dentro un post

Ore 13:40. Poca gente in spiaggia e comunque tutta stretta alla sua zona d’ombra, seduta o distesa.
Poco movimento. C’è giusto qualcuno che saltella per la sabbia che scotta. Ci si pensa sempre dopo. Quando le ciabatte ormai sono lontane, laggiù. E tornare indietro è impossibile, perché hai già i carboni ardenti incollati sotto ai piedi.
Una ragazza, distesa, scrive qualcosa su un blocco notes. Uno di quelli grandi, formato A4.
Si ferma con la penna tra le dita, mette in riga le idee e torna a scrivere frasi tra i quadretti del foglio.
Non ha una posizione comoda per scrivere, sufficiente però credo per prendere appunti e non scordare le cose. Per tracciare insomma quella preziosissima brutta copia dove anche una cancellatura è stata solo un respiro diverso.
Mi piace quando qualcuno si guarda intorno e osserva. Mi piace quando si perde quasi in meditazione e poi subito dopo lo vedo scrivere qualcosa. Succede raramente. Quando c’è bisogno di tempo, di qualche secondo in più per mettere in fila le parole giuste.
La osservo ed è emozionante il momento in cui torna a piegare la testa verso il foglio e ricomincia a scrivere. A modo mio faccio il tifo per lei. Qualunque cosa stia scrivendo, ne uscirà qualcosa di buono.

Mi è piaciuto immaginare che avesse un blog. Che certe immagini che aveva dentro, poi le avrebbe condivise e pubblicate qui, da qualche parte. Un po’ come faccio io adesso parlando di lei, e allora questo sarebbe stato come un post dentro a un post, o comunque così mi piace pensarlo.
Un post finito dentro il mio, anche se non so di che cosa parlava.
E a dire il vero non lo saprò mai, ma è pure meglio: così sarà per sempre bellissimo.

Il suono del cellulare la distoglie, e si alza per rispondere. La suoneria è un po’ anonima, di quelle preimpostate. Squilla ancora per un poco, il tempo di trovare il cellulare nella borsa e di guardare il display.
La sua voce è sottile, confidenziale; risponde ma non si lascia ascoltare da tutti. Come fanno certe persone che invece al telefono se ne fregano di chi sta intorno, anzi sembrano addirittura fieri di quel loro esibizionismo, delle parole scelte per far capire l’argomento, del lavoro che fan capire a tutti di fare o dei mille impegni interessanti che vogliono far sapere a tutti di avere. Dovrebbe essere chiaro il tipo; ma se non lo fosse, ve lo riassumo così: non è lei.
Pochi istanti a parlare, poi sorride e saluta. Perché al telefono si sorride anche se dall’altra parte non ci possono vedere. Funziona lo stesso.
Il tempo di rimettere via il cellulare e poi riprende in mano blocco e penna.
“Che cosa scrivi?”, le chiede il bagnino passandole accanto, mentre senza guardare continua a sistemare le sdraie degli ombrelloni vicini, rimasti vuoti per l’ora di pranzo. Ormai li rimette in ordine anche senza voltarvi più lo sguardo; son già tre mesi che lo fa ogni giorno. Due volte. A metà giornata e poi alla sera, quando tutti se ne vanno e resta solo.
La risposta è cortese, come di chi sorride ad un viso conosciuto da tempo.
-“Una poesia d’amore!”, risponde, e si lascia andare a una piccola risata che subito la toglie d’impiccio. Come a far capire che non era quella la risposta giusta.
Ma poi ci penso. Chissà…
Tanto nessuno controlla.

Libri sul mio asciugamano…

Passeggio lontano dal traffico e dall’indifferenza di tutte quelle sagome che si avviano frettolosamente verso i loro improrogabili impegni.
Tra le rughe dell’asfalto e i singhiozzi del cielo sussiste un universo fatto di dettagli, a volte minuscoli, che sanno trasformare un mondo scialbo e decadente in un ricco caleidoscopio di sfumature tutte da scoprire.

Mi estraneo dalla realtà e, con occhio vigile, osservo le imprevedibili situazioni create dai personaggi che mi circondano.

Jessica Mastroianni e Marcello Affuso, A un passo da te

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16 risposte a “dentro un post

  1. anche secondo me la cosa più probabile è che sia una blogger… ma potrebbe essere anche una che come me ogni tanto confeziona dei letteroni mettendoci dentro tutto quello che le sta passando nel cuore, perché certe cose è più facile dirle scrivendo, che dirle a voce…

  2. e mai citazione fu più appropriata…
    tu sei quello che vede i dettagli, che racconta la storia dei dettagli…
    e quella ragazza che scrive su un blocco notes la sua brutta copia sei tu, sono io? io di sicuro perchè ancora mi servono carta e penna per poter veramente scrivere, come leggere a video è una sofferenza, voglio il libro tra le mani, così scrivere a video direttamente stronca la mia capacità di esprimermi… e la brutta deve ssere scritta su carta recuperata, fogli sparsi, raccattati qui e là… il quaderno bello pulito e ordinato mi blocca…

    il sorriso si sente dalla voce, si sente, si sente anche dalle parole, io il tuo lo sento…

  3. Questo scritto è una matrioska di sorrisi; tutti quanti, uno dentro all’altro. Fra l’altro è un post interattivo perchè dentro all’ipotetico post della ragazza ognuno può mettere le parole che vuole, che sente, che vede…e per questo: sarà per sempre bellissimo.

  4. ehm…ho pasticciato con i gravatar e così sono rimasta in sala d’aspetto! :/ & :D
    il commento te lo ha già lasciato il mio alter ego :D
    io ci aggiungo un abbraccio e un sorriso :))

  5. Mi spiace non poter seguire bene quei blog a cui tengo, ma ogni volta che torno, anche a distanza di mesi, mi sento sempre come se non avessi mai smesso di leggere quelle parole pronte a diventare anche le mie.
    Sinapsi di ricordi. Questa tua foto si collega subito ad Arne Svenson che ho appena scoperto.

    “Mi piace quando qualcuno si guarda intorno e osserva. Mi piace quando si perde quasi in meditazione e poi subito dopo lo vedo scrivere qualcosa.”

    Ciao, un sorriso.
    L.

  6. era da parecchio che non passavo da qui e quando poi lo faccio capisco perchè periodicamente torno ……. hai un modo tutto speciale di cogliere i dettagli di cio’ che vedi intorno a te ……
    ti abbraccio Gas , a presto

  7. Sempre delicati i tuoi post.
    Hai fatto caso che in spiaggia è più facile cogliere dettagli e particolari delle persone? Forse perchè la gente è più esposta o forse perchè, rilassati come siamo, diveniamo noi più predisposti all’osservazione di chi e di cosa ci circonda.
    Pensa che nella casetta al mare ho un notes A4 che uso per scrivere i post che poi pubblico, ma non lo scendo mai in spiaggia. Questa estate, però, non l’ho usato: poca voglia di scrivere.
    Ciao gAs, buon mese di settembre.

  8. Dici che se non lo sai restera’ per sempre bellissimo… Non lo so gas forse nel pensiero, ma tutto il resto? Non siamo solo mente ma tra l’altro spirito,fegato,cuore,carne e sangue!
    Pero mi hai frustrato accidenti… Non si riesce a leggere nulla nella foto! Hihihihi
    Lo sai sono curiosa :) :) :)

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