liste della spesa scritte a mano

Ci sono piccole cose di ogni giorno che a volte ci rendono simili, oppure che da sole fanno già la differenza.
Io, per esempio, sono uno di quelli che appena trovato l’euro per il carrello della spesa ed entrato in un supermercato, si ferma in un punto “poco trafficato” e si fruga nelle tasche.
E cerco la mia lista della spesa.
Lo so che quel bigliettino ripiegato non esce subito fuori, non lo troverò mai al primo colpo, però non dispero, perché io sono sicuro di averlo. E questo è il mio segreto.
Ma come in tutte le cose, poi mi guardo intorno e anche lì, tra i clienti, ci sono quelli tecnologici, quelli che stanno sempre un passo avanti, e li vedi intenti a scorrere la loro lista della spesa col touchscreen, direttamente sullo smartphone. Li guardo e penso: …ma io dove vivo ancora?

Eppure per me la lista della spesa scritta su un pezzetto di carta è un’altra cosa. Sarà roba d’altri tempi, ma io ci sono affezionato. La sento come “roba di casa”, anche se poi non lo sarà più nel giro di poche ore.
E un po’ mi spiace a volte avere le idee chiare su tutto quello che mi serve, e quindi alla fine uscire senza.
Fare la spesa quando sai che invece qualcosa dimenticheresti di sicuro, è diverso; tu sei lì con la tua lista fra le dita, con quel senso di sicurezza che se vuoi, saprebbe raccontare anche un po’ della tua vita, e di quei momenti che hai speso dentro casa tua per scriverla. Magari a più riprese, persino con l’inchiostro di un colore diverso perché quella piccola lista si allungava di giorno in giorno, man mano che finivano i prodotti. E poi perché quando serve, la prima penna che ti capita al volo non è mai la stessa con cui avevi cominciato a scrivere.
Quel bigliettino lasciato magari sul tavolo dalla sera prima, che poi metti nella tasca e pensi: “lo tengo qui, così lo ritrovo subito”… Ma poi non funziona mai. Dipende da quante tasche hai e da quale mano teneva le chiavi della macchina. Perché quando metti le due cose nella stessa tasca, uno dei due si smaterializza e riappare in una tasca diversa: “Ma non l’avevo messa qui?”. E’ un mistero della fisica e nessuno ha mai ancora capito perché.
Ad ogni modo, ogni lista della spesa attraversa con noi il corridoio ed esce di casa.
Sei tu, e “lei”. Praticamente non esci più solo…
Io sono uno di quelli. Di quelli che tirano fuori la lista e si pianificano già un percorso tra i reparti, almeno negli intenti. Perché poi per qualche motivo, chissà perché il percorso logico non può mai essere quello reale. Perché la lista non è mai disegnata tipo mappa, penso. Panetteria, affettati, detersivi, tutto ok ma poi però si deve tornare indietro, perché… ah, il burrooo! E fortuna che era in lista…
Ma che dire poi delle liste degli altri? Vi sono mai capitati tra le mani i biglietti della spesa che qualcuno magari ha lasciato sul fondo del carrello del supermercato, e di leggerli? Succede raramente, però quando accade, è bello trovarli proprio perché non sapremo mai di chi erano.
E’ “la gente”, è la casa, è il calore nascosto tra le mura, dietro le finestre, è l’inchiostro della penna che sta esattamente nel secondo cassetto, quello vicino alla porta di cucina. Quella casa che tu non hai visto mai e non sai neanche in quale palazzo o in quale sogno si trovi. E’ la gente che in quel momento non ha un viso, non ha più un corpo, ma soltanto un’anima, una presenza in quello spazio di tempo.
A volte quei bigliettini scritti li ho trovati ed erano piuttosto curiosi. Credo sia stato un peccato non averli conservati, ma forse erano solo un sorriso riservato a quel momento, per tanti piccoli insignificanti dettagli.
Come sfumature da respirare subito, per come sono stati scritti, per la calligrafia, per il tipo di carta usato… un ritaglio della busta di una fattura, un angolo vuoto sul volantino delle offerte della settimana, il retro di uno scontrino o una pagina di quella vecchia agenda che la banca (su richiesta) regalava lo scorso anno.
“Bei tempi” – pensava la signora mentre ne strappava un angolo. “Quest’anno, neanche più l’agenda!”.
E’ un viaggio semplice, fatto di istanti, tra l’odore buono del soffritto di cipolla e il centrotavola da spostare prima di apparecchiare, e che finisce proprio con la lista della spesa, sul mobile.
E’ un viaggio in cerca di fotogrammi, di vecchie polaroid di pensieri scattate solo poche ore prima.
Dove se osservi bene, potresti anche sentire il suono del frigorifero che si chiude ed una voce che dice: mancano anche le uova… 
Poi una mano che scrive: 4 uova.
Inchiostro blu…

* * *

La lista nella foto, al momento è l’unica che ho. Non perché questa sia speciale, anche perché ognuna a suo modo lo sarebbe stata. Ma è la prima volta che ho pensato di tenerne una e di portarla qui.
Non so di chi fosse, ma per chi ancora non ha mai avuto il piacere di assaporarne una, stasera questo è il mio regalo. Sperando che funzioni anche così. ;)

Annunci

28 risposte a “liste della spesa scritte a mano

  1. ho sorriso dall’inizio alla fine…
    la prima parte in cui ti racconti…
    mi sembra di vedere me stessa…
    la ricerca affannosa della lista infilata in tasca (mai nella borsa perchè non la ritroverei che dopo settimane!), le chiavi o la lista che misteriosamente trasmigrano…
    la consultazione e il ritornare indietro perchè anch’io la compilo mano a mano che finiscono i prodotti e quindi non è mai ordinata!
    hai fatto il mio ritratto :)

    nella seconda parte ho ritrovato gAs l’imaginifico (non è un errrore d’Annunzio si definiva così), quello che vede oltre, che sa guardare oltre… oltre l’ovvio di un biglietto sgualcito…

    grazie splendido uomo… oggi avevo bisogno di sorridere!
    Claudia

    • idem :)
      probabilmente facciamo parte di un’altra generazione …..
      quella che sfuma con il tempo…..
      ciao claudia….ciao gas…..vi voglio bene

    • @ claudia
      Grazie a te, per essere come me o piuttosto, per assomigliarmi in questo ritratto! :)

      @ emma
      siamo anche quelli che magari riportiamo la lista in casa, ma ci rendiamo conto di non averci segnato sopra l’ultima cosa che ci era venuta in mente prima di uscire… ma ormai è andata! :)
      emma, te lo dico sempre… mi manchi, mannaggia al tuo silenzio :)

      • …..mi spiace gas….non so che scrivere….
        dovrei fare romanzi e non ne ho più voglia….forse….
        mentre lo dico chissà….forse…..
        è come avessi vissuto tutta la mia vita e fossi in stallo…
        mi guardo attorno e mi rendo conto che non voglio più nulla…
        che non ho più nulla da dire….
        …..o forse troppo……
        un abbraccio gas….dal cuore

      • @ gAs

        anch’io riporto spesso a casa la lista perchè magari non ho trovato qualcosa e allora….
        via con una nuova lista!

        @ciao Emma
        noi ci si vede, poco a dire il vero, ma ci si vede su fb…
        sempre meglio di nulla!

        abbraccio ad entrambi!

  2. È bellissimo! Dammi la tua lista della spesa e ti dico chi sei :)
    Esilarante come sempre. Che bello poterti rileggere amico mio, mi hai fatto ricordare di quando ancora potevo andare a fare la spesa e, come te, mi mettevo in cerca della preziosissima lista che puntualmente spariva. Prima o poi ritornerò a muovermi, chissà, intanto voglio ringraziarti di cuore perché, tra i tanti amici blogger, tu sei l’unico a ricordarsi di me, ad avere sempre un pensiero gentile e questo per me è importantissimo. Anche se non rispondo alle mail perché questo cell non me lo consente, di sicuro le leggo e mi rendono felice… nonostante tutto. Ti abbraccio amico caro con tutto il mio affetto.
    Orsola

  3. il post è bello… e fa sorridere…
    è dolce immaginare te intento a fare la spesa…

    anche io arrivo e prima di avvicinarmi ad un qualsiasi scaffale mi frugo addosso
    anche io la scrivo in tempi diversi, la penna che preferisco per scriverla è la trattopen blu, ma poi aggiungo con quella che mi capita… a volte capita anche che la scrivo e poi vado al supermercato e la lista resta a casa…

    a leggerti sembra che ci guardi mentre facciamo le cose normali di tutti i giorni…

    p.s.1 – la calligrafia del biglietto somiglia a quella di mio padre… ma lui avrebbe scritto
    spugnete
    latte (questa la sa…)
    pane
    suchi
    albicocca (questa forse sì)
    carpacio
    :)))

    p.s. 2 – però una lista della spesa scritta da te ce la potevi anche mettere eh…

      • e comunque è vero… qualche volta la lista resta a casa… per poi accorgersi al ritorno di essersi ricordati da soli delle cose più difficili, e di avere invece dimenticato le cose più banali!! :)

      • esattamente…
        oppure succede che ti porti la lista, ok… ma distratto da novità o cose che non pensavi di trovare lì, ti porti a casa quelle e non quello per cui era stato più necessario andare… a me pure questo capita, svalvolata come sono :D

  4. Mi ricordo che con mio fratello ci facevamo grasse risate leggendo le liste della spesa scritte da mia madre, scritte di fretta, con qualche traslitterazione… Divertimenti di bambini!

    • Hai ragione, condivido in pieno l’esperienza! Soprattutto con certi termini popolari usati per indicare alcuni prodotti… erano nomi che magari neanche si usavano più e che quindi a noi facevano sorridere :)

  5. Sorrido pensando alla mia lista della spesa. Solitamente è redatta in duplice copia; quella che sta in cucina e si sposta dal tavolo all’essere appiccicata con la calamita al frigo è la “brutta”. Questa comincia sempre con un ghirigori di penna per vedere se funziona (perchè a casa mia le penne non funzionano mai!) poi inizio a buttare giù i prodotti che mancano. Su questa lista hanno accesso tutti in casa, passano e scrivono ( anche bestialità poco inerenti alla spesa ihihih). Alla fine il risultato è un pasticcio di lista, con disegnini e messaggi subliminali inclusi. Allora passo alla “bella copia” dove mi divido la spesa “per corridoi” di supermercato. Puntualmente poi non seguo “la traccia geografica” e neppure la lista perchè mi ricordo a memoria cosa manca. Le liste più belle invece son quelle che scrivo a terzi, quando mando a far la spesa, insomma. Lì ci sono anche le didascalie :) della serie:
    Ammorbidente (quello col tappo blu, ma non quello della “…” che puzza!)
    Varichina (quella normale) …perchè di solito mi portano quella profumata e per me “normale” è quella che sa di varichina :)
    ma il top è per la frutta quando fra parentesi scrivo: “tasta se è matura” o “che abbia una bella faccia” e in fondo alla lista immancabile un “spendi poco!!!”, da buona ligure!
    Mi auguro che mai nessuno trovi le mie liste della spesa, rischierei di essere rinchiusa in psichiatria! :)) Il tuo post è formidable!!! Per quel tuo modo “differente” di vedere anche un foglietto scritto a penna, per quella tua voglia di disegnarci la “storia” e di riconoscere persino l’odore delle case di provenienza. Perchè non so se ci hai fatto caso, ma da ogni lista si capisce anche da che tipo di famiglia arriva, io ci farei le scommesse e andrei a verificare…peccato non lo possa fare! A parte che io adoro vedere le persone comperare le cose e sceglierle, c’è chi va sicuro, chi tentenna, chi legge l’etichetta del prodotto e chi il prezzo, chi si consulta con l’amica o col marito. Sarebbe da scriverci dei libri su queste cose. Penso che mi piaccia più andare a far la spesa per guardare la gente che per l’effettiva necessità, bello è anche rubare i piccoli dialoghi che si sentono e poi…ehm…ci hai mai giocato col guanto di plastica dell’ortofrutta? ;)

    • Avevo dimenticato di dire che la prova di scrittura della penna, finiva quasi sempre nello stesso bigliettino, è vero! Un piccolo scarabocchio in un angolino è piuttosto classico :)
      Tu però fai anche la brutta copia, non vale mica, ahah… :D
      Ma ti riprendi bene con quelle coloratissime note aggiungitive… che secondo me farebbero dei tuoi biglietti veri oggetti da collezione! Attenta a non lasciarne in giro, allora ;)

  6. La mia lista di solito parte su un post it giallo classico, gironzola per casa per vari giorni e si riempie di aggiunte, ps, nb etc… ad esempio…
    -arance, mele etc nb: melinda no marlene
    – latte, ps 1 zimil
    – fusilli ps pesto
    – igienica nb no camomilla
    ….

    Quando vado per uscire e finalmente farla sta spesa mi rendo conto di aver scritto troppe robine su un post it e non si capisce molto…alor prendo il primo foglio sparso in giro e aggiungo, ricopio e sistemo la lista. ovviamente porto entrambe con me e spunto ogni cosa che prendo.
    Arrivata al banco salumeria inizio a leggere
    – un etto di crudo
    – due etti di grattuggiato

    e il tipo al banco sornione fissa il biglietto. Mi accorgo solo in quel momento di aver usato un biglietto memo di qualcosa… ad esempio… se devo ricordare qualcosa al marito… “180° ventilato, se arrivi prima delle 13. ti amo, a dopo”. ma anche cose più dirette o sciocche….
    e va là altra figurina… Amen.

    Mai smetterei di scrivere a penna. Grazie Gas ***

  7. Susciti l’emozione di ricordi…giorni lievi come nuvole …lontananze che speravano in un destino vicini e vicino..e la speranza stessa che certe cose,belle nella loro semplicità, non diventi solo memoria..
    Buona notte gAs

    • certi sapori che crediamo perduti, forse nel tempo hanno solo meno occasioni per essere vissute, ma non perdono mai la loro importanza…
      come non cambiano certe abitudini, semplici, rassicuranti, a cui rinunciare vorrebbe dire non essere neanche più noi stessi…

    • e pensa che ci provo pure a restare, ma inevitabilmente poi sparisco lo stesso…
      però poi vedi… trovo anche un motivo per tornare, ogni tanto!

  8. forse ricordi che sono una maestra delle elementari e quest’anno ho portato avanti una prima classe. Sono contrarissima ai compiti per le vacanze; le vacanze sono vacanze, sono un bisogno, un diritto per grandi e piccini. Ma due Compiti estivi obbligatori per alunni e genitori li ho assegnati: 1 un libro di Geronimo Stilton da leggere a piacere e ascolto di almeno due fiabe , raccontate dal papà e dalla mamma e l’altro compito è scrivere per la mamma o per il papà la LISTA DELLA SPESA.
    Abitiamo distanti e di certo non ti capiterà di trovare abbandonata in un carrello una lista della spesa scritta con manina tremolante e qualche incertezza ortografica. Ma se dovesse capitarti significherà che nei tuoi paraggi abita qualche altra maestra che la pensa come me.
    :-)

    • sai quando resti per un momento come sospeso… quando hai appena letto qualcosa che ti ha fatto piacere sentire e non ti aspettavi, e allora resti per un po’ senza parole ma con un sorriso disegnato sul viso?

      …sei semplicemente adorabile :)

  9. Ciao Gas, beh veramente io ci provo con il telefono, a volte aggiungo alla nota le cose quando finiscono. Veramente ho iniziato perché immagino che il cell ce l’ho vicino più spesso del post-it sul magnete della porta del frigo, però anche cosi non funziona perché quando entro al super mi perdo tra i miraggi della grafica e del design ed esco con il carrello pieno ma senza aver controllato la nota … insomma anche se non compero le uova qualcosa troverò di commestibile : ) : ) : )

  10. Hai ragione. E’ meraviglioso il foglietto con la lista della spesa. Ha proprio il sapore di casa, di famiglia di amore. E pensare che ogni volta, faccio anch’io la stessa cosa. Lo infilo in tasca e quando mi serve…come per magia sparisce….sarò una maga? Penso di sì…visto che il pezzo di carta ha l’abilità di ricomparire quando ormai la spesa è fatta…e indietro non si torna neanche se ho dimenticato qualcosa eh eh…

    serena notte un sorriso caro gAs. Gg

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...