Dietro la porta di un sogno e di un sorriso: 8 marzo 2014

Come si vede bene quando una donna ha il sole dentro. Basta un gesto, un sorriso… Lo vedi che è diverso, lo vedi che sta bene. E che non serve nemmeno essere bellissime per esser femminili.
A me la femminilità incanta. C’entra poco con la bellezza e poco anche con la sensualità di certi modi, o con il tono di una voce suadente. Credo che la femminilità sia qualcosa che viene da dentro senza neanche saperlo, con la semplicità delle cose mai ostentate. Perché molte donne, ne sono convinto, neanche sanno di avere quella ricchezza dentro, quel naturale incanto, perché allo specchio, da sole, non si vede niente.
E chissà, forse è proprio perché non lo sanno che tutto quanto resta semplice.
È per quel modo di legarsi i capelli, di passarci una mano con disinvoltura, di cercare le chiavi dentro la borsetta, di prendere il resto dalla cassa e metterlo via in un certo modo, di sollevare da terra le borse della spesa e semplicemente attraversare la strada. Per quel modo di ritirare i panni asciutti dal balcone ed affacciarsi un momento a guardare sotto strada, prima di rientrare.
O per quei gesti leggeri nello stendere un asciugamano al sole, su una spiaggia affollata in estate, mentre un uomo lo butta lì accanto, alla meglio.
E’ il gesto semplice che incanta. Quello che “le altre non lo fanno così”.
Perché una donna è molto più di quel che da; devi aggiungerci anche tutto quello che lei non sa neanche di darti…
Penso che quando una donna ti concede se stessa, anima e corpo, sia ritrovarsi in un universo più grande, la prova dell’esistenza di bellezze inesplorate e forse inesplorabili. Perché nessun uomo potrà mai pensare di aver capito tutto di una donna. E forse è bello così: si andrà avanti sbagliando, ma anche imparando insieme. “Accadono cose che sono come domande… passa un minuto, oppure anni e poi la vita risponde” . E stranamente poi, sarà spesso una comunicazione fatta solo di sguardi e silenzi, a darci più di mille risposte.
Le donne. Si dovrebbe restare a guardarle con la stessa meraviglia di un bambino che per la prima volta vede il mare; in quei primi istanti, prima che cominci a correre a piedi nudi, dentro di lui c’è già tutto il senso di immenso che noi grandi invece cerchiamo fuori.
Le donne, come l’universo intero, andrebbero sempre guardate con gli occhi grandi. Quelli della meraviglia.
Quando una donna ti sta dando se stessa e tu non lo capisci o non te ne accorgi, è come portare quel bambino in riva al mare, ma lasciarlo lì con gli occhi bendati, senza stupore. Che cos’è il suono del mare senza poterlo vedere, e senza averlo mai visto prima? E’ come la voce di lei: è qualcosa di cui non potremmo mai comprenderne l’importanza.
Gli uomini sono troppo abituati a vedere le cose solo da un punto di vista “materiale”. Se non puoi toccarlo, allora l’infinito non esiste…
Come sempre, dovremmo correre di meno e sognare di più, o imparare a farlo senza fretta. L’ho sempre pensato questo.
Perché poi il senso di infinito sta proprio lì. E’ appena dietro la porta di un sogno. E di un sorriso così semplice da far tremare gli occhi.

Buon 8 marzo…

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18 risposte a “Dietro la porta di un sogno e di un sorriso: 8 marzo 2014

  1. grazie per le belle parole… ci hai incluse tutte, anche quelle che si sentono mezze donne come me :)) e che ringraziano il cielo un giorno sì e l’altro pure, per aver trovato un amico come te…

  2. “Accadono cose che sono come domande… passa un minuto, oppure anni e poi la vita risponde” Grazie da una donna che spesso si nasconde per paura in “castelli di rabbia”, che non si riconosce nella delicata femminilità che hai descritto, ma che riconosce la bellezza di quello che hai scritto. Sai, i bambini non guardano mai l’orizzonte, giocano con la sabbia, non saprebbero descriverti un tramonto, ma dirti che la sabbia è calda o bagnata…lo stupore è una ri-scoperta degli adulti, per i bambini è la normalità ed è una priorità degli adulti vedere oltre. L’infinito dei bimbi è il gioco fine a se stesso: la fantasia senza inibizioni, limiti e pregiudizi; l’infinito dei grandi è il sogno, l’oblio e il ritorno al gioco, all’essere bambino…è per questo che i sognatori disegnano coi loro sogni l’infinito, come i bimbi farebbero coi legnetti sulla sabbia. Grazie per questa tua visione di donna, per i tuoi infiniti sogni.
    ps:Ti saluta la signorina dell’immagine del mio penultimo post ;) grazie anche da quella ribelle matallara dai rossi capelli :D

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