mentre la primavera tarda ad arrivare

Sembra ieri. Ricordi che si affacciano. Di te che piangevi per mio padre, mentre la primavera tarda ad arrivare.
Sono ricordi silenziosi, come in quei vecchi filmati senza il sonoro, uno di quelli con cui siamo cresciuti, di quelli che sapevano di giochi, di picnic all’aperto e di tavolini pieghevoli che alla sera non rientravano mai al loro posto. E chissà perché se c’era una possibilità di sbagliarne la posizione negli incastri, noi la coglievamo sempre.
Era passato un anno appena. Che vuoi che sia adesso pensare ad una manciata di giorni in più o in meno. Che differenza fa?
Sai a cosa penso adesso? All’estate che verrà e non ti troverà più sulla spiaggia dove sei cresciuto.
Ci penso come se l’estate potesse cercarti e invece forse dovrò dirglielo io, che non ti incontrerò più neanche per caso, passeggiando sulla riva.
Dovrò spiegare a quel mare che ci sarò soltanto io a pensarti ancora lì e a dedicarti un posto…
So quanto il mare fosse parte di te. Ti ho sempre invidiato per questo.
Perché tu quel mare lo conoscevi bene. Tanto che a volte, tu e lui per me eravate la stessa cosa.
Ed eri lì sempre prima degli altri, precursore della bella stagione. Come in avanscoperta.
Poi quando il mare si affollava e si faceva lentamente rumore, risalivi su quella amata bicicletta da corsa, portandoti via il mattino appena nato. Cosa poteva mai saperne chi arrivava dopo di te, di come era stato il mare fino a un attimo prima? Nessuno poteva saperlo. Nessuno doveva accorgersi di quell’oro bagnato di sale che portavi via con te ogni giorno; solo così ti saresti sentito davvero libero…
Poi qualche volta tornavi, giusto pochi istanti prima che facesse sera.
Un ultimo bagno a salutare il sole, un tuffo che sapeva di amore e di riconoscenza.
E poi son di nuovo bambino. In camera tua fra i trofei vinti nelle gare… Fra i ricordi di un viaggio in treno per Roma. Ricordi di te che appena fermi a una stazione, mi prendi per mano e veloce mi porti giù dal treno, in una decisione improvvisa per comprarmi un giocattolo dall’edicola lungo quei binari e poi risalire in fretta. Appena il tempo di rendermene conto, di scegliere quella macchinina rossa e poi di nuovo su, di corsa che il treno riparte.
Ed io nello scomparto, seduto accanto al finestrino, mi compiacevo di come quella macchinina rossa fosse più veloce di tutte quelle auto che vedevo correre lungo la strada, di fianco alla ferrovia.
Quelle che mi sfidavano e non vincevano mai, perché la mia era più veloce. Come un treno
Sorrido per un momento… che se la rivedessi, saprei riconoscerla all’istante, sai?
E magari questa cosa, ora, avrebbe fatto sorridere anche te.
Ma la primavera tarda troppo ad arrivare e abbiam dovuto far senza.
Da un giorno all’altro, senza accorgermi del perché, la mia macchinina rossa non l’ho avuta più.
E da un giorno all’altro, senza accorgermi del perché, ora non ho più neanche te…
Ciao Mario Bros. Senza il “super” , perché tanto super non saremmo mai stati, ma speciali sempre…

La bicicletta insegna cos’è la fatica, cosa significa salire e scendere.
Non solo dalle montagne, ma anche nelle fortune e nei dispiaceri.
Insegna a vivere.
Il ciclismo è un lungo viaggio alla ricerca di se stessi…

Annunci

13 risposte a “mentre la primavera tarda ad arrivare

  1. l’ho visto questa mattina all’alba… ma solo ora trovo il tempo per leggerti con calma… scende una lacrima, ma è una lacrima dolce, come dolci sono i tuoi ricordi in questa primavera che non riesce ad arrivare e tutti noi la attendiamo…
    abbiamo bisogno di vita nuova…
    abbiamo bisogno della dolcezza della vita che rinasce
    non per lasciare alle spalle i ricordi ma per cullarli dolcemente tra una lacrima ed un sorriso
    ti abbraccio persona speciale
    ti abbraccio gAs

  2. Sono una delle cose più belle i ricordi.
    A volte faccio tante foto perchè penso ” e se un giorno non ricorderò tutto?” …sarò matta… ma voglio tenermi stretta certi momenti che più in la negli anni mi mancheranno. E’ una primavera strana, a livello di meteo, e non solo. Ma prima o poi arriva. Un abbraccio gAs

  3. emozioni che attirano emozioni..un contatto e sembra esser diventata tutta una…
    la vivi e la senti tua come se in qualche modo ti appartenesse, per molte similitudini..un pensiero..un brivido…quello che ho provato leggendo
    un grande abbraccio Gas legato ad un filo

  4. Forse l’estate che verrà ti racconterà della voce del “mare” attraverso una conchiglia, forse sarà lei che tutto racchiude a parlarti di Lui e la risacca porterà con se ogni malinconia lasciandoti negli occhi il dolce miele del ricordo, lo stesso che a gocce sospirate ci lasci intravedere nel tuo scritto. E -come un treno- la tua vita inforcherà la sua bicicletta, fra salite e discese, fortune e dispiaceri, correrà via portando tutto con se, senza mai perdere nulla, in un ritorno che porterà alla consapevolezza e al suo senso più profondo.
    Ti sono vicina…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...