e ci attacchiamo a qualsiasi cosa per uscirne
    e ci accorgiamo che invece ci restano attaccati addosso
    neanche ce li avessero incollati con l’attack

    cercare il sole
    quel sole che non viene da fuori
    che dovrebbe (condizionale presente)
    essere dentro di noi
    e che invece non c’è…

    non smettere di cercare
    tornerà il sole
    tornerà il sorriso
    torneranno le giornate lievi e sorridenti
    torneranno
    devono tornare perchè tu sei così e te le meriti…

    ti abbraccio gAs
    Claudia

  3. ciao gas…..
    qui da me c’è il sole stamattina…..
    un pallido sole perchè c’è anche un po di nebbia….
    e quindi posso scegliere se vederlo…oppure pensare che non c’è….
    oggi voglio vederlo,….mi necessita sapere che oltre questa foschia c’è uno splendido sole che splende….anche per me….anche per te…..
    si…oggi vedo il sole…..
    e così queste parole ‘inutili’ si sommano con le tue parole ‘inutili’ e fanno un corridoio fatto di cosa siamo….cosa sentiamo….cosa vogliamo essere….
    ecco…forse è quello che poi conta….
    cosa vogliamo essere
    e tu sei sempre un pezzetto di cuore….ed anche questo lo sommo con il mio e chissà…..forse un giorno sulla terra vi sarà un grande cuore….
    ora sorrido perchè ho cominciato qui con le tue parole un altro sogno….
    e come dici tu
    ”Non si sogna mai davvero a metà.
    Perché anche dove metà delle cose devi inventarle,
    l’altra metà ce le sa sempre mettere il cuore.”

    ti abbraccio amico mio

  4. hai ragione Gas quanti disegni butto via perchè non sono come vorrei che fossero ma poi scopro che il mio disegnare non è mai inutile serve per potermi parlare e ridarmi quella carica che avrei smarrito se non avessi disegnato. Ti ho svelato la mia forza in questi giorni ne ho usata tanta e le mie energie si sono un po esaurite devo trovare il tempo per poter sognare solo così mi rigenero e tu mi incoraggi a trovarlo un saluto caro amico a presto

  5. “E’ come voler descrivere a gesti una canzone.
    Non si può. Va ascoltata, va sentita suonare.
    Non ci sono parole da scambiare con una nota”
    …e allora… ascoltami:
    [audio src="http://www.fileden.com/files/2012/3/6/3274766/Angel......mp3" /]

  6. E’ sempre un pò un WOW.
    WOW quando ti leggo. E’ cosi personale quello che scrivi, e allo stesso tempo cosi condivisibile.
    E comunque grazie Gas, le cose che scrivi, in un modo o nell’altro, fanno sempre un pò bene al cuore.

  7. I giorni grigi e quelli solari, il paesaggio da fotografare e quello da ignorare, i contatti fidati e quelli sfuggenti, quelli cari e quelli di cui si può fare a meno per mesi e mesi, i muri e le porte, le parole scritte e quelle non dette, la forza e la paura,i malesseri e la serenità, lo specchio che sorride o che inorridisce…
    Siamo tutti così, in altalena, ma siamo.
    Sogni, cuore, determinazione ci definiranno di volta in volta.
    Apri la finestra, affacciati, il verde è a venire.
    Ciao

  8. ..m’è venuta un’ esclamazione…ma non posso scriverla…troppo schietta!
    Sei di un profumo che non ha eguali.
    ..care care e care belle manine…
    ci sono pochissimo ma leggerti è da sballo. Per me.
    un abbraccio
    vento

  9. abbraccio ogni tuo pensiero..perchè è così anche per me …che vivo ” Di pensiero in pensiero.Tra quello che non posso fare e giorni che non vengono bene…”

    dolce notte

  10. …………. e va a finire che ci si riconosce sempre un pò in quello che scrivi , perchè quando guardiamo fuori dalla finestra vorremmo trovare il sole , in modo da sentire un pò meno il peso delle ombre che a volte avvolgono il nostro cuore …………
    ti auguro belle giornate Gas , ti auguro di trovare ,ogni volta che ti affacci ,un viso sorridente a ricambiare il tuo sguardo ……..
    ciao

  11. Delle volte scrivere è unguento per la mente… e altre invece… il solo leggerTI è salvifico per il cuore.
    Mi manca il poter dire ciò che vorrei… ma ho la lingua intrecciata dal passato che non accenna a svanire. Mi mancava venir qui a leggerti. **

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...