con la biro blu

Scrivere a penna aiuta a riflettere. Fa nascere nuove idee, stimola la fantasia.
Lo dicono in tanti, però ormai alla fine tutti quanti scriviamo al pc. Perché con una carta scritta a mano, pare non ti ascolti più nessuno. Tranne nei preziosi quaderni di scuola…
Qualche giorno fa mi trovavo in un bar, uno di quei bar che hanno da anni gli stessi clienti, che potresti quasi numerarli con tanto di tessera fedeltà, per quanto sono costanti.
Non so se avete presente un bar tipico di quei quartieri e di quei luoghi dove non girano mai molti turisti, e allora la gente del posto, in un certo senso ci cresce dentro. C’è chi ci invecchia, e chi invece trova così il modo per sentirsi più giovane. Perché lì il tempo si ripete ogni giorno, e allora se non passa mai, torna tutto da vivere. Cambiano solo le notizie sul giornale, quello che chi arriva ogni mattina, trova aperto sopra al banco frigo dei gelati.
Uno dei due ingressi del bar era stato chiuso, perché troppo esposto al vento che tirava nella strada, mentre restava aperto l’altro, quello dietro l’angolo, più riparato. Una freccia sula porta chiusa, tracciata a mano su un foglio bianco, ritagliato e squadrato alla meglio, invitava appunto ad entrare dal lato opposto.
I clienti, manco a dirlo, erano tutti clienti abituali. Si capiva da come si conoscevano tra di loro e da certe espressioni che solo chi era “del giro”, e quindi in confidenza, avrebbe potuto afferrare e capire al volo.
Quasi nessuno notava quel cartello, e forse più per abitudine che per pigrizia, provava ad entrare lo stesso. Capiva soltanto dopo di dover seguire le indicazioni. Non ci voleva molto.
Ricordo però che uno di loro, entrando dopo aver fatto il giro ed avanzando ora verso il giornale, con un tono quasi di rimprovero borbottava: “Ma un bel cartello fatto al computer, no, eh?”.
L’invito era chiaramente rivolto al gestore, ma mi ha sorpreso che a dirlo fosse stata una persona anziana. Per l’immagine che me lo riportava alle cose di una volta, insomma.
Il proprietario non disse niente. Assorbì in silenzio.
Mi venne d’istinto di voltarmi a cercare quel cartello, dall’interno del bar. In trasparenza dal vetro, si vedeva bene il tratto tremolante di una biro blu, passata più volte sopra fino a formare una freccia di un certo spessore; più sotto, la scritta Entrata, con lettere in stampatello e parte in corsivo, ma nell’insieme comprensibile. E poi in fondo era una sola parola, non è che servisse un interprete…
Avrebbe potuto scriverlo meglio, pensai. Ma poi chi ha detto che quel cartello fosse venuto male solo perché scritto in fretta? Magari il proprietario si era pure impegnato, e allora quel commento sarà stato pure un po’ seccante…
Spesso diamo per scontato che quando si è imparato a fare qualcosa, poi non ci si dimentichi più come farla bene. Almeno per le cose importanti, o quelle presunte tali. Un po’ come per andare in bicicletta, insomma, che magari poi c’è la volta che fatichi di più, ma non te ne vai a zig-zag solo perché sei stato tanto tempo senza andarci. Dovresti andare almeno diritto, insomma.
Con la scrittura invece non è così. Me ne accorgo da solo, che la mia non è più fluida, che ha perso proprio forma, oltre che velocità. Perché a mano io non scrivo più da anni, e magari il polso fa male presto. Ma più di tutto fa male rendersi conto di non saperlo più fare. Di non saper più scrivere a mano.
Si, lasciamo perdere gli appunti veloci per un idea, per segnarsi il titolo di una canzone da cercare o per un pensiero che altrimenti passerebbe via in fretta. Tutte cose che continuo a segnare su un quadernino e non fa questo la differenza.
Ma per il resto, mi sembra di non saper più scrivere una lettera, o un testo la cui scrittura poi sia comprensibile non soltanto a me. Scrivo ma… un po’ di grazia, buon Dio? Che davvero si è persa nel tempo ed io non so più mettercela? Guardo la penna tra le dita e mi chiedo quando sarà stata l’ultima volta che ho scritto qualcosa che sia più lungo di un biglietto di auguri.
O di una lista della spesa…
Ma di questa, però, parlerò più avanti. ;)


(una simpatica immagine dal web, che però mi ricorda questa storia… eh si!)

Nulla dies sine linea.
“Non lasciar passare neanche un giorno senza scrivere una riga”.
(Plinio il Vecchio)

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14 risposte a “con la biro blu

  1. accidenti gAs rendi tutto così fluido!
    hai ragione…io mi porto dietro un lapis..e a volte anche la penna per scrivere o sottolineare qualche riga particolare del libro che leggo…
    però mi capitava di portarmi anche un quadernetto..ci scrivevo dei pensieri quando sapevo che mi sarei seduta su una panchina con nessuno intorno…
    è molto intima la scrittura . Ti obbliga a riflettere.
    I primi tempi che usavo il pc facevo fatica a scrivere perchè perdevo tempo a cercare le lettere …dovevo assemblare i pensieri, rileggerli…
    Ora è l’inverso…con la penna riesco poco a scrivere e, cosa buffa, non capisco più la mia scrittura…boh…
    ..al bar ci passo per far colazione…e il proprietario è una macchietta…da Tiffany…
    se capiti passaci..ci fai due risate quando c’è lui…e non pensi ad altro.

    Ciao belle manine.

  2. caspita! ma in quale giorno di vento sei capitato nel mio bar?
    ahahahahah
    anche a noi è capitato di dover chiudere una porta perché il vento la faceva sbattere continuamente… anche noi facciamo la freccia (ma col pennarello) perché si fa prima… e anche da noi il giornale è sempre steso sul frigo del bar…
    sei stato da me e non t’ho visto!
    mannaggiaaaaa :D

  3. non frequento molto i bar ma ricordo anch’io il giornale steso sul frigo dei gelati…

    non ho mai smesso di scrivere a mano, con la penna biro o anche con la matita (e non uso la gomma, tiro un segno sopra)
    ho una calligrafia che, come ho spiegato ai miei alunni a proposito delle loro, dovrebbe essere definita cacografia (calligrafia deriva dal greco e significa già bella scrittura… cacos in greco antico significa brutto), ed è così da sempre, scrivo di corsa, il mio temperamento disordinato a fatica tenuto sotto controllo nelle altre cose nella grafie esplode alla grande…
    ci ho provato, soprattutto ai tempi del blog a scrivere direttamente al pc, come sto facendo ora e come sempre faccio nei commenti, ma… la mia digitazione non è abbastanza veloce, la mano con la penna lo è molto di più
    e non è solo questione di velocità
    è proprio che, al contrario dei tempi della scuola, il foglio bianco, mi ispira, quando lo prendo in mano in genere so già cosa scrivere, ma scriverlo a mano mi riesce meglio, il pensiero si allarga, si espande… prende una sua forma definitiva…
    poi sbuffo perchè mi annoio a copiare al pc ma tant’è…
    mi riesce decisamente meglio lo scrivere a mano, mi riesce più ispirato…

    sorrido sai gAs, perchè,,,
    lo immagini? ti sento sempre in sintonia con me…

  4. I tempi cambiano e ci evolve…..ci si adegua ai nuovi mezzi di comunicazione, per lavoro e per diletto…..ma non sempre questo è un bene, si perdono anche tante belle cose….. Buon inizio settimana Gas!

  5. oh, una biro blu!! che il colore mi piace lo sai già ;-)
    eppure non è di moda scrivere con l’inchiostro blu…nero, solo nero. Guai a scrivere col blu sul registro! perchè mai non lo so, forse il nero è più elegante??
    Scrivo a mano per lavoro e faccio scrivere a mano. Pare che presto arriveranno i tablet a scuola e allora via quaderni e penne: già so che non mi adeguerò mai. Così come non mi sono adeguata a leggere un libro che non sia di rumorosa, frusciante, morbida e profumata carta.
    Buona nuova settimana, ciao.

  6. sai Gas quello che conta è dire quello che hai dentro sia che lo scrivi sul computer sia lo scrivi a mano. sono le parole ad avere la priorità assoluta quelle non le devi mai perdere, il messaggio deve sempre arrivare chiaro, forte deciso, dolce chi lo vuole ascoltare lo legge in qualsiasi modo e sa apprezzare Ciao Gas buona giornata

  7. Scrivimi una lettera fra tanto tempo.
    Scrivimela a mano, con la tua calligrafia.
    Prova a mandarmi tanti pezzi di cuore.
    Scrivimi come stai, dall’inizio alla fine, sei origine e polvere magica. Oppure non scrivere niente, mandami la busta vuota con dentro la tua anima ed io senza scriverti niente, ovunque sarò ti risponderò e tu saprai sempre riconoscerti nelle mie parole, solo tue.

    Bisotti

  8. Io non conosco la grafia del mio gentile consorte!
    Personalmente fino ad un anno fa circa scrivevo anche regolarmente a mano, da un po’ di mesi mi sono resa conto anche io che la mia grafia non è più nemmeno comprensibile a me stessa! Non può dirsi nemmeno più grafia! Ho perso la capacità acquisita con anni e anni all’università di prendere appunti a velocità della luce… Ma ho acquisito quella di farlo con una tastiera.
    Non è come andare in bici, non è un riflesso automatico, è manualità, e la manualità si perde senza esercizio.
    Con l’esercizio impari anche ad essere ambidestro, ma se poi non ti eserciti più perdi quella capacità. Non hai mai sentito di persone che “un tempo erano ambidestre é ora non più!”
    Fortunatamente io ho ancora modo di scrivere a mano, ma non so più farlo velocemente come in tempo, non arriverò più ad avere il callo dello scrittore, ma le dita sporche di inchiostro quelle si, a lungo ancora!
    Baci

  9. Il pc o qualsiasi strumento del tipo non potrà mai sostituire il fascino di certe cose: il tratto lieve di penna sulla carta che profuma riesce sempre a sgranare i migliori pensieri. Penso che anche io scrivo sempre meno a mano, ma non così poco da farmi sparire il “callo dello studente” ed è un po’ tanto tempo che studentessa non son più :) …penso anche che le cose importanti le ho sempre scritte a penna, magari non le più belle, però quelle che contano…i biglietti d’auguri, le frasi lasciate, certi promemoria…qualche firma…ma ho scritto anche con il kajal, col rossetto, con la farina sul tavolo, con le pietrine rosse sui sassi, coi legnetti sulla sabbia, con le chiavi sulle panchine e sui muri…e si, anche con la biro blu sui miei quaderni che tengo nel cassetto.
    Un bacio.

  10. ieri ho inviato il brano che posti tu… la canzone… e oggi son qui a leggerti.
    io scrivo moltissimo a penna… a matita, su post it o sul blocco appunti, o sull’agendina o sui fogli sparsi…
    e…. rien…. taccio. ..***

  11. io poco tempo fa ho inviato una lettera via pc, ma scritta a mano e scannerizzata… mi pare d’averla scritta in nero perchè volevo che prendesse bene con lo scanner…
    l’ho scritta a mano perché era una cosa importante per me, destinata ad una persona importante per me… la calligrafia è una delle cose che ci contraddistinguono in assoluto, come le impronte digitali, la voce o l’iride degli occhi… e io volevo essere lì mentre gli dicevo quelle cose… nell’unico modo possibile… con la mia scruttura a mano…

  12. Adoro scrivere a mano…. con la biro blu, che scorre veloce e pulita sul foglio. E le mie sbavature della mano che si sposta sul foglio. E la mano che inevitabilmente diventa blu…. Eppure le biro blu sono in via d’estinzione… Sostituite dal quel cursore lampeggiante sullo schermo….
    Un abbraccio!

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